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Le donne forti e insieme per la pace e la cultura nel mondo.

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Le donne, forti e insieme per la pace e la cultura nel mondo.

Si è svolta il 7 giugno scorso al Castello Colonna ‘Antico Parco del Principe’ dei Colli San Pietro a Piano di Sorrento, la Riunione annuale della Divisione donne della Soka Gakkai.

“Siete proprio voi, appartenenti alla Divisione donne, la forza motrice del grande sviluppo della Sgi europea, che conta centomila membri. Come segno di apprezzamento, vi auguriamo di essere grandi esperte di felicità nel ventunesimo secolo, il secolo delle donne!” Queste le parole inviate da sensei Ikeda alle donne nel mondo, parole che ci incoraggiano all’ottimismo e alla forza e che hanno fatto da tappeto volante per la riunione.

Sono intervenute più di trenta donne e giovani donne provenienti dal territorio a sud della provincia di Napoli: Castellammare, Scafati, Pompei, Gragnano Vico Equense  Piano di Sorrento, Massa Lubrense. Il lungo e gioioso pomeriggio di giugno è stato il dolce e maturo frutto di una serrata e determinatissima preparazione ed ha avuto successo grazie alla creatività e all’impegno delle donne intervenute.

Non è mancato un finale di serata coronato dalle prelibate e allo stesso tempo ricercate squisitezze della sapiente cucina mediterranea preparate con cura e amore dalle stesse donne intervenute.

E’ stata la prima volta in assoluto che l’annuale incontro delle Donne della Soka Gakkai in Campania è stato organizzato anche nella penisola sorrentina.  Ci auguriamo  che tale occasione si possa rinnovare ancora portando sempre più fiducia e speranza alle coraggiose donne di questo magico territorio. 

Ricordiamo amplificandole le parole di Ikeda: «Le persone che non riescono a sviluppare un idealismo umanistico che trascenda il realismo, non possono contribuire al progresso dell’umanità».
La prima battaglia da affrontare è quella interiore contro il pessimismo. Poi è necessario imparare a comunicare: nel dialogo sono necessari il desiderio di comunicare, la sincerità e il buonumore. Il dialogo è l’opposto del dibattito, dove ci sono vincitori e vinti: una parte trionfa sull’altra facendola cadere in contraddizione. Invece il dialogo è generoso e aperto, promuove l’arricchimento reciproco e produce solo vincitori. Nel dialogo è indispensabile l’ottimismo, coltivare la certezza che possieda un valore intrinseco, a prescindere dall’esito che avrà, perché nasce dalla fiducia nella comune natura umana. Occorre partire dal presupposto che il male è inerente alla natura umana e il male più grande è non riconoscere il valore della vita. La violenza ha origine da questa idea di “non valore”. Di conseguenza l’impegno per la pace passa inevitabilmente attraverso la lotta interiore e tenace tra energie positive e negative. L’unico modo per far vincere il dialogo è continuare ad avere fiducia nella comune umanità. Arnold Toynbee sosteneva che le civiltà hanno un ciclo di vita che dura circa ottocento anni e segue schemi ciclici nella storia. L’unico fenomeno umano che si sottrae a uno schema prestabilito è quello che si manifesta nel contatto tra personalità diverse, perché dagli incontri tra esseri umani nasce una creatività imprevedibile.
Se quindi rimaniamo confinati e chiusi negli schemi fissi di una certa ideologia o religione o cultura – imprigionati nello spirito di astrazione – saremo alla mercé di un movimento ciclico di flussi e riflussi, senza alternative. Se invece ci impegniamo nel dialogo con altri individui, svilupperemo una creatività che ci renderà capaci di provocare «profondi e lenti movimenti di cambiamento, che creano veramente la storia umana». Questa convinzione ha sempre animato i dialoghi che Ikeda ha condotto con i leader di tanti pae­si. La Soka Gakkai giapponese è nata nel 1930, durante la grande depressione e la SGI è stata fondata nel 1975, in un altro periodo di crisi economica. Da allora ci impegniamo basandoci sulla competizione umanitaria, sostenendo l’ONU, per sradicare la guerra e la fame dal mondo. In questo modo ci siamo sviluppati in 192 paesi, mettendo in pratica le indicazioni di Makiguchi e Toda.

                                                                                             Giovanna Mangiaracina

 

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