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POSITANO VILLA DI ZEFFIRELLI, CHIESTO IL PROCESSO

Positano, costiera amalfitana. Chiesto il rinvio a giudizio per gli indagati nell’inchiesta che ha portato al sequestro della scogliera davanti alle ville del regista Franco Zeffirelli. È stata confermata dai periti la demanialità dell’area. Ieri nel corso dell’udienza preliminare il giudice Vito Di Nicola ha stralciato le posizioni del regista Franco Zeffirelli e Antonio Musolino, che hanno presentato certificato medico e per i quali si deciderà nella prossima udienza del 25 novembre. Il pubblico ministero Roberto Penna ha chiesto il rinvio a giudizio per gli altri otto indagati. Si tratta di Andrea Di Tella, Giuseppe Pisciotto Corsi Zeffirelli, Luciano Bacchielli Corsi Zeffirelli, Stefano Traldi, Paolo Orlando, Roberto Gugliucci, Vincenzo Buonocore e Francesco Fusco. Oltre alla pubblica accusa sono stati sentiti anche i due tecnici, gli ingegneri Marcello Romano e Domenico D’Onofrio, a cui era stato conferito l’incarico dal giudice Di Nicola di accertare la natura demaniale del suolo. I due periti ieri hanno concluso per la demanialità dell’area. Nella prossima udienza continueranno le arringhe dei difensori, gli avvocati Carmine Giovine, Licia Polizio, Paolo Carbone, Gugliemo Scarlato, Antonio Feleppa e Giorgio Ghedini, che hanno puntato a dimostrare la «sdemanializzazione implicita» di quei suoli, che in realtà sono scogli. L’inchiesta, che ha portato al sequestro della scogliera davanti alle ville di Zeffirelli, è partita a seguito di una denuncia. Secondo le indagini svolte dai finanzieri il regista, considerato l’effettivo gestore, detentore e fruitore dell’ampio complesso immobiliare a Positano in località Arienzo, sarebbe stato l’istigatore alla commissione dei reati. Stefano Traldi è il procuratore generale «ad lites» della Ipa, che ha operato nell’interesse sia di Andrea Di Tella, legale rappresentante della società, che dei due figli adottivi del regista, Giuseppe Corsi Zeffirelli Pisciotto e Luciano Corsi Zeffirelli Bacchielli, soci al 50% della Ipa. Nel 2004 è intervenuta una transazione per chiudere il giudizio civile, pendente dinanzi al Tribunale di Salerno, avviato a seguito dell’opposizione da parte della società all’ingiunzione di pagamento di circa 125 milioni di vecchie lire, richiesta quale indennità per abusi in danno del Demanio, in quanto ci sarebbe stata una occupazione abusiva di area demaniale marittima. Secondo la pubblica accusa la transazione, stipulata dalla Ipa srl con il direttore pro tempore dell’Agenzia del Demanio, sarebbe stata possibile per un parere favorevole fornito dal direttore centrale dell’Agenzia del Demanio, sulla base del preventivo visto di approvazione dell’avvocato dello Stato Roberto Gugliucci. Il falso nella transazione, secondo la Procura, è ravvisabile in quanto nella stessa si è fatto risultare che le due particelle sarebbero state integralmente acquistate dalla Ipa nel 1948 senza indicare la parte demaniale.
Antonella Barone, Il Mattino