Positano News - Notizie della Costiera Amalfitana Penisola Sorrentina Campania - Positano News

Le Rubriche di Positano News - Escursioni d'autore: Emozioni poetiche di Liuccio

DONNE A POSITANO: LUCYENNE, LA GIORNALISTA

Più informazioni su

Carissima,

sono stato a Positano. Ci mancavo da luglio, quando, dopo un bagno al Fornillo, ci attardammo piacevolmente ai tavoli del "Caporale", in quel budello di vicolo che scivolava a mare tra l'andirivieni del "passeraio" multietnico. Ricordi? Stremati dalla gara di nuoto, divorammo un impagabile spaghetto alla puttanesca  giocando, con allusioni maliziose, sull'effetto peperoncino, il viagra dei poveri, che cattura forza e si fa sangue negli orti/giardini delle  colline. Eri bella, nella gloria del sole, che rifrangeva luce al tuo sorriso contagioso. Da brivido di piacere lo scorfano all'acqua pazza che mi suggerì una qualche pesante insinuazione sulla bionda teutonica che mi reclamava sesso con sguardi vogliosi. Ridesti di cuore, forse anche per quel rosso "fior d'uva" di Furore che placava la sete ma accendeva desideri trasgressivi. E ci abbandonammo alle  confidenze che, di sicuro, nè la paludata Milano nè la Roma papalina,rispettivamente imposteci dalla diaspora del lavoro, ci avrebbero consentito. Ti ho pensato, mentre mi godevo lo spettacolo delle case a grappoli a sagomare la collina a conquista di cielo. T'ho pensato e una fitta dolce di nostalgia mi ha perforato l'anima. Era straordinariamente bella la tua, ma anche un pò mia, città nei colori sfumati e teneri di fine ottobre. Ancora caldo ed avvolgente il sole nel paesaggio da naufragio smemore. Poesia ossificata i terrazzi all'abbraccio ardito delle buganvillea. Musica assopita l'anfiteatro di case,scale e chiese all'abbraccio della rada paciosa. C'è voluto poco a scatenare la sonorità  dell'una e i concerti dell'altra sull'onda della carnalità delle emozioni in fuga a conquista delle sirene ammarate a Li Galli. Mi sei mancata, e molto, per un ulteriore tocco di grazia al proscenio da visibilio di piacere.

Mi gustavo, centellinandolo a sorsi di sensualità panica, il mio drink giù alla Spiaggia Grande, quando ha fatto irruzione Lucyenne, la tua amica giornalista parigina. Sfrontata nel suo sguardo da maliarda, elegante e vaporosa, come sempre, in gonna svolazzante e camicetta ad esplosione di seni,si è piacevolmente sorpresa nel vedermi. E' qui da qualche giorno. Si è concessa una settimana di vacanza per dimenticare un amore finito. "Pierre non c'è più!"- mi ha confidato. "Scopa con una attempata ereditiera con casa prestigiosa dalle parti di Notre Dame. Era una tresca che durava da tempo. L'ho scoperta. Abbiamo litigato di brutto. L'ho piantato e sono scappata a conquista di serenità in questo che considero da sempre il mio paese dell'anima. E magari mi trovo pure un altro amore"- ha aggiunto ridanciana e mi ha sparato nell'anima uno sguardo imbarazzante.

La conversazione si è fatta fitta e carica di particolari sulla sua recente storia d'amore. Vito 'o saracino, il barcaiuolo che scarrozza e ingravida straniere da maggio a settembre, spupazzandole lungo la costa da Fornillo a San Pietro, ha fatto di tutto per farsi notare, esibendo i riccioli cresposi, faccia da vissuto  cotta di sole, pettorali muscolosi da attizzare voglie di signore in astinenza prolungata e, all'occorrenza,  gay danarosi a caccia di amori prezzolati. E' uno degli ultimi leoni al sole della Positano del peccato vacanziero. E se ne gloria. Pare che il..mestiere gli abbia fruttato una fortuna. Aveva meso gli occhi su Lucyenne e, sentendosi ignorato, ad un certo punto ha lanciato al vento uno straccio di camicia fiorata, ha calato il bermuda e con fragore si è buttato a mare, riemergendo subito gocciolante e raggiante di sorriso come un dio dei flutti.

Non ha impressionato più di tanto la nostra amica, che sarà pure a corto di sesso, ma seleziona i partner da letto più per vivacità intellettuale e spessore di cultura che per potenza bruta di muscoli. Non so se, perdurando l'astinenza, resisterà alla tentazione, anche perchè  'o saracino è uno che non si arrende facilmente.

