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Le Rubriche di Positano News - Escursioni d'autore: Emozioni poetiche di Liuccio

ATRANI: I GIORNI DI MASANIELLO

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Dal 7 al 16 luglio del 1647 Napoli fu scossa da tumulti rivoluzionari, la cui eco si diffuse rapidamente in Italia e in Europa e costituì pretesto per altre sommosse. Ne fu protagonista Masaniello, un pescivendolo di origine amalfitana/atranese (se lo disputano Atrani che ha individuato un presunto luogo natio e Amalfi, ndr). La parabola rivoluzionaria, breve ma intensa, scandì l’esaltante avventura di un ardimentoso capopopolo,che, nella stagione di appena 10 giorni, conobbe gloria, onori e potere, ma anche delusioni, amarezze e tradimenti fino alla vergogna della morte per decapitazione ed allo scempio del cadavere nella cornice di Piazza del Mercato e della Chiesa del Carmine, deputate, per arcani destini della storia, a teatro di altri tragici eventi rivoluzionari con giustizia sommaria (i martiri della Repubblica napoletana del 1799).

Ma quei dieci giorni e l’alternarsi rapido di trionfo e morte di una rivoluzione popolare furono sufficienti a trasformare Tommaso Aniello di Amalfi in un mito: simbolo della rivolta dei deboli contro i potenti, dei sudditi contro i tiranni, della plebe senza nome, angariata e sfruttata, contro burocrati, baroni e signori tracotanti. Ed il mito straripò  dagli argini della politica ed invase e permeò letteratura, arti visive, musica, teatro e cinema. E, nel corso dei secoli, quel mito finì per identificarsi con Amalfi in Costiera amalfitana , soprattutto da quando Giacinto Gigante realizzò un bellissimo olio raffigurante la Casa di Masaniello (conservato nella collezione Ferrara Dentice del Museo di Sam Martino a Napoli).

L’origine amalfitana di Masaniello e quella sua presunta casa, luminosa, nella gloria del sole, su di uno sperone di roccia a catapulta nel miracolo urbanistico di case, chiese e scale di Atrani, potrebbero diventare pretesto per un evento di robusto spessore culturale, di rilievo internazionale, dai risvolti spettacolari garantiti, di sicuro richiamo ed interesse per i media e che potrebbe titolarsi: Masaniello’s daysI giorni di Masaniello, con tanto di convegno internazionale e borse di studio per giovani ricercatori e mostra/evento con la raccolta di buona parte delle numerose testimonianze sparse nei musei e nelle collezioni privare di tutto il mondo, a testimonianza della dimensione storico/artistica di “Masaniello nell’immaginario collettivo europeo”:

Lo spirito di Masaniello non è morto e in Italia, in Europa e nel mondo c’è sempre un capopopolo che guida una rivolta in nome della giustizia e della libertà. Questo spirito rivoluzionario, che, per sua natura, è più evidente quando sconvolge l’organizzazione politica di popoli e relative forme di governo, per analogia è da identificarsi anche nel ricco, vario ed articolato campo delle attività dell’ingegno come della vita produttiva. C’è sempre un Masaniello che innova e rivoluziona la letteratura, la musica, la scienza, l’economia, il mondo della produzione e chi più ne ha più ne metta. Ecco un pretesto straordinario per un “Premio Masaniello” (una statuetta riproducente l’eroe amalfitano in atteggiamento rivoluzionario così come ci è stato tramandato dalle icone tradizionali) da attribuire a politici italiani e stranieri, che, nelle rispettive realtà, si sono distinti per studi, atti e comportamenti innovativi.  E, per analogia, a letterati, musicisti, pittori, cineasti, urbanisti, architetti, italiani e stranieri, che hanno innovato profondamente i propri settori di competenza.

A volte il calendario può dare una mano. E’ il caso dei “Giorni di Masaniello” da ripensare in chiave di cultura e di spettacolo, ad Amalfi e, soprattutto, ad Atrani, in quella bellissima piazzetta/salotto, raccolta e confidenziale, che concilia i piacevoli conversari fino a notte fonda con le case colorate dalla luna a giocare a girotondo sulla baia e l’ombra di Masaniello che reclama riconoscimenti dall’alto di uno sperone di roccia ricamato dagli agrumi.

Ecco una bella sfida per amministratori e cittadini di Amalfi, ma soprattutto di Atrani.

 

                                                                                         Giuseppe Liuccio

                                                                                Email:g.liuccio@alice.it

 

P.S.

 

Un grazie di cuore ai tanti che mi testimoniano per telefono o via email il loro apprezzamento e la loro stima per gli articoli che  scrivo per questo giornale.

Gradirei, però, che le loro notazioni le inserissero anche negli appositi spazi del giornale, al di sotto degli articoli si possono inserire i commenti in inserisci i commenti, dando anche mail fittizie per chi non la ha o non vuol pubblicamente rivelare la sua identità, nel rispetto della forma, anche per stimolare gli altri a prendere la parola e dare eventuali suggerimenti sulle problematiche affrontate.

Solo così contribuiremo a creare una coscienza collettiva in grado di stimolare gli amministratori locali, e non solo, a fare meglio e di più.

E’ questo il mio obiettivo come testimonianza d’amore per la Costiera, che mi ferisce quasi quotidianamente di lancinante nostalgia nel chiuso del “dorato esilio” della mia casa romana.

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