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Napoli. Galleria Umberto: rimosso anche l’albero dei desideri, Natale al buio. Proteste dei commercianti

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Napoli. Niente albero dei desideri nella galleria Umberto, che si appresta a vivere un Natale senza luci. Il Comune lo ha rimosso nelle primissime ore di ieri, per «mancanza di permessi di occupazione», fa sapere l’assessore comunale alle attività Produttive Enrico Panini. «Una soddisfazione» per Umberto Giordano, padre di Salvatore, il ragazzino che perse la vita a luglio per colpa dei maledetti calcinacci piovuti dalla Umberto. «Una battaglia vinta» per Pisani, legale della sfortunata famiglia. «Un paradosso» per i commercianti della Galleria, che comunque sottolineano la «solidarietà al dolore dei Giordano», spiega Vincenzo De Cesare che vende articoli fotografici tra un ponteggio e l’altro. Ponteggi, lavori mai decollati dopo la messa in sicurezza, lutto, buio e crisi: la situazione della Umberto è delicata e divisa. Nei giorni scorsi, la rimozione la stella piazzata al centro della Galleria, dopo un sit-in di protesta. Ora il capitolo secondo: via l’albero dei desideri, abitudine più che ventennale del negoziante Antonio Barbaro. Se da lui, multato, arriva un no comment, altri commercianti si pronunciano sul tira e molla delle luminarie del Natale 2014. «C’è un paradosso – fa notare De Cesare – su via Toledo, dove è effettivamente avvenuta la tragedia, è pieno di luminarie. Qui invece, in Galleria, dove non si è verificato il fatto, hanno tolto tutto. Bisognerebbe togliere anche le signorine e le sfogliatelle luminose a questo punto». Il paradosso del simbolo, dunque. Ma c’è di più: «Le vendite in Galleria sono calate del 30% circa da luglio in poi e del 50% a novembre rispetto all’anno scorso. I ferri e le transenne spaventano i clienti: molti pensano che qui sia ancora pericolante e alcuni addirittura che la Galleria Umberto sia ancora chiusa». «Piena solidarietà alla famiglia – dice Ciro Esposito del bar Brasiliano – ma non mi spiego questo metti la stella e togli la stella, questo metti l’albero e togli l’albero, anche perché il fatto è avvenuto all’esterno. L’abete di Barbaro era un’iniziativa a costo zero per il Comune e tanti napoletani venivano ad appenderci i loro desideri per sognare ancora. La Galleria così è talmente buia e triste che i clienti non entrano. I ponteggi poi ci hanno distrutto il Natale, che per noi è un momento importante per poter sopravvivere negli altri mesi dell’anno». Salvatore, piccolo eroe e grande vittima della tragedia, «amava il Natale e gli alberi – racconta papà Umberto – Tutti gli anni cominciava a costruire il presepe già da novembre. Per noi non ci sarà nessuna festa, saranno giorni al buio. Siamo soddisfatti, avevamo chiesto ai commercianti di esprimere solidarietà al ragazzo, ma non eravamo stati ascoltati da tutti. Anche se la soddisfazione si accompagna al dolore». Dolore e rabbia che presto potrebbero avere un primo riscontro: «Mercoledì prossimo – spiega l’avvocato dei Giordano, Angelo Pisani – sarà depositata la perizia del Tribunale. Mi aspetto che nel documento vengano indicati i nomi dei responsabili di questa tragedia». (Gennaro Di Biase – Il Mattino)

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