Le confidenze sono continuate fitte e coinvolgenti al tavolo della Buca di Bacco, sul terrazzo silenzioso, spalancato sull'infinito del mare dei miti e della storia. E per darci un tono abbiamo parlato di Ulisse e di Sirene, di curiositas dell'eroe pellegrino ad avventura di viaggio tra mostri di terra e di mare, tra naufragi tempestosi ed approdi fortunosi, tra amori di dee immortali e donne mortali accomunate dalla stessa voglia, divina ed umana insieme, della passione dei sensi e della musica/concerto a tumulto d'uragano nel groviglio dei corpi, che annullano la dualità nell'uno dell'amore.

Senza rendermene conto e preso solo dal piacere da narciso di affabulatore del mondo mitologico greco/romano, che nel nostro territorio si respira nell'aria prima di coglierlo nella storia pietrificata nelle accoglienti minuscole rade con l'onda che ricama argento alla battigia e carezza falesie di rocce a sigillare misteri nelle grotte, ho scatenato sensi sopiti a Lucyenne, che mi ascoltava rapita e si agitava trepida sulla sedia e mi avrebbe scopato senza pudore sul lastrico di ceramica del ristorante, incurante dello scandalo, se solo gliene avessi offerta l'opportunità. Ho pensato a te ed ho svicolato.

La linguina alla colatura di alici era ottima: cottura al punto giusto, condimento a dosaggio perfetto. Ho trovato la via d'uscita ed ho dissertato sull'arte antica delle salagioni, che, nata dalla mente fertile degli antichi monaci cappuccini di Amalfi, si diffuse in tutta la costa ed oggi è esaltata a Cetara, che della colatura è patria riconosciuta ed apprezzata. Sono partito per la tangente ed  ho dissertato su Apicio e sul garum dei romani, l'antenato della colatura che pescatori e cuochi della nostra costiera hanno perfezionato. Lucyenne non l'aveva mai mangiata e l'ha trovata deliziosa. "Le gout? C'est divin!" – ha esclamato, convinta, nella gradevole e carezzevole sonorità della sua lingua. Ed ha riso di cuore sotto l'effetto di un amabile e corposo bianco di Ravello. Vito 'o saracino è passato a più riprese, ma alla fine si è rassegnato, convinto, forse, che l'avvenente francese di Parigi era caduta nella rete seduttiva di un attempato signore italiano. Sbagliava,ma gliel'ho lasciato credere, carezzando teneramente la mano di Lucyenne, che a sua volta non rifiutava. Anzi

E' bravo lo chef della Buca. Ci ha servito un "totani e patate" da dio. Oltretutto mi ha consentito di sfoggiare la mia cultura gastronomica del territorio. Le nostre patate, ho spiegato all'amica, che mi ascoltava interessata ed incantata insieme, sono una tipicità delle colline di Montepertuso e Nocelle, ma anche di Vettica di Praiano, di Conca dei Marini, di Furore e di Tovere di Amalfi. Sono coltivate con pazienza, sapienza ed amore negli orti che paion giardini e sono dolci e pastose, si sfarinano nella tenera friabilità. Si abbinano perfettamente con i totani, una sorta di calamaro povero, di cui il nostro mare é pescoso dalle parti di Praiano, sott' 'o furno, al largo dell'Africana alla Praia, a Capo di Conca e ad Amalfi al largo di Duoglio e Santacroce. Con il rosso del pomodoro pelato, denso ed acquoso insieme, costituiscono un mélange appetitoso, soprattutto se condito dal piccante del peperoncino. Lucyenne ha gradito molto ed è rimasta incantata dal racconto della pesca del totano a  notti insonni sotto il blu lavagna del cielo stellato. Le ho promesso che le farò provare l'emozione nella stagione giusta. "Ma non posso mica aspettare l'estate prossima!"- mi ha interrotto insinuante- "Per le emozioni, dico"- ha aggiunto garbatamente ma sfacciatamente provocante. Ho dribblato, facendo il finto tondo. Per dessert abbiamo gustato una delizia al limone, di De Riso, naturalmente. E mai nome fu più appropriato. Veramente una delizia di riso cremoso come le labbra carnose e tenere di una bella donna. L'immagine è piaciuta a Lucyenne, che si è impiastricciata volutamente le labbra, leccandosele con gusto e con malcelata voglia di stimolarmi desideri irrefrenabili.

Siamo stati bene. L'ho accompagnata a passi lenti fino a Palazzo Murat dove alloggia. All'ingresso mi ha fatto un timido invito a salire in camera per un limoncello. Ho rifiutato, inventandomi un impegno non rinviabile. Mi ha salutato con un bacio che mi ha lasciato sulle labbra profumo di limone e voglia repressa di sesso.

Ma questa è Positano, paese  da godere nella dolce e stravagante follia della gioia di vivere. E tu lo sai bene, perchè ci sei nata e, di sicuro, nell'esilio lombardo ti manca da morire

Giuseppe Liuccio

g.liuccio@alice.it 

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Positano News, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.