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Tragedia di Atrani: silenzi, pedonale chiusa e pericoli in galleria

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Due mesi sono trascorsi dalla  tragedia che sconvolse Atrani e la Costiera Amalfitana e lo scenario angosciante in quel luogo continua a rimanere congelato come quella mattina. Chiusa la pedonale, sulla quale la Magistratura ha apposto i sigilli, un nuovo quotidiano pericolo si è affacciato: l’attraversamento dei pedoni lungo la galleria che collega Atrani ad Amalfi. Come si ricorderà, il 2 gennaio scorso, in un attimo, lo chef Carmine Abate trovò la morte sul luogo di lavoro e le vite dei suoi familiari, dei suoi amici più intimi e dei suoi datori di lavoro rimasero stravolte per sempre. Sul luogo tutto è rimasto come quella mattina, come accade sulla scena di un delitto, fino a quando non si concludono le indagini. Quell’impatto visivo devastante, che è stato il luogo dell’incidente, con massi, lamiere e ferri contorti, continua  a rimanere sotto gli occhi di tutti i passanti: bambini, cittadini e turisti. La pedonale che da Atrani conduce ad Amalfi e viceversa, continua incredibilmente a rimanere chiusa, senza un accenno di inizio dei lavori di messa in sicurezza. Oltretutto, essa è l’unica via percorribile a piedi dopo il “solerte”, tardivo e inefficace provvedimento dell’Anas che vieta l’attraversamento pedonale in galleria. Anche in questo caso, nessuna iniziativa è stata presa per consentire la mobilità dei cittadini. Nessun marciapiede provvisorio, nessun semaforo all’ingresso e all’uscita del tunnel per creare un senso unico alternato per i veicoli, consentendo così la percorrenza anche ai pedoni. Tuttavia in quel tunnel si continua pericolosamente a camminare a piedi. Lo fanno quotidianamente, almeno due volte al giorno, centinaia di studenti, di età compresa tra i 12 e i 18 anni, per raggiungere le scuole medie e superiori di Amalfi e di Atrani, lo fanno intere famiglie, lo fanno i turisti. Quel divieto, e non poteva essere altrimenti, è divenuto, come tanti altri divieti, solo ed unicamente un modo per sollevare le autorità da ogni responsabilità in caso di un altro malaugurato incidente. Al di là dei rischi e dei disagi poi, non è da sottovalutare anche l’aspetto economico: Atrani è esclusivamente un paese turistico. Pasqua è alle porte e così pure la stagione estiva: quanti turisti, che sbarcano ad Amalfi, saranno disposti a percorrere quei trecento metri a bordo di un autobus o di un taxi per visitare Atrani? Sulla la vicenda continua a regnare un silenzio assordante. Nessuna autorità, men che meno i sindaci di Atrani e di Amalfi, che hanno il potere di richiedere un minimo di informazioni, si sono sentiti in dovere di comunicare ai loro cittadini se e quando quello scenario di morte verrà scongelato.

Gino Amato

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