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Napoli. In Galleria l’assedio degli abusivi che si ribellano e picchiano i vigili. I passanti li aiutano

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Napoli. Gli ambulanti si ribellano al sequestro e picchiano i vigili urbani, i napoletani intervengono per evitare l’arresto. Galleria Umberto, tardo pomeriggio di sabato. Piove e un gruppo di «’Vu cumprà» si rifugia sotto le arcate della Galleria Umberto presidiata dai vigili urbani che, come ogni giorno in questo periodo, sono presenti per il servizio antiabusivismo. Gli immigrati si sistemano al coperto, i vigili si avvicinano per sequestrare la merce, quelli si ribellano, ne nasce un tafferuglio. Due vigili vengono aggrediti, un immigrato provoca lesioni al braccio a uno dei due. Il casco bianco finisce in ospedale e viene giudicato guaribile in sette giorni. Gli ambulanti abusivi scappano e la fuga viene coperta da un gruppo di passanti. Così gli immigrati riescono a farla franca. «Questa vicenda gravissima ci fa capire come a parole tutti vogliono la legalità ma poi nei fatti in tanti si schierano a favore degli abusivi che vendono merce prodotta e gestita dalla camorra – sostengono Francesco Emilio Borrelli dei Verdi e il conduttore radiofonico Gianni Simioli nel riferire l’episodio – Esprimiamo piena solidarietà alle vittime di questa aggressione». Il fatto non è certo unico né irripetibile: più volte i napoletani si sono scagliati contro le forze dell’ordine per difendere gli ambulanti che, del resto, continuano a gestire bancarelle in tutte le strade del centro facendo una concorrenza illegale a chi, avendo un negozio paga (o almeno dovrebbe pagare) un mare di tasse. Sostiene il presidente della Confcommercio di Napoli, Pietro Russo: «Schierare i vigili non basta. Se non si risolve la questione di come meglio accompagnare questi poveretti in percorsi di legalità, il fenomeno non verrà stroncato. Noi più volte abbiamo proposto di creare dei mercatini etnici che farebbero anche da attrattori turistici. Bisogna prendere delle iniziative, e bisogna farlo presto». Poi Russo sottolinea: «Nell’area di via Toledo, a ridosso dei Quartieri Spagnoli, c’è una situazione specifica, di delinquenza diffusa, ma non sono i cittadini che danno addosso alle forze dell’ordine». E Giuseppe Giancristofaro presidente del centro commerciale Toledo e di Federmoda spiega: «Noi siamo dalla parte della legalità, ma che i napoletani si mettano dalla parte di più deboli non è cosa nuova. Ma non è solo questo: bisogna considerare anche che tanti vivono sulla contraffazione e forniscono merce agli immigrati che poi ovviamente proteggono. Per evitare il malaffare bisogna creare delle zone dove gli immigrati possano vendere rispettando le leggi e pagando le tasse». (Daniela De Crescenzo – Il Mattino)

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