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Ravello Costiera Amalfitana – Il gene dell´autodistruzione

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Riceviamo e pubblichiamo, la rabbia e la delusione di un’operatrice turistica tedesca per la faccenda di Ravello e non solo.

Il protagonismo di pochi, il campanilismo di alcuni e l’opportunismo di tanti manovrano il Meridione fuori dall’Europa e fuori dallo sviluppo.

“Mi sono sempre sentita fiera di poter dare delle informazioni agli stranieri amanti dell’Italia sulla ricchezza degli eventi culturali in Italia e soprattutto nel Sud dove vivo, incuriosendoli e dandogli appuntamenti che vanno oltre la solita visita al Colosseo e in Piazza San Pietro.
Ma oggi sono amareggiata e, a dirla franca, anche molto arrabbiata! Giusto per non perdere i pochi turisti che condividono la mia passione per l’Italia meridionale, scrivo questo articolo in lingua italiana, rivolgendomi a chi, forse, dovrebbe rendersi conto dell’immagine che sta dando al di fuori del suo borghetto e della sua piazzetta…

Ho seguito con tanta, ma veramente tanta, preoccupazione la vicenda dell’Auditorium a Ravello. Voi non potete immaginare che danno che avete fatto al turismo in Costiera in particolare e all’immagine del meridione in generale.

Come appassionata della cultura mediterranea mi viene da piangere! Come operatrice turistica in Italia mi viene da fare le valigie e cercami posti più propensi ad uno sviluppo turistico-culturale.

Come molti operatori del settore ci tenevo molto all’opera di Niemeyer come contenitore culturale, come attrattiva per tutte le stagioni. Avevo già preparato un piano di marketing turistico basandomi sulle offerte culturali in Costiera nelle basse e mezze stagioni, mirate ad un pubblico colto ed interessato del Nord-Europa.

Avevo progetti già avviati per dei partneriati internazionali tra il Festival di Ravello e dei festival, atenei ed altro in Germania e altri paese europei. C’era molto interesse anche da parte dei paesi dell’Est Europa e della sponda del Mediterraneo che cercano di imparare come si fa a far crescere un turismo culturale e di qualità. Volevano imparare da Ravello, dall’Italia. Che cosa  gli diciamo adesso? Fate da soli che fate prima e che fate meglio di noi?!

Non riuscite a concorrere con la Turchia, che ha capito che non basta svendere le località marittime e che offre ormai tanti itinerari storico-culturali. La capitale Istambul si presenta con orgoglio in veste di città culturale del 2010. Offrono molto a prezzi decisamente più convenienti rispetto all’Italia.

La Spagna ha creato una fitta rete di itinerari “verdi” nei parchi con delle strutture che rispettano l’ambiente, promuovono il biologico e fanno sperimentare al turista il contatto con la natura. Perché l’Italia deve stare a guardare?

Che cosa abbiamo da offrire noi in Campania (pur essendo tedesca, mi includo, perché ci tengo e perché voglio che facciamo vedere quello che abbiamo)?
Abbiamo delle città culturali fantastiche ed affascinanti come Napoli, che fa scappare anche i turisti più coraggiosi per la sua sporcizia e la sua (meritata) immagine di città pericolosa, senza regole e senza legge.
Abbiamo un patrimonio paesaggistico-ambientale da mozzafiato, che viene sistematicamente distrutto dall’abusivismo edilizio e dalle speculazioni di pochi. Abbiamo il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano che offre tutto ciò che un turista alla ricerca della natura può desiderare, ma non ha le strutture per ospitarlo, non dà dei servizi per poter scoprire le sue bellezze (senza voler offendere i pochi, che si ammazzano, spesso in iniziative private, per tappare questi buchi!) e non è nemmeno in grado di promuovere la sua prestigiosa agricoltura.
Abbiamo la Costiera Amalfitana, che ha tutto, ma veramente tutto: strutture ricettive, paesaggio, cultura, eno-gastronomia. È conosciuta e ammirata in tutto il mondo per la sua straordinaria bellezza, ma chiude le strutture d’inverno, manda via i giovani diplomati e laureati, si fa opprimere dall’egoismo di pochi amministratori miopi.

