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Regione Campania con la preferenza di genere, spazio alle donne

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 La Regione Campania ha introdotto la preferenza di genere. Si possono esprimere anche due preferenza ma la seconda deve essere di genere sessuale diversa alla prima. Se si vota un uomo, la seconda preferenza deve essere di una donna.

In un Paese come l’Italia, in cui le libertà e i diritti delle donne affondano dietro manifesti pubblicitari che ne mercificano il corpo e candidature suggerite più dall’avvenenza che dalla formazione e dal talento culturale e politico, parlare di emancipazione sembra fuori tempo e fuori luogo.

Eppure più che mai è necessario oggi rilanciare i temi e la cultura dei diritti e della pari dignità delle donne, il ruolo strategico della loro valorizzazione ed inclusione sociale soprattutto nel mondo del lavoro, in politica e nei ruoli dirigenziali, per fondare quel nuovo modello sociale e culturale, inclusivo, meritocratico e solidale, senza il quale non si potrà uscire realmente dalla crisi di sistema e di valori che stiamo vivendo. 


Purtroppo le elezioni  2009 per l’Italia hanno decretato una sparuta presenza di Donne che siederanno al Parlamento Europeo. Su 62 europarlamentari, solo 12
Per questo motivo ora, occorre dare maggiore visibilità alle donne in politica.

Per le prossime tornate elettorali, in Parlamento, ma soprattutto alle Regioni, dove forse è più facile, bisogna che i gruppi  e le istituzioni femminili, trasversalmente, lavorino per modificare le Leggi elettorali per una garanzia di presenza di Genere.

Con le quote, col 50 e 50, ma anche con leggi simili a quella varata dalla Regione Campania , grazie all’impegno di Donne di partiti sensibili, come le socialiste, e la Consulta delle donne.
Per ovviare all’inevitabile mantenimento di posizione degli uomini e l’ingerenza atavica degli uomini sulle donne della famiglia, si è escogitato la seconda preferenza di genere, facoltativa.
Nella regione Campania hanno varato una legge sul voto di genere…perché non farla diventare Nazionale ?

E’ almeno un inizio e toglie ogni imbarazzo parentale e scusa maschilista.
E’ finalmente una legge che promuove veramente la parità fra uomini e donne nelle assemblee elettive, così come prescrive l’art. 117-7°comma della Costituzione. La maggiore novità della legge consiste, infatti, oltre all’abolizione del listino, nell’aver introdotto il sistema della doppia preferenza facoltativa che ogni elettore può esprimere per votare sia un uomo che una donna. La norma ha una chiara funzione promozionale della democrazia paritaria, la doppia preferenza è, infatti, validamente espressa solo se vengono indicati nel voto un uomo e una donna, altrimenti il secondo nome espresso sulla scheda, se dello stesso genere, è da considerarsi nullo.

Con questo sistema si da una forte spinta alla promozione della rappresentanza femminile in politica, eliminando in origine per l’elettore il dilemma di dover scegliere fra un candidato uomo ed una candidata donna: da oggi in poi in Campania il sesso dei Candidati non sarà più un elemento di discriminazione, ma un fattore di promozione.

Oltre a ciò, la legge prevede nella formazione delle liste una garanzia di equilibrata rappresentanza dei due generi, in modo che nessuno dei due possa essere presente con più dei 2/3 dei candidati, pena l’inammissibilità della lista stessa.

Sulla legge c’è stato un voto favorevole trasversale che è andato dal Pd all’MpA, dall’Udc alla Sinistra, da Italia dei Valori ai Verdi.
In questo modo si eviterebbero i distinguo ormai degenerati nelle composizioni delle liste. Un tempo alla proposta di una donna, veniva chiesto; “Ma è brava ?. Sottintendendo che tutti gli uomini erano bravi, visto che non si chiedeva nulla sulle loro capacità.
Ora che le donne si stanno rafforzando, nella composizione delle liste si evitano donne capaci, forti e note…. “potrebbe togliermi voti”. Oppure : ’Il voto alle donne? Ma non fate ridere ! Sono portate all’estremismo, e andrebbero a manifestare senza neanche chiedere il permesso dei mariti. E poi non si favorirebbe l’uguaglianza sociale perché una donna per modestia non andrebbe mai a votare quando incinta! E se le donne venissero poi elette, che umiliazione per i loro mariti! Sarebbero costretti a cucinare…”

Nelle votazioni dove c’è la possibilità di usare il voto di preferenza si possono indicare le persone che appaiono più vicine alla realtà dei movimenti e quelle che più si sono spese nel lavoro unitario.
Sono spesso coloro che hanno accettato una candidatura per dare visibilità a lotte condotte fuori dal cerchio illuminato della politica politicante.
Sono spesso, per chi ha composto le liste, le candidature tappabuchi: si conta su di loro per far votare una lista, altrimenti indigeribile, quando altri sono destinati, nel caso, ad essere eletti.
Sono sicuramente meno compromesse con scelte rovinose sì, se non altro per una probabilità statistica, visto come sono mediamente composti i gruppi dirigenti dei partiti o coalizioni.

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