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Catturato a Capo Verde uno dei cento ricercati più pericolosi d’Italia, a tradirlo i solidi inviati dalla mamma

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Genova. La latitanza di Stefano Marchi, genovese di 49 anni ritenuto tra i cento ricercati più pericolosi d’Italia, non era di quelle dorate, tanto che il boss della cocaina doveva chiedere i soldi a mamma e fratello per potere provvedere alle spese quotidiane. Ed è stato proprio questo flusso regolare di denaro dall’Italia che lo ha tradito. Marchi è stato arrestato sabato sull’isola di Maio, nella repubblica di Capo Verde, in una villetta dove abitava dal 2011. A trovare il latitante sono stati gli investigatori della squadra mobile della Questura di Genova, coordinati dal Servizio centrale operativo della polizia di Stato e dal Servizio per la cooperazione internazionale di polizia oltre alle forze dell'ordine capoverdiane, che hanno dato esecuzione all’ordine di cattura emesso dalla procura generale della corte di appello del Tribunale di Genova. Gli inquirenti hanno seguito il flusso di soldi che con cadenza quasi mensile venivano mandati da madre e fratello alla volta di Capo Verde. Un flusso di modica entità ma che ha insospettito gli investigatori facendo iniziare così la caccia all’uomo. Nel 2011 gli agenti di polizia lo avevano localizzato una prima volta, sempre nell’arcipelago di Capo Verde, grazie a una intercettazione dove spiegava alla madre di avere fatto spostare alcune piante di aloe perché le radici stavano rompendo il muretto di cinta della villa dove si era rifugiato. «Le ho fatte mettere dal lato mare e dal lato polizia», facendo così intuire il luogo dove si trovava. Ma subito dopo aveva cambiato residenza, facendo perdere di nuovo le tracce. Marchi, che deve scontare una pena definitiva a 19 anni e 11 mesi, secondo l’accusa farebbe parte di una associazione criminale, composta da italiani e sudamericani, che importava cocaina dalla Colombia facendola arrivare prima in Europa e poi a Genova e nel Tigullio. La banda era stata sgominata nel 2004, con l’operazione della squadra mobile denominata Rezzonico. Al vertice della gang c’era una badante peruviana di 31 anni soprannominata Donna Rosa. L’organizzazione comprava la cocaina in Colombia, da lì la spostava in Ecuador e poi la trasferiva in Europa. Una volta raggiunto il vecchio continente, la polvere bianca arrivava a Genova e nel Tigullio, ma riforniva anche altre piazze del Nord Italia. Nel corso dell’operazione Marchi era riuscito a scappare all’estero. Secondo gli inquirenti si era da subito rifugiato a Capo Verde. Quando ieri un agente della polizia lo ha riconosciuto e lo ha chiamato, Marchi si è fatto arrestare senza alcuna resistenza. Nei prossimi giorni verrà estradato in Italia. (Il Mattino)

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