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Bossi: «La Fiat ha vissuto di aiuti-Montezemolo: pensare ai lavoratori

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Il presidente del Lingotto: «Attrezzati a un 2010 senza incentivi. Farsi carico di chi lavora a Termini

CASSANO MAGNAGO (Varese) – I sindaci del palermitano scendono in campo accanto alle tute blu in difesa dello stabilimento di Termini Imerese, mentre la Lega rilancia la polemica sugli aiuti pubblici. Resta teso il clima nella cittadina del Palermitano all’indomani del tavolo tecnico di Roma aggiornato al 5 marzo, dopo la conferma da parte di Fiat dell’addio alla Sicilia dal 2012. I sindacati dei metalmeccanici e i primi cittadini del comprensorio, che venerdì avevano attuato un sit-in davanti alla fabbrica, si sono incontrati in municipio. Intenzione degli amministratori è concordare un documento a sostegno della vertenza e una serie di azioni da mettere in campo, «un piano di iniziative comuni, anche eclatanti – spiega Vincenzo Comella della Uilm – che coinvolga non solo i lavoratori e i sindacati, ma tutti i soggetti dei territori travolti dalla decisione della Fiat e dalla debolezza della risposta del governo». Lunedì assemblee degli operai in fabbrica per discutere dei passaggi della trattativa e per definire le iniziative di protesta da adottare. Intanto la questione Fiat suscita una serie di reazioni politiche, anche alla luce delle dichiarazioni di Luca Cordero di Montezemolo (il presidente del Lingotto aveva dichiarato che «da quando ci siamo noi la Fiat non ha ricevuto un euro dallo Stato). Per la Cgia di Mestre la casa torinese – secondo il suo ufficio studi – ha avuto negli ultimi 3 anni 270 milioni di euro di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati. Ma all’indomani del botta e risposta tra Montezemolo e Calderoli, è il leader della Lega Umberto Bossi a dire la sua: «La Fiat è la tipica fabbrica che ha vissuto con gli aiuti di Stato da tanto tempo».

LA POLEMICA – Sulla questione dei lavoratori dello stabilimento di Termini Imerese, il Senatùr risponde: «È una domanda che bisognerebbe fare a Cota: se vincerà le elezioni regionali avrà un problema, quello di non permettere che Torino si isoli». Il punto chiave dell’economia piemontese, secondo Bossi, è che «Torino deve agganciarsi con la Lombardia e la sua economia e dall’altra parte con la Francia. Altrimenti corre grossi rischi». «Credo che oggi il tema numero uno sia quello di pensare e di farsi carico delle persone, degli uomini e delle donne che lavorano a Termini, insieme al sindacato, insieme al governo, insieme alla Regione» sostiene da parte sua Montezemolo, a margine di un incontro a Bologna. Si tratta «da un lato di garantire – chiarisce infatti – uno sbocco occupazionale diverso e dall’altro contribuire a una soluzione per Termini vera, duratura, che stia in piedi quando la Fiat smetterà di costruire le automobili». «Queste sono le cose che ci dobbiamo dire con grande serenità, grande serietà e senza polemiche» conclude Montezemolo. Rispetto al tema degli incentivi alle aziende automobilistiche, «la nostra posizione è stata chiarita da Marchionne: noi siamo attrezzati a un 2010 senza incentivi» aggiunge Montezemolo. Sul tema Termini Imerese interviene anche Gianfranco Rotondi. «È vero che la Fiat ha goduto di tanti privilegi da parte dello Stato – dichiara il ministro per l’Attuazione del Programma di Governo – ma è anche vero che va trovato un equilibrio tra governo e Fiat per salvaguardare l’occupazione e la produzione».

IL PD – Parla anche Pier Luigi Bersani: secondo il segretario del Partito democratico, la discussione di queste ore sulla Fiat è «sconcertante: gli incentivi vanno messi in una logica e non vanno fatti un giorno sì e l’altro no. Così si disorienta il mercato». «Ci vorrebbe – ha aggiunto – una strategia politica industriale» all’interno della quale «chiedere un impegno alla Fiat». La logica degli incentivi, ha concluso Bersani, «deve essere leggibile, stabile e a calare in modo che il mercato si possa regolare. Servirebbe un filo logico da parte di chi governa».

 

 corriere.it              inserito da michele de lucia

 

 

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