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Le Rubriche di Positano News - Escursioni d'autore: Emozioni poetiche di Liuccio

LA COSTIERA: UN’ISOLA SULLA TERRAFERMA

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Ho detto e scritto ripetutamente nel corso degli anni che la Costiera amalfitana è una bella e prestigiosa cartolina dell’Italia Turistica nel mondo.

Ma non vorrei che di qui  a qualche anno i responsabili delle Istituzioni  diventassero protagonisti di una favola malinconica: “C’era una volta il turismo nella Costa di Amalfi…..”

Nel pieno dell’estate si ripropongono, infatti, problemi vecchi, che i capricci della natura e la pigrizia mentale degli uomini aggravano ed amplificano nelle cronache nazionali ed internazionali con effetti devastanti sul settore trainante dell’economia del territorio. La ricaduta negativa sull’immagine della qualità dell’offerta ci penalizza nella  competitività dei mercati, crea serie difficoltà alle aziende e costituisce una minaccia concreta per l’occupazione.

La ragione è presto detta.

La natura del turismo è scritta nel nome e fonda le sue fortune sul viaggio, che quanto più stimola scoperta e scatena emozioni tanto più ha successo nella diffusione pratica della fruizione. La storia del turismo in Costiera registra, infatti, un susseguirsi di pagine/epifanie di bellezza, ossificate in attimi di eternità dai divini furori di poeti, narratori, pittori e musicisti. E’ il miracolo dell’incantamento che si ripete da secoli e terremota cuore, anima e pensieri dell’esercito prismatico dei vacanzieri.

Ora la magia delle seduzioni rischia un corto circuito, perché il viaggio è negato o, quanto meno, limitato.

Per diverse ragioni.

Le Vie del Mare stentano a decollare per un deficit di infrastrutturazione di porti turistici attrezzati ed efficienti. E, tanto per fare un esempio, è sotto gli occhi di tutti lo “scandalo al sole” del Porto di Maiori, che ha dilapidato un fiume di risorse pubbliche e non ha ancora innescato un meccanismo virtuoso di attracchi/approdi per il turismo nautico da diporto in grado di rianimare l’economia di un territorio vasto (Maiori, Minori, Ravello, Tramonti). Il perché resta ancora un mistero che le giustificazioni ufficiali, pasticciate ed arrabattate, non riescono a svelare. C’è solo da augurarsi che il nuovo recente finanziamento regionale risolva definitivamente il problema

Le Vie di Terra conoscono interruzioni, a più riprese nel corso dell’anno, per frane, smottamenti, incendi e mareggiate.

L’ultima, in ordine di tempo, è di ieri ed ha inferto una ferita grave  all’immagine dell’intero territorio nel pieno della stagione turistica

E’ poi in atto la limitazione di transito ai bus, che, a volte paralizzano il traffico lungo i tornanti stretti ed accidentati.

Il ricorso alla strada alternativa del Valico di Chiunzi ha suscitato la reazione del Sindaco di Corbara, che, pensoso delle sorti del territorio amministrato, ha emanato una ORDINANZA a tutela della tranquillità dei suoi concittadini violentata dalla lunga teoria dei torpedoni lungo tutto l’arco della  giornata. E, pertanto, per effetto dell’ordinanza sindacale, dal 1° giugno traffico vietato anche Via Chiunzi.

E la Costiera con il suo carico prestigioso di storia, arte, cultura, natura, enogastronomia e tradizioni rischia di morire di “abbandono per decreto” e di essere trasformata, suo malgrado, in una “isola sulla terraferma”, vagheggiata come un magico “giardino dell’Eden”, eternamente desiderato e mai goduto, con buona pace del turismo e della ricchezza e varietà delle tante attività connesse.

CHE FARE?

 

A lungo termine:

 l’allargamento della statale 163 da Vietri a Positano, che così come è  denota tutta la sua fragilità per far fronte a flussi di traffico straordinario. E, a tal proposito, dobbiamo ancora  lamentare e sottolineare, con disappunto, la visione napolicentrica della politica, che si è preoccupata di risolvere, almeno in parte, il problema nel tratto della penisola sorrentina ed ha lasciato il versante amalfitano al tracciato dei Borbone o quasi, con la complice e, a volte, servile acquiescenza delle istituzioni locali e provinciali.

Nell’immediato:

a)      un ragionevole contingentamento giornaliero di transito dei bus turistici che dia ossigeno alle attività dell’accoglienza (alberghi, ristoranti, attività commerciali)

b)      un accordo con agenzie di viaggio e tour operator  ad attrezzarsi con bus di piccole e media grandezza a partire dalla prossima stagione

c)      incentivazione  (o attivazione) delle vie del mare con la funzionalità di tutti gli attracchi esistenti.

 Ma l’isola sulla terraferma non è solo del territorio, ma è, purtroppo, radicata nella coscienza di molti amministratori locali, rinserrati orgogliosamente nei recinti daziari dei propri paesi, che sono, questi sì, altrettante isole, che stentano a farsi arcipelago ed a comunicare , in feconda sinergia tra loro, per impostare una progettualità comune e proporla e difenderla  a voce alta in tutte le sedi istituzionali che contano: Parlamento Europeo, Parlamento e Governo nazionali, regione, provincia e chi più ne ha più ne metta.

Se nel settore del turismo c’ una logica nel rapporto di dare e avere, sottolineiamo con forza che la Costa di Amalfi ha dato secoli di prestigio al buon nome del Turismo italiano nel mondo, senza avere nulla o quasi in cambio. C’è qualche amministratore con gli attributi in grado di dire questa verità sacrosanta fuori dai denti?

Si può reclamare tutti insieme: Amministratori pubblici, operatori privati ed opinione pubblica che la 163 così com’è penalizza la vita dei singoli e della collettività e ne appanna l’immagine delle attività sui mercati nazionali ed internazionali?

Perché territori altrettanto belli come il nostro, Cinque Terre in Italia e Costa Azzurra in Francia, tanto per fare qualche esempio, il problema della viabilità lo hanno risolto con interventi radicali di infrastrutturazione viaria (tunnel in roccia o strada di mezza collina)  in zone di pregio ambientale identico al nostro e noi ci balocchiamo in attendismi sterili o ci mettiamo in pace con la coscienza con la protesta che dura lo spazio di un mattino fino alla soluzione provvisoria e rabberciata dei frequenti problemi da interruzione. A che serve la dilapidazione delle risorse pubbliche per eventi di grande spessore culturale e mediatico, se poi i turisti debbono sudare le proverbiali sette camicie per raggiungerci?

Ah, se ci fosse una sola autorità istituzionale a reggere le sorti di una: CITTA’ TERRITORIO: COSTA DI AMALFI!.

In attesa si può creare un Comitato di Opinione Pubblica, che si faccia carico della  soluzione del problema non più rinviabile del  traffico in Costiera e ne prospetti la necessità e l’urgenza alle  autorità europee, nazionali e regionali, reclamando finanziamenti sufficienti per un interevento radicale e risolutivo?

C’è qualche sindaco, vecchio o nuovo, in grado di prendere in mano la situazione con coraggio e determinazione?

Di fronte all’interruzione della strada al solito posto per la frana dell’altrettanto solito spunto ne di roccia non è più l’ora dell’attendismo. Che ognuno faccia la sua parte. Per quello che posso e valgo io sono pronto a fare la mia.

                                                                                                Giuseppe Liuccio

                                                                                       Email: g.liuccio@alice.it

 

 

 

 

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