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Michele Perrella: vi racconto mio padre Gioacchino, sindaco di Positano nel 75. Voleva farne un´isola pedonale. VIDEO

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Il “Generale” Gioacchino Perrella, sindaco di Positano nel 1975. Ne abbiamo sentito parlare, ma poco, troppo poco, e non ne sapevamo nulla, salvo una sensazione di “imponenza” e “nobiltà” che troviamo confermate nel conoscere poi suo figlio. La ricerca della propria storia è un dovere fondamentale anche per chi si occupa del quotidiano, i giornalisti sono gli “storici del presente” ci diceva Enzo Biagi, ma il presente va interpretato e diventa intelligibile anche conoscendone la storia. Incontriamo casualmente il figlio Michele, professore universitario in pensione, esperto in biotecnologie, con una serie di riconoscimenti internazionali di spessore. Abbiamo appuntamento con lui alle 9 circa e ci accoglie con grande cordialità nella sua splendida dimora, dove vive con la moglie Adele Rispoli. “Mio padre prima di intraprendere la carriera militare era avvocato – ci racconta – così cercava di capire le questioni del Comune da solo. La sua vita è stata molto intensa ed avventurosa, è stato in giro per il mondo, in Africa in particolare, dove ha conosciuto mia madre. Anche quando era in Italia gli davano le incombenze più impegnative, come trattare con i mezzadri a Benevento. Quando andò in pensione si candidò e vinse. Fece il sindaco con polso, combatteva la corruzione, la sua intenzione era migliorare il paese. Fra i suoi progetti una strada per arrivare ai Mulini dalla Cascata per far diventare pedonabile Positano, ma gli interessi privati lo bloccarono…”.

 

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