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Meta di Sorrento: Sgominato traffico di opere d´arte false sull´asse Sorrento-Palermo.

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Meta di Sorrento: Falsari di opere d’arte, un arresto.

di Vincenzo Maresca.

Meta di Sorrento. Operazione dei militari dell’Arma sull’asse Sorrento – Palermo in merito alla falsificazione di dipinti ed opere d’arte risalenti al periodo compreso tra il 17esimo ed il 19esimo secolo, conclusasi con l’arresto di un procacciatore di affari di Palermo sottoposto al regime di custodia domiciliare ed il divieto di esercitare attività di commercio di opere d’arte per due coniugi titolari di una attività di restauro e di antichità a Meta di Sorrento. Recuperati 4 dipinti antichi abilmente contraffatti e spacciati per autentici, pagati con assegni scoperti di importo notevolmente inferiore rispetto al valore di mercato di circa 250mila euro, per opere autentiche dello stesso genere. Il traffico di opere d’arte fasulle abilmente contraffatte nello stile e nella firma dai due antiquari di Meta di Sorrento e destinate ad essere rivendute in maniera truffaldina presso collezionisti ignari del mercato siciliano è stato scoperto dai carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale di Napoli e Palermo che a conclusione delle indagini si sono avvalsi dell’ordine di custodia cautelare emesso dal procuratore aggiunto Raffaele Marino della Procura della Repubblica di Torre Annunziata mettendo agli arresti domiciliari Antonino Pavoniti, procacciatore di affari e padre di un antiquario di Palermo e vietando l’attività di antiquariato a Raffaele Caso e Teresa Aversa, marito e moglie, entrambi restauratori di Meta di Sorrento. L’attività investigativa è stata coordinata dalla procura oplontina sulla scorta di una denuncia presentata nel settembre 2008 presso i carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale di Palermo proprio dall’antiquario siciliano Antonino Pavoniti per difendersi da una azione di discredito messa a punto nei suoi confronti dai due antiquari di Meta di Sorrento che non erano riusciti ad incassare alcuni assegni privi di copertura finanziaria per la vendita di dipinti del ‘700 e dell’800 napoletano falsificati ed acquistati consapevolmente dall’antiquario palermitano. Il mercante siciliano aveva infatti comperato nei primi mesi del 2008 nel laboratorio di restauro dei coniugi Raffaele Caso e Teresa Aversa 4 dipinti antichi, pur sapendo che erano falsi, pattuendo una cifra notevolmente inferiore all’effettivo valore di mercato per opere originali, per destinarli a qualche ricco collezionista della Sicilia. Gli assegni firmati erano poi risultati scoperti suscitando le ire dei due coniugi metesi che avevano iniziato immediatamente una azione di discredito nei confronti di Antonino Pavoniti denunciandone l’inaffidabilità attraverso segnalazioni ed e-mail inviate ai principali rappresentanti di organizzatori di fiere del settore antiquariato. Nel tentativo di difendersi l’antiquario siciliano, a sua volta già noto alle forze dell’ordine, denuncia per truffa, commercio di opere d’arte contraffatte e diffamazione i due restauratori metesi originando l’apertura di un fascicolo di indagine sull’accaduto. Coordinati dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata i carabinieri hanno rinvenuto, in seguito a perquisizione domiciliare dei due coniugi di Meta di Sorrento, una serie di dipinti risalenti ad oltre due secoli fa, tutti abilmente contraffatti nella firma e nella stesura eseguita su tela effettivamente d’epoca, rapportabili ai maestri della scuola napoletana di Posillipo come Giacinto Gigante, Gonsalvo Carelli, Domenico Morelli, Salvator Rosa, Angelo Cannone, Antimo Coppola, Tito Pellicciotti. La falsità dei dipinti è stata accertata dalla “Sovrintendenza al Polo Museale Speciale” di Napoli che ha fornito elementi inconfutabili alla magistratura per l’arresto dell’antiquario palermitano che aveva consapevolmente acquistato le tele contraffatte emettendo assegni scoperti. Sempre dalla procura oplontina è stato ordinato il sequestro di tutte le opere d’arte contraffatte rinvenute tra Palermo e Meta di Sorrento.

 

 

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