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Castellammare di Stabia. L’Immacolata e i falò tra sassi e petardi. I tradizionali «fucaracchi» accesi in tutta la città

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Castellammare di Stabia. Sassi e petardi contro le forze dell’ordine per «proteggere» la propria catasta di legname. Un episodio grave, anche se l’unico in tal senso da segnalare, che ha in qualche modo dato inizio alla lunga notte dei falò a Castellammare. I tradizionali «fucaracchi» per celebrare la festa dell’Immacolata sono stati accesi in ogni rione della città dove però fortunatamente non si sono registrati ulteriori incidenti. Fucaracchi che l’amministrazione comunale aveva dichiarato abusivi in quanto pericolosi per la pubblica incolumità (negli anni scorsi si sono contati decine di danni e di feriti) e aveva organizzato la festa del falò legale sul lungomare. Purtroppo, però, le cataste di legna predisposte per volere del Municipio sono state le uniche a restare spente per la delusione delle migliaia di persone che erano accorse in villa comunale per godersi lo spettacolo. Dunque c’è ancora molto da lavorare per dare finalmente una giusta dimensione alla festa dell’Immacolata a Castellammare. I giorni che hanno preceduto la notte tra il 7 e l’8 dicembre sono stati caratterizzati da grandi sforzi da parte delle forze dell’ordine, riunite in una task-force coordinata dal commissariato di Ps, che hanno monitorato il territorio, effettuato decine di sequestri di legna rubata, denunciato soggetti per tagli abusivi di alberi. Nel frattempo Palazzo Farnese ha organizzato i festeggiamenti sul lungomare, dando anche la possibilità di poter accendere i falò nei rioni previa presentazione di una corposa documentazione. Le sole due domande giunte in Comune sono state respinte, quindi qualsiasi fucaracchio nei quartieri era da considerarsi abusivo. Alle autorità, quindi, spettava l’arduo compito di trovare la giusta strada tra repressione, necessità di sicurezza, desiderio da parte dei cittadini di portare avanti la tradizione senza pericoli e senza distorsioni (l’ex sindaco Luigi Bobbio aveva lanciato l’allarme criminalità organizzata che tramite le celebrazioni avrebbe potuto lanciare messaggi). Nella tarda serata del 7 dicembre la tensione è subito salita alle stelle in periferia. Al rione Scanzano la polizia municipale ha subito, alle 22 circa, un lancio di oggetti da parte dei giovani del quartiere impegnati a costruire la pila di legname. Sul posto sono giunti poi gli agenti del commissariato di Ps, coordinati dal primo dirigente Pasquale De Lorenzo e dal vicequestore Daria Alfieri, ma il lancio è continuato: petardi, sassi e sampietrini hanno colpito per fortuna solo le auto. La situazione è stata poi tenuta sotto controllo, ma il falò è comunque stato acceso. Carabinieri e polizia hanno continuato a presidiare i rioni dove prima o dopo le altissime cataste sono state date alle fiamme. Fucaracchi, quindi, anche a Savorito, Moscorella, ex Cmi, Spiaggia, Petraro, Cicerone, rione San Marco (piazzetta Bracco), Annunziatella. Al centro antico i falò sono stati accesi a notte inoltrata: qui tra le stradine c’era uno striscione che recitava: «Signor sindaco, tifi arenile solo per assicurarti un avvenire». Il tutto mentre proprio sull’arenile le tre cataste, probabilmente a causa del legno fresco, sono rimaste inesorabilmente spente nonostante gli sforzi. Una frustrazione che ha generato anche un battibecco tra i ragazzi chiamati ad accendere il fucaracchio legale ed alcuni esponenti dell’amministrazione. Solo alle 4 di mattina circa un gruppo di giovani è riuscito ad incendiare una parte della legna ma senza grandi risultati. «I ragazzi non sono riusciti ad accendere il falò – ha commentato ieri sulla propria pagina Facebook il sindaco Nicola Cuomo – forse perché la legna era troppo fresca e bagnata dalla pioggia. Si trattava di legna da ardere, comunque è stata una bella serata di festa». (Francesco Ferrigno Il Mattino)

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