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Le Rubriche di Positano News - Pensieri in parole di Luigi Di Bianco

PERMETTETE CHE MI PRESENTI: Sono Luigi Di Bianco foto

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Caro lettore, quando nel mese di marzo ho iniziato la mia collaborazione con PositanoNews, considerato il circoscritto target geografico e demografico del giornale, ho previsto che sarei stato letto da qualche decina  … o, volendo esagerare, da un centinaio di lettori. Le mie stime riflettevano anche il fatto che, come avrai visto se mi hai seguito fin qui, gli argomenti che tratto in questa rubrica richiedono un certo impegno intellettuale: non sono fatti di cronaca che si leggono con gli occhi in qualche frazione di minuto. Inoltre i temi di filosofia, di fisica teorica e anche di teologia sono ben lontani dai problemi quotidiani della gente e sono quindi ignorati dