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Positano e le sue vie d´ accesso nella storia di Nicola Albertoni foto

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Un aspetto trascurato da molti è sicuramente quello riguardante la storia e tutto ciò che è legato alle vie di accesso a Positano, la Perla della Costiera Amalfitana. Forse la sua apparente scontatezza ha fatto sì che ciò non sia mai stato oggetto di particolare approfondimento. Eppure viene da porsi non poche domande quando si osservano le montagne che scendono maestosamente verso il mare dando al paesaggio della nostra costiera quella vena di unicità paesaggistica per cui è famosa nel mondo. Quando fu costruita la strada costiera che permette al giorno d’oggi al turismo di costituire la prima risorsa su cui è basata la nostra economia? Come fu costruita? Perché? Era anche nell’antichità una meta turistica Positano? Come ci si giungeva? 

Nicola Albertoni

Una delle prime fonti che urge sottolineare è  “L’italia nei cento anni del secolo XIX”, Tomo III 1850-1860, di Alfredo Comandini. A detta di costui la strada costiera – ergo si intende la strada statale 163 Amalfitana (SS 163) è che collega le località della costiera amalfitana tra cui la perla della costiera – venne iniziata nel 1832 e terminata il 26 aprile 1850. Il suo tracciato, un vero e proprio capolavoro di ingegneria – è lungo circa 50 km, inizia a Meta dalla statale 145 Sorrentina e dopo aver attraversato una breve tratta collinare, raggiunge la sponda meridionale della penisola sorrentina dove attraversa i comuni della costiera tra cui Positano costeggiando il mare fino a Vietri dove si immette nella strada statale 18 Tirrena Inferiore. Fu proprio la costruzione di tale strada ad accrescere l’importanza turistica di Positano. Fu Giuseppe Bonaparte, folgorato dalla bellezza della Costiera, ad intraprendere il progetto; proseguito da Murat, la strada venne poi inaugurata da Ferdinando II soltanto nel 1854. Prima infatti, come rivelano autorevoli fonti, per quanti volevano raggiungere la costiera la via più facile era quella di  prendere una barca da Vietri fino ad Amalfi dove non era nemmeno possible l’attracco e si veniva trasportati sulla terraferma sulle spalle dei rematori. A tanta fatica erano giunti a compromesso Goethe Sterne e tutti quegli artisti dell epoca romantica che fin dalla seconda metà del settecento aveva prescelto la costiera come luogo di ispirazione!

Ciò però che molti turisti non sanno è che la costa è dominata da imponenti montagne ricche di percorsi talmente belli e affascinanti da essere chiamati – nel loro insieme – il Sentiero degli Dei e che tale era l’antica via di accesso a Positano nell’antichità per quanti non potevano permettersi di accedere via mare. Il Sentiero degli Dei è costituito da vecchie mulattiere che, per secoli, hanno rappresentato l’unica via di comunicazione per le popolazioni locali. Addirittura come menziona Romolo Ercolino in “La citta’ verticale” questo insieme di percorsi esiste fin dai tempi del Neolitico quindi 15,000-10,000 anni fa costituendo l’unico collegamento tra i due lati della penisola sorrentina. Dalla Chiesa Nuova si possono tutt’oggi prendere due sentieri che conducono entrambi a Santa Maria del Castello e di lì, verso l’altra estremità della penisola sorrentina. Il primo comincia nei pressi del bivio per Montepertuso e segue la valle del fiume Noce fino a Capo d’Acqua per poi salire verso S. Maria del Castello. Il secondo comincia nei pressi di Via Corvo e seguendo la Tese di S. Giuseppe raggiunge S. Maria del Castello; approssimativamente è necessaria un’ora di cammino. L’ antico sentiero poi proseguiva fino al Tempio di Minerva che era situato sulla Punta Campanella di lì fino a Surrentum (odierna Sorrento).

Ciò peraltro confuterebbe il mito di quanti sostengono che l’unica via d’accesso a Positano nel I d.c. fosse il mare. E mi sovviene di menzionare il I sec d.c. appunto perché forse molti non sanno che le prime forme di turismo in Costiera Amalfitana risalgono precisamente al I secolo d.c. quando la Costiera era meta privilegiata dei membri dell’aristocrazia che incantati dai luoghi iniziavano a costruirvi sontuose ville maritime. Era la nascita del cosiddetto “turismo imperiale” e la prova di ciò è costituita dai cospicui ritrovamenti archeologici tra cui spiccano appunto le varie ville romane di Positano, Minori Isole dei Galli, etc., di cui al giorno d’oggi possiamo ancora ammirare gli affreschi e le strutture architettoniche. In quel tempo, secondo quanto afferma l’antico geografo Strabone, la Costiera era ancora incontaminata e disabitata e a questo essa doveva proprio il suo aspetto “divino”.

Direi che ancora oggi la Costiera ha un aspetto divino sebbene questa non sia pi disabitata ed incontaminata. E a dispetto di quanti la pensino diversamente questo breve viaggio nel tempo dovrebbe far riflettere quei tanti che oggi giorno si lamentano di quanto sia difficile raggiungere Positano e quanto questa forse sia isolata. Godiamoci piuttosto l’aspetto divino della nostra Costiera e dimentichiamoci di tutto il resto in compagnia di una bella granita di limone.

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