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Un Dio vecchio ma… sempre nuovo da cercare

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Un Dio ….vecchio, ma sempre nuovo per chi lo sa cercare

 

 

“ Se vuoi sapere , uomo, che cosa sia pregare bene,

entra in te stesso e interroga lo Spirito di Dio.

Chi in purità di cuore vive segue Cristo

adora in se stesso essenzialmente Dio.

Chi mai può distinguere la scintilla nel fuoco?

Chi mai può distinguermi, se sono in Dio?

Se porti la tua nave sul mare della divinità,

sei felice quando in quel mare anneghi.

La preghiera più nobile è quando l’orante

si trasforma nell’intimo in quello a cui si inchina.

Amico, basta ormai. Se vuoi leggere ancora,

và, e diventa tu stesso la Scrittura e l’Essenza”

( Angelo Silesius)

 

Questa splendida poesia di un mistico  tedesco del 1600,  conosciuto con il pseudonimo di Angelo Silesius,fa parte di un suo testo chiamato “Il pellegrino cherubico”.In essa l’autore  vuole comunicarci che la vera preghiera è quella che avvolge tutta la vita dell’essere che prega,  per costui allora tutto diventa preghiera.

Quindi ogni situazione che viviamo ,può “diventare” per noi una preghiera se, come dice il testo “amico diventi tu stesso la scrittura e l’essenza” del tuo vivere .E’ un  piccolo e sentito  augurio di senso per me e per chi legge!

Sempre seguendo la parole del testo, se portiamo la nostra nave sul mare della divinità, troviamo che lo Spirito che aleggiava sulle acque nel libro del Genesi è quello  stesso che vive dentro di noi,e che ci guida al fuoco di  Dio attraverso il cuore di Cristo. Quindi è sempre un movimento trinitario quello che troviamo quando andiamo  verso l’oltre ….

Il  Cristo trinitario  è dunque per noi l’annunciatore-rivelatore  di Dio Padre nello Spirito , il quale  si rende comprensibile per noi gradatamente nella Chiesa che nasce nell’evento della  Pentecoste.  Ma Cristo  nasce come ebreo e il Dio che Egli annuncia non è un altro rispetto a quello  conosciuto da Israele. Per comprendere Lui, allora è necessario comprendere prima di tutto la terra e il popolo da cui egli è venuto, la sua storia. Ed è questo che ha fatto anche la comunità delle origini , quando ha cercato di leggere la storia di Gesù  “secondo le scritture” , nella tradizione della fede di Israele.

Ricordiamo per  esempio le parole del vangelo di  Matteo:” Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta Isaia:Ecco la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele”( Mt.1,22)

E’ importante allora ,imparare a capire il collegamento tra l’Antico e il Nuovo Testamento alla luce di Cristo, altrimenti potremmo essere accusati con le parole di S. Girolamo:l’ignoranza delle Scritture è l’ignoranza di Cristo.

Alla luce di ciò si comprende quanto sia giusto il detto di S.Agostino: “Novum Testamentum in vetere latet (il Nuovo  si nasconde nel Vecchio)  , Vetus in Novo patet( il Vecchio si manifesta nel Nuovo )”.Cioè si parla di una pienezza di significato racchiusa nei vari passi testamentari, che soltanto col progresso della rivelazione  e del dogma è poi apparsa chiaramente. C’è dunque un divenire della rivelazione,un’illuminazione della Parola nella S. Scrittura alla luce dello Spirito, un divenire che è tuttora in atto nella storia.

Come a dire che ciò che è narrato nel Nuovo Testamento, è colto già presente nell’Antico, ma sotto forma di tipo e di allegoria. Anche se questo non vuol dire che nell’Antico Testamento ci sia già presente  una narrazione anticipata degli eventi della storia di Gesù sotto i veli di parole profetiche, e che abbia reso quasi superflui gli scritti neotestamentari.

Il Concilio Vaticano II si esprime chiaramente a questo proposito nella costituzione dogmatica“Dei Verbum” quando dice:”Dio il quale ha ispirato i libri dell’uno e dell’altro Testamento e ne è l’autore,ha sapientemente disposto che il Nuovo fosse nascosto nel Vecchio  e il Vecchio diventasse chiaro nel Nuovo”(Dei Verbum 16).

Sta a noi, se lo desideriamo , cercare sempre questo Dio …. senza età!

Trudy Borriello

e-mail :trudy.vitolo@fastwebnet.it

 

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