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Salerno Cirielli diserta incontro con Caldoro per Gambino. Diventa un caso politico

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«La mia assenza all’iniziativa con La Russa è stato un segnale politico. Ho l’obbligo, anzi il dovere, di difendere la mia comunità perchè in questi giorni c’è stata una polemica esasperata su Gambino, forse soltanto perchè legato a me». Insomma rivendica al territorio il diritto di scegliere i propri rappresentanti. E ribadisce fiducia e sostegno al «suo» candidato. Cirielli chiede che una libera espressione del territorio venga recepita dalla dirigenza romana, e con fastidio vede le ingerenze dei dirigenti sulle scelte nella fase della compilazione delle liste. E con Caldoro non c’è incidente diplomatico: «Stimo Edmondo Cirielli, è un ottimo presidente di Provincia – dice il candidato alla Regione del Pdl -. Il Pdl è un grande partito ed è normale che ci sia una dialettica interna, anche vivace. Sono certo che il partito salernitano ha dalla sua le ragioni della coesione e dell’unità». Messaggio ricevuto? «Questo segnale credo che sia stato recepito, ho parlato con La Russa e con Caldoro e non è vero che l’appello all’unità del partito fosse stato lanciato in polemica con me», aggiunge Cirielli. E il codice etico? «Il codice etico non è codice giuridico: Gambino non è stato condannato in via definitiva, bisogna salvaguardare il principio costituzionale: verificare se è innocente nei tre gradi di giudizio. Condannarlo se si è appropriato di soldi pubblici non perchè li ha spesi male: e se li ha spesi per la commemorazione di un eroe nella guerra alla camorra dell’Agro o nella festa della polizia municipale? Giudicate voi…». Della sua giornata Salernitana Caldoro rimette al centro la riflessione sui giovani: «La linea a De Luca viene dettata da Antonio Di Pietro che gli ha messo la mano sulla spalle e lo ha candidato ma alle sue condizioni . Ho parlato alla Salerno dei meriti, ho parlato ai giovani che in questi anni non si sono piegati alla logica di potere del centrosinistra salernitano, ai tanti ragazzi che non hanno fatto la fila nelle segreterie dei partiti per cercare un posto di lavoro, ho parlato ai professionisti che mettono in campo le competenze e non le amicizie con il potente di turno». «Debole» nello scontro con De Luca? «Non voglio personalizzare lo scontro. Ma il sistema che il sindaco De Luca ha messo in campo nella sua città non è diverso da quello di Antonio Bassolino. Quando parliamo di meriti e di competenze intendiamo rovesciare questo metodo». Caldoro si riferisce «al settore della formazione professionale: ripartire dalla persona, pensare a progetti mirati e concreti, scommettere sulla centralità delle imprese. Non credo che la rivoluzione di questo settore la possa proporre chi mette insieme tutto il centrosinistra che ha sostenuto l’esperienza di Palazzo Santa Lucia, nè chi nella sua città ha utilizzato le società miste per aumentare il consenso elettorale. La manifestazione di Salerno (con più di duemila persone metà delle quali fuori dalla sala) mi ha incoraggiato, sento tutto il peso della responsabilità».

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