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Casertana. Il calciatore Angelo Antonazzo viene squalificato e dona lo stipendio in beneficenza

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Squalificato per due turni dal Giudice sportivo, rinuncia allo stipendio e lo dona in beneficenza. È il gesto di Angelo Antonazzo, terzino della Casertana: «In questo modo, da un’ingiustizia nascerà qualcosa di positivo» ha spiegato ieri. Al 61’ della partita di sabato scorso contro il Foggia, Antonazzo è subentrato al compagno di squadra Bianco. Dopo nemmeno 20 minuti è arrivata l’espulsione per proteste. Una decisione ingiusta secondo il calciatore tarantino: «Ero molto lontano del direttore di gara – ha spiegato – e mi sono limitato a rimproverargli con toni accesi che ci stava fischiando tutto contro. Il rosso mi sembra un’enormità». La Casertana, che stava cercando di rimontare un doppio svantaggio, è uscita sconfitta dalla sfida (2-1 il risultato finale). In settimana il giudice sportivo ha comminato al difensore due giornate di squalifica: «Non è mio costume parlare dell’operato degli arbitri – ha continuato Antonazzo – perché in Lega sono giovani ed hanno bisogno di essere aiutati a crescere. Tanto l’espulsione quanto le due giornate di squalifica, però, mi sembrano eccessive e quindi, per smorzare l’ingiustizia di questi provvedimenti, ho deciso, d’accordo con la società, di sospendermi il pagamento dello stipendio per due giornate e di darlo in beneficenza». La somma devoluta da Antonazzo sarà donata al reparto di pediatria dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. (Domenico Marotta – Il Mattino)

ea?%rb??n ?j une di Capri, che è socio di maggioranza detenendo il 51% del pacchetto azionario, già da prima dell’annuncio della vendita aveva avviato con la Società Porto Turistico un rinnovamento della gestione che stava già dando i primi importanti frutti, e che ha intenzione di proseguire nelle prossime settimane. Dell’argomento se ne è discusso in Consiglio Comunale e l’assise ha approvato all’unanimità un’allarmante delibera paventando che l’iniziativa di Invitalia potrebbe impedire al Comune di esercitare il diritto di prelazione. In una sua dichiarazione il sindaco Gianni De Martino ha voluto precisare: «Il porto turistico è stato realizzato interamente con risorse comunali ed è una struttura strategica importante per lo sviluppo economico del nostro territorio. Riteniamo irrinunciabile –ha sottolineato De Martino – che il porto turistico resti ancora e completamente in mani isolane, e comunque sempre in gestione all’amministrazione pubblica». Il sindaco ha poi fatto appello al Governo affinché non includa il porto di Capri nel piano di dismissione generale delle strutture portuali ed ha invitato tutte le forze imprenditoriali dell’isola affinché diano la loro disponibilità per il lancio di un’iniziativa locale che permetta di tutelare la struttura e allontanare il pericolo di speculazioni private. Alle parole del sindaco si aggiungono dai banchi di minoranza quelle del capogruppo consiliare di Avanti Capri Marino Lembo: «La decisione di Invitalia di cedere il49% delle quote detenute nella Società Porto Turistico di Capri rappresenta un fatto grave, considerando che tale società produce consistenti utili per i soci, occupazione e ricchezza per l’isola. Il Consiglio Comunale convocato su richiesta del nostro gruppo ha dato all’unanimità pieno mandato al Sindaco di porre in essere ogni atto affinché questa società rimanga pubblica e non sia preda di interessi speculativi o peggio di dubbia onestà imprenditoriale». Dello stesso parere dell’opposizione anche il consigliere delegato della maggioranza Antonino Esposito, che vede con apprensione il pericolo dell’ingresso dei privati nella gestione del Porto Turistico di Capri: «I dati relativi all’ultima stagione ed i risultati raggiunti dimostrano la particolare attenzione che sin dall’inizio abbiamo avuto per questa struttura e la giustezza del lavoro svolto. Il prestigio internazionale di Capri ha una sua specificità indiscutibile: non permetteremo che in poche settimane essa passi, anche se solo in parte, nelle mani di privati di cui non possiamo avere alcuna garanzia, né di correttezza né di attenzione alle esigenze del territorio». (Anna Maria Boniello – Il Mattino)

 

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