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Le Rubriche di Positano News - Escursioni d'autore: Emozioni poetiche di Liuccio

PAESTUM : PER LA PROVINCIA DI SALERNO UN ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA DI CASA NOSTRA

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L’agricoltura è stata e resta l’attività primaria dell’economia salernitana con tipicità di produzioni che caratterizzano le diverse zone del territorio provinciale.

L’agro nocerino-sarnese che , senza soluzione di continuità, trasmigra in quello vesuviano, da un lato, e nella Valle dell’Irno, dall’altro, ha costituito simbolo e vanto dell’agroindustria con il  pomodoro, Sanmarzano innanzitutto, l’ortofrutta ed il tabacco,che aveva in Cava il maggior luogo di produzione e, soprattutto, di lavorazione.

La Costa di Amalfi deve molto delle sue fortune turistiche e non solo a quel paesaggio rurale, unico al mondo, in cui la fanno da padroni gli agrumeti che accendono l’oro al verde dei limoni e ricamano  terrazzamenti, con macere d’autore in pietra viva,  ad anfiteatro, che dal mare s’inarca a gloria di sole su su per colline e montagne a conquista di cielo.

Già dalle porte di Salerno, a Pontecagnano, s’apre la vasta Piana del Sele, con alla sinistra i monti dove fiorì, bella e forte, la Picentia etrusca e dove c’è lussureggiante vegetazione  di uliveti e vigneti, che, man mano, cedono  il posto ai castagneti e ai noccioleti, di cui  “la tonda di Giffoni” è fiore all’occhiello per qualità e tipicità. Di fronte, gli altari di pietra degli Alburni, con la gola stretta lungo il bacino del Tanagro a rievocare, da una parte, la civiltà dell’antica Volcei e delle moderne Buccino,San Gregorio Magno e Caggiano con le dolci digradanti colline a manto bigio/argento di uliveti e, dall’altra, i castagneti di Petina e Sicignano, prima di approdare nel pianoro vulcanico del Vallo di Diano, che, considerato dai Romani un autentico granaio, è stato e resta ancora un laboratorio di economia integrata con prodotti di eccellenza nell’ortofrutta e nella filiera della zootecnia (carni e formaggi).

Il Cilento scivola dai monti al mare con l’arabesco dei paesi, carichi di storia e tradizioni, ed il territorio, accidentato tra colline e vallate, trova nelle brevi pianure alluvionali spazio ed acque sufficienti per produzioni di eccellenza. I fiumi furono e sono ancora strade di penetrazione verso l’interno, nastri fluidi di storia/ storie di pescatori alle foci e di contadini e pastori nel medio corso e alle sorgenti. Il Busssento, il Lambro, il Mingardo e l’Alento hanno registrato, nel lento fluire dei secoli, il paziente peana di fatica di quanti, quasi tutti, hanno affidato al grano e all’ortofrutta,lungo le pianure di mare, agli uliveti, ai ficheti ed ai vigneti sulle colline ed ai castagneti ed alla pastorizia brada sulle montagne i proventi necessari per sbarcare il sofferto lunario di un intero anno.

Ma è la Piana del Sele, che si estende da Pontecagnano, Bellizzi,Battipaglia, Eboli fino ad Agropoli e trova il suo epicentro in Altavilla, Albanella e, soprattutto, Capaccio-Paestum, la fonte maggiore di ricchezza agricola della provincia di Salerno.Lo è stata da sempre, ma ha conosciuto un impetuoso sviluppo nell’ultimo cinquantennio, da quando, cioè, l’assalto ai latifondi e la conseguente riforma agraria hanno messo a coltura migliaia e migliaia di ettari di terre incolte ed hanno innescato un meccanismo di sviluppo che ha visto nascere,crescere e prosperare aziende che sono all’avanguardia per tecniche  e tipicità di produzioni. E così là dove, tra acquitrini e pantani, la malaria mieteva vittime tra salariati schiavi di caporali e bufalari alla mercè di massari a gonfiare portafogli di latifondisti e baroni è venuta fuori una nuova classe imprenditoriale agricola che produce per i grandi mercati europei e vi si muove con professionalità e competenza.

Al governo di questo ricco, vario ed articolato mondo della provincia di Salerno è stato nominato, in qualità di assessore provinciale all’agricoltura, Mario Miano. Non è un compito facile. Ma lui è uomo di spessore, qualità e competenza. Si è fatto le ossa come amministratore in un comune di media grandezza come Roccadaspide e in un ente territoriale sovra comunale come la Comunità Montana del Calore Salernitano, di cui è stato presidente. Ha esperienza di gestione aziendale di settore nella commercializzazione dei marroni, una straordinaria tipicità della castanicoltura del territorio. Ha tutte le carte in regola per superare la prova e lasciarsi apprezzare da politici, opinione pubblica e, soprattutto, vasto mondo dell’agroindustria. La sua nomina ha suscitato apprezzamenti sinceri ed ha acceso legittime speranze in tutto il territorio della Piana del Sele, della Valle del Calore e del Cilento. Sono convinto che le speranze sono ben riposte e non andranno deluse.

Glielo auguro di tutto cuore. Ma insieme agli auguri vorrei suggerirgli qualche iniziativa specifica, che attiene al territorio, da cui proviene:

a)      La creazione di un Parco del Gusto nel territorio di Matine, là dove confluiscono e s’intrecciano i territori di Capaccio-Paestum, Agropoli, Ogliastro, Gungano e Cicerale: un parco attrezzato in grado di far conoscere, apprezzare e gustare le tipicità dell’area-sud della provincia di Salerno. Sarebbe un supporto non indifferenze di promozione di enogastronomia e non solo alle porte del Parco Nazionale del Cilento e potrebbe costituire un progetto-pilota da esportare in altri territori della provincia;

b)      Le masserie didattiche  da attrezzare nella Piana del Sele,soprattutto, dove gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado potrebbero conoscere ed apprendere le tecniche della lavorazione e della produzione agricola: un modo nuovo, originale e divertente per avvicinare i ragazzi alla campagna ed, eventualmente, stimolare la formazione di una nuova classe dirigente matura, responsabile e preparata nel settore agricolo;

c)      Gli itinerari del Gusto: percorsi attrezzati,che dalla Piana di Paestum penetrino verso l’interno, lungo la Valle del Calore, lungo il bacino del Solofrone o arrampicandosi sulle colline del Cilento Antico, alla scopetta di campagne, masserie,case coloniche, cantine ed oleifici moderni per conoscerne storia e tradizioni nei centri abitati, che da sempre hanno basato la loro economia sull’agricoltura e sull’artigianato di supporto;

d)     Un severo riordino del mondo dell’agriturismo, dove, accanto ad operatori seri,capaci e scrupolosi, da qualche anno a questa parte fiorisce una schiera piuttosto folta di improvvisatori, che spesso danneggiano l’immagine dell’intero comparto.

Sono iniziative di facile ed immediata realizzazione; non richiedono grossi investimenti ma, in

compenso, danno molta visibilità al settore.

Buon lavoro, Assessore!

                                                                                    Giuseppe Liuccio

                                                                              Email:g.liuccio@alice.it

 

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