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Da Napoli intervento senza protesi per il seno

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Rimodellare il seno con le staminali? Oggi è una realtà e, senza dubbio, la piu grande novità in Chirugia Plastica che segna l’inizio di una nuova era, quella della chirurgia plastica che si avvale solo di materiali autologhi (cellule proprie) e non più eterologhi (protesi). Una tecnica che prevede il prelievo di grasso dall’ addome o dall’ interno coscia, attraverso le classiche cannule da liposuzione. Il grasso, una volta estratto, viene processato in un macchinario che estrae le cellule staminali in alte concentrazioni. A questo punto le cellule staminali vengono riaddizionate ad altro grasso precedentemente estratto, sempre dalla stessa paziente, e poi iniettate nel seno con delle piccole cannule da infiltrazione. Il risultato di questa tecnica? Permette di aumentare il seno sino a due taglie in più, non prevede tutti i rischi legati alle protesi mammarie (infezioni, rippling, contrattura capsulare,etc). Non comporta cicatrici, se non quelle di 5 mm dovute all’ inserimento delle cannule.
Il risultato è permanente (per sempre) e non prevede, a differenza delle protesi, altri interventi chirurgici futuri. A spiegare e attuare questo sistema, è il napoletano Marco Moraci (in foto), chirurgo plastico che opera tra Londra e Napoli, ricercatore di Scienze chirurgiche e biotecnologiche presso la Seconda Università di Napoli. Marco Moraci ha al suo attivo, con questa metodica, già due anni di interventi. Nel mondo ci sono, ad oggi, solo 8 chirurghi che utilizzano tale metodica. Un numero in aumento, visto il successo di questa tecnica.
Questo intervento è effettuato in regime di day hospital, ed in anestesia locale, con sedazione, eliminando quindi tutti i rischi legati all’anestesia generale.
“L’ intervento e’ relativamente indolore e comporta solo qualche livido e lieve gonfiore delle zone trattate.” afferma il Dott. Moraci
“la paziente puo’ andare a casa in giornata, indossando semplicemente un reggiseno contenitivo. E questa strada porterà presto al superamento delle protesi, un corpo estraneo che, in alcuni casi, può dare disturbi nel tempo. E consentirà notevoli vantaggi annullando tutti i rischi collegati alle protesi”.
Questa tecnica può essere utilizzata anche per correggere asimmetrie congenite (un seno più grande dell’ altro) o quelle asimmetrie presenti in seguito ad interventi chirurgici demolitivi della mammella. Le staminali possono essere impiegate anche nella ricostruzione del seno dopo un intervento di asportazione, totale o parziale, in seguito a un tumore, ma solo dopo 5 anni dall’esordio della malattia. Questa metodica è stata riconosciuta a livello mondiale. E il 5 maggio scorso si e’ tenuto a Houston un importantissimo congresso mondiale di chirurgia plastica durante il quale l’ American Society of Plastic Surgery e la Food and Drug Administration hanno riconosciuto la validità di tale tecnica e la sicurezza dei materiali utilizzati.

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