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Napoli. Sonda ecografica guasta da tre mesi, al San Paolo parte la colletta

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Napoli. Non ci sono regali sotto l’albero di Natale allestito nell’ospedale San Paolo ma accanto al finto abete decorato troneggia in bella vista una scatola con su scritto: «Raccolta fondi per sonda ecografica oculare». Per i pazienti operati di tumore agli occhi o per coloro che necessitano di controlli preventivi la vera sorpresa in vista delle feste sarebbe la riparazione dello strumento in grado di monitorare le patologie per cui sono in cura e l’unico presidio che offre loro questo servizio, tramite la sanità pubblica, è il nosocomio di via Terracina. «Abbiamo chiesto come regalo di Natale di fare una colletta tra dipendenti e pazienti affinchè possa essere riparata la sonda ecografica oculare fuori uso da 3 mesi – chiarisce Carmine Ferruzzi, sindacalista aziendale della Uil – la nostra non è solo una provocazione ma un grido di allarme per un’eccellenza ospedaliera che stanno impoverendo sempre di più. I sindacati Uil, Cisl, Nursing Up ed Usb, in questo caso compatti più che mai, puntano il dito sul reparto di oculistica completamente depauperato dove «molti strumenti sono talmente vecchi da non poter più essere utilizzati – spiega Enzo Tafuto della Cisl – ad esempio il topografo per lo studio della cornea non serve perché non ci sono stampanti compatibili in circolazione e il pachimetro, in uso per la misurazione dello spessore della cornea, è in attesa di riparazione da settimane dopo un guasto alla corrente elettrica che ne ha provocato il danneggiamento». Un’altra urgenza da mettere sulla lista dei “regali di Natale”, richiesti provocatoriamente dai rappresentanti sindacali, riguarda l’apparecchio per eseguire ecografie strutturali e misurazione della translucenza nucale, ovvero esami fondamentali per assicurare la corretta evoluzione di una gravidanza e scongiurare i rischi di malattie cromosomiche e malformazioni al feto. «Sono quasi 10 mesi che attendiamo la riparazione dell’apparecchio per effettuare le ecografie strutturali che non è possibile neanche prenotare dal momento che non conosciamo i tempi per la riabilitazione della macchina e tutta l’attività ambulatoriale è ferma» sottolinea Carmine di Napoli del sindacato Usb. Ai problemi si aggiungono i paradossi come il caso del medico che vorrebbe lasciare all’ospedale San Paolo la strumentazione privata di cui si avvale ma l’iter burocratico non lo consente. «Si tratta del primario di Urologia che 2 anni fa fece richiesta dell’intero strumentario, ormai fatiscente, e non avendo risposta si è portato un ecografo privatamente utilizzandolo in ospedale – raccontano Lello Paone e Massimo Rotondo del Nursing Up – a febbraio questo medico andrà via ed ha proposto di lasciarci l’ecografo ma finora ci dicono che non è possibile». La denuncia dei sindacati che segnalano anche la chiusura dell’ambulatorio di radiologia, la settimana scorsa, arriva senza mezzi termini: «Il San Paolo è l’unico ospedale che serve la platea di 400mila abitanti compresa tra Fuorigrotta, Bagnoli, Pianura e Soccavo con prestazioni di pronto soccorso che contano 50mila accessi annui – dicono – si sta smantellando un’eccellenza impoverendola di risorse umane e tecnologiche e l’amministrazione regionale è attenta solo all’Ospedale del Mare dimenticandosi l’importanza di questo nosocomio». Le proteste non si fermeranno alla scatola per la colletta sotto l’albero di Natale e, stavolta, non basteranno promesse perché «si tratta della tutela del diritto alla salute» chiariscono i rappresentanti sindacali. Per il momento l’unico input che potrebbe far sperare in scenari migliori arriva dalla presidenza della Regione Campania. «Abbiamo trovato in Europa le risorse per attrezzature nuove e sistemi più moderni – si legge in una nota dei vertici regionali – in sintonia con le Asl garantiremo le soluzioni possibili e faremo altri interventi in questa direzione anche perché in questo momento storico, dopo aver risanato i conti, abbiamo le carte in regola e nuove risorse». (Melina Chiapparino – Il Mattino)  

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