Dobbiamo capire che non possiamo più vivere senza fare rete con altri. Non siamo autosufficienti! Il Meridione non lo è mai stato! Avete dimenticato i tempi in cui tutti se ne andavano per cercare lavoro al Nord? Purtroppo anche ora è così.
Non volete crescere, non volete imparare. Respingete chi viene da fuori per  offrirvi le sue conoscenze e capacità. Ci legate le mani, ci mettete bastoni tra le ruote, sfruttate la nostra passione per voi e per i vostri posti e poi ci mandate via con dei calci nel sedere!
Ditemi voi: che promozione dobbiamo ancora fare per voi, per aiutarvi, per farvi crescere, per rendervi concorrenziali nei mercati internazionali?
Perché dovete offendere un Oscar Niemeyer, uno dei più grandi e rispettati architetti del mondo, che ha regalato la sua opera a Ravello? Lo merita? Si trattano così le persone? Dove sono le famose buone maniere degli italiani?
Perché dovete sputtanare la Fondazione Ravello che da anni sta dimostrando la sua capacità, non solo di gestire un Festival di altissimo livello culturale, ma anche di saperlo promuovere tra gli amanti della cultura, che è riuscita a rendere Ravello la perla della costiera Amalfitana, a far nascere strutture turistiche di altissima qualità e trovare investitori e sponsor esterni che sostengono le attività di Ravello? Lo fate solo perché qualcuno di loro viene da fuori? Ma non avete capito che solo chi viene da fuori vi può insegnare le esigenze del turista, della persona che vive il paese solo per un paio di giorni? Veramente gli dovreste fare un monumento perché vi aiutano, anche perché non sono ravellesi di nascita! Vi aiutano a capire che cosa sono le esigenze di chi non è di Ravello, e di capire e promuovere meglio i vostri prestigiosissimi beni culturali e umani.

Tanti – chi di più, chi di meno, chi con più potere come il Prof. De Masi, chi con la sola passione e l’umile desiderio di voler mettere a disposizione il frutto di una buona formazione professionale come me (senza volermi mettere sullo stesso livello del Professore!) – sono venuti nel vostro Sud per stare con voi, per aiutarvi a uscire dal dilemma della precarietà economica e dalla dipendenza di alcuni pochi che si comportano ancora come feudi e che vi impediscono di crescere all’interno del sistema, spingendovi ad andarvene ed a lasciare tutto in mano a loro.

Non credete che sia per il bene di tutti se una come me faccia venire i connazionali per un paio di settimane all’anno? Che gli faccio conoscere i vostri tesori? Che li rendo amanti delle vostre offerte turistiche? Non vedete che vi aiuterà a diventare forti, a dare lavoro ai giovani, a crescere economicamente e ad aprirvi verso i mercati internazionali?
Perché un Prof. De Masi, che ha reso importante e famoso Ravello in tutto il mondo occidentale, che ha acquistato casa, che ha scritto libri su Ravello che dimostrano il suo amore per questo piccolo paesino in Costiera e che trascorre ogni minuto libero lì, deve essere affrontato con una tale avversione da farlo abbandonare il tutto? Non ha forse dato molto, anzi moltissimo ai Ravellesi? Ha messo su persino una scuola che attira studenti da tutte le parti del mondo e che cura particolarmente gli alunni della Costiera, perché li vede come motore, come promotori per un futuro sereno.

Personalmente sono molto, molto delusa e non vedo al momento come poter ancora giustificare la mia presenza sul territorio nei confronti delle mie figlie che mi vedono senza speranza per un nostro futuro qui.

Come cittadina europea mi viene solo voglia di denunciarvi! Aveto sprecato troppo denaro pubblico! Questi soldi, dati al Meridione tramite il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), provengono da altri cittadini europei che con umiltà e senso di cittadinanza pagano regolarmente le loro tasse. Mi dole di vederli sprecati qua! Non riesco più a trovarne giustifiche!!!”

Angelika Bartholomäi
Cives Mundi – Consulenza e Promozione turistica
Morigerati (SA) 

 

 

 

 

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