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Cetara, violenza alla sorella. Resta in carcere

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Cetara, costiera amalfitana. Resta in carcere il ventiduenne di Cetara che, in base all’accusa, avrebbe abusato della sorellina di appena dieci anni. Il tribunale del Riesame, infatti, ha rigettato l’istanza di scarcerazione presentata dai legali del giovane (Antonio Bruno, Giovanni Cirillo e Marcello Feola), che avevano depositato la documentazione per la remissione in libertá dell’indagato. A nulla, tuttavia, sono valse le motivazioni addotte dal pool difensivo, in quanto i giudici hanno deciso che non esistevano i presupposti per revocare la misura della carcerazione preventiva. In pratica i magistrati hanno mantenuto la medesima linea che aveva portato a respingere anche il ricorso presentato, lo scorso febbraio, dagli avvocati dei tre principali indagati, presunti molestatori di una ragazzina, ora quattordicenne. Che, per sette anni, avrebbe subito le violenze del padre, del fratello e del vicino di casa e sarebbe stata costretta a sottostare ai loro desideri sessuali. La ragazzina, tra l’altro, è la cugina della bambina di dieci anni violentata dal fratello. E, dunque, continua l’inchiesta partita lo scorso 27 gennaio, che ha portato all’arresto di quattro persone, alla perquisizione di diverse abitazioni e al sequestro di computer, dvd, hard disk, pen drive e videocassette. Materiale, quest’ultimo, che i tecnici stanno esaminando approfonditamente in questi giorni a Roma. L’inchiesta è stata divisa in due tronconi (il filone delle presunte violenze e quello del possibile giro di pedopornografia). «Il tribunale del Riesame ha rigettato il ricorso nonostante i vizi procedurali e gli inconsistenti elementi di prova posti a base dell’accusa – hanno commentato i difensori del 22 enne – Le intercettazioni infatti non possono costituire flagranza di reato. Appena si conosceranno le motivazioni dell’ordinanza faremo ricorso in Cassazione fiduciosi che la Suprema Corta accolga le nostre istanze e rimetta in libertá una persone innocente». Gaetano de Stefano

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