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Le Rubriche di Positano News - Escursioni d'autore: Emozioni poetiche di Liuccio

COSTA DI AMALFI: ECCELLENZE NEL PRIVATO E MANCANZA DI IDENTITA’ NEL PUBBLICO

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L’autorevole rivista Forbes inserisce ben cinque strutture alberghiere della Costiera amalfitana  tra le più prestigiose del mondo. Sono vanto e fiore all’occhiello di Positano, Amalfi e Ravello. Onore al merito degli operatori di antica scuola che hanno fatto delle proprie aziende, a tradizione familiare, oasi di relax, di calda ospitalità e di garantita riservatezza. Sono punto di riferimento per gli operatori di nuova e nuovissima generazione che vogliano  emergere, affermarsi e consolidarsi nel settore dell’accoglienza di eccellenza.

Ma c’è una eccellenza pubblica, che meriterebbe ben altra attenzione e conseguente rilancio e valorizzazione: è il marchio Costa di Amalfi con il suo paesaggio unico al mondo e con la  sua consolidata tradizione, che le deriva dalla  storia, dall’arte, dalla cultura e dalla centralità nel Mediterraneo  dei miti e delle grandi civiltà.

Ma qui si lamenta carenza se non addirittura latitanza delle Pubbliche Amministrazioni, che fanno fatica a liberarsi dalla politica asfittica del campanile e puntare con il massimo delle risorse umane e finanziarie ad un Progetto unitario di promozione.

E dire che ogni paese della costa può vantare una sua specificità a caratterizzarne l’identità.

Positano è nota  per la moda e per quell’indovinatissimo Premio Danza in nome del grande ballerino russo, che a Li Galli ebbe dimora ed accolse ospiti di mezzo mondo. E’ questa, a mio avviso, la strada da  battere per rimarcare la propria identità di perla del turismo internazionale. Passano in secondo piano “Sole Mare e Cultura”, che diventa ogni anno di più una passerella di personaggi chiacchierati e chiassosi del piccolo schermo o delle patinate riviste di gossip, nelle cui pubblicazioni dalla durata effimera diventa difficile cogliere spessore di autentica cultura, così come altre iniziative che, spesso, dilapidano risorse pubbliche senza lasciare segni duraturi sul territorio.

Praiano, che ebbe una stagione felice per quell’ardito night club, L’Africana, una grotta sospesa tra rocce e mare, punto di riferimento del bel mondo internazionale, deve riprendere quella tradizione e farne la propria identità, così come deve qualificare ulteriormente il Festiva del Folclore, una intuizione felice, puntando sulla mediterraneità.

Furore si identifica con il fiordo e tutto va organizzato in funzione di quel miracolo di matrimonio di natura tra cielo,terra e mare: sport, cinema, tradizioni marinare con l’aggiunta della prismatica creatività dei murales, che ha fatto del borgo sparso tra le colline che scalano il cielo uno straordinario “paese dipinto”

A Conca dei Marini il monastero Santarosa canta al sole il suo miracolo di esistere su di uno sperone di roccia precipite, arabescata da ciuffi di capperi protesi all’abbraccio di vigneti e di agrumeti. Qui vergini votate ai silenzi operosi del convento crearono la sfogliata omonima, che  va esaltata non in una semplice sagra agostana, ma può diventare pretesto per un premio di pasticceria a livello nazionale/internazionale con convegnistica e gemellaggi di supporto. Così come quel laboratorio d’arte della natura che è la “Grotta dello Smeraldo” può essere punto di riferimento di convegnistica di speleologia marina e gemellaggi con siti nazionali ed europei, che vantino analoghe caratteristiche.

Amalfi ha solo da scegliere tra i suoi segmenti di storia, arte e natura per esaltare la sua grande e nobile tradizione di città marinara, ma deve rimarcare la propria identità puntando su uno o al massimo due tra le sue cartoline più prestigiose.

Atrani ha la figura di Masaniello per inventarsi una prismaticità di iniziative da dedicare ai tanti Masaniello che popolano il mondo nell’arte, nella letteratura, nella scienza, nella politica, ecc.

Scala ha trovato la sua strada con “Scala incontra New York” , premio di solidarietà internazionale nel segno della pace.

Ravello naviga a vele spiegate nell’agorà mediatica e si consolida ogni anno di più come “città della musica”, anche se spesso mostra sbavature  con  voglia di protagonismo anche in altri settori, che non sempre le sono congeniali.

Minori ha scoperto da una decennio a questa parte la sua vocazione di “Città del gusto” e ne rimarca l’identità con iniziative di rilievo nazionale, a cominciare dal “Premio di Letteratura Enogastronomica”, che ha, però, necessità di dilatarsi lungo tutto l’arco dell’anno.

Maiori è  in stato di affanno ad affermarsi come “città della poesia e del cinema”, sempre che riesca ad essere motivata a recuperare il “Maior”, una sorta di Nobel italiano nel suo spirito originario di premio dei premi e a dare respiro al “Rossellini”.

Tramonti è una miniera di giacimenti enogastronomici, da valorizzare ed esaltare e l’iniziativa agostana “Calici sotto le stelle” va in questa direzione, sempre che si liberi dall’approssimazione e dal provincialismo ed assuma una visione ed un respiro nazionali con una serie di valide iniziative di supporto.

Cetara è conosciuta in Italia, come la città della colatura e del pesce azzurro. E’ questa la sua vocazione e la sua forza. E stupisce che si sia interrotta la manifestazione “A tutto tonno”, che, se mai, andava potenziata, valorizzata ed arricchita con una serie di iniziative di supporto.

Il futuro, turistico e non solo, della Costa di Amalfi è anche in questa progettualità d’insieme, se si riesce a tacitare i protagonismi e gli egoismi dei singoli paesi e a lavorare in feconda sinergia, nella consapevolezza che il territorio è e resta una città stellare. Lo è per storia , per tradizione e per condivisione di sviluppo e, conseguentemente, di economia, anche se la cecità degli uomini si ostina a non riconoscerlo ed a trovare una formula unitaria di gestione sul piano burocratico amministrativo.

                                                                                 Giuseppe Liuccio

                                                                         Email:g.liuccio@alice.it

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