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Cetara mostra Ugo Marano al Museo Civico della Torre

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Sabato 13 dicembre alle ore 18:30 il sindaco Secondo Squizzato inaugurerà, nella sale delle della Torre di Cetara-Museo Civico la dedicata all’opera pittorica dell’artista Ugo Marano dal titolo “LA STANZA DELLA PITTURA”, realizzata in collaborazione con il Comune di Baronissi e con il Museo-Fondo Regionale d’Arte Contemporanea. Curata da Massimo Bignardi grazie alla disponibilità degli eredi Marano, l’esposizione presenta venti opere tra disegni e dipinti che, dagli anni Sessanta con alcuni dipinti del 1968 e le ellissi in mostra a Roma nella personale alla Galleria Schneider del 1972, giungono al 2000, tra queste le piccole tele realizzate dall’artista di Cetara per la mostra personale allestita nel 1992 presso la Galleria Dedalo di Milano. “L’estate scorsa – precisa il sindaco Squizzato nella nota introduttiva al catalogo – abbiamo ricordato la sua esperienza di ceramista, ospitando una serie di piattini tratti dal ciclo “rosso e nero” realizzato da Marano nel corso del primo decennio del Duemila. Oggi inauguriamo una mostra dedicata alla pittura e al disegno, con opere che, anche questa volta, ci sono state concesse in prestito dalla moglie Stefania e dai figli Enrica, Giuseppe e Paolo che qui ringrazio. È un momento che ci lega ad un amico e ad un grande artista che ha saputo tradurre nella sua opera il senso vero della contemporaneità, senza mai porre in disparte l’attenzione per il territorio e per la nostra comune identità. È, dunque, l’omaggio che i suoi amici, la sua comunità vuole fare alla sua indimenticabile figura di intellettuale e di uomo della quotidianità”. “Il disegno – spiega Bignardi – è il punto di partenza del processo di trascrizione attraverso il quale la mano rende visibile l’immaginazione; la rende visibile come esperienza del proprio essere nella dimensione della “durata”, così come intesa da Bergson. Per Marano il disegno è un esercizio quotidiano che educa ad esprimersi nella libera gestione delle pulsioni, ad organizzare la visione e renderla capace di farsi dapprima spazio, e poi, come sovente accade nei lavori dei primi anni Ottanta, ad acquisire la dimensione esistenziale di ‘luogo’.[…] Le figure dell’uccello/angelo, del pesce, dell’artista, a volte solo sagome, torna con una certa insistenza nelle tele, oltre un centinaio, eseguite quasi esclusivamente nel 1992, l’anno del suo ritorno a Cetara dopo un lungo soggiorno, con l’intera famiglia, a Livorno, tra il 1989 e il 1991. Le opere raccolte nella Torre di Cetara, presentano colori intensamente luminosi, saturi, posti a registro secondo una tavolozza espressiva, tale da far intendere un particolare interesse per il disegno e per la pittura di Matisse”. La mostra resterà aperta fino al 12 gennaio 2015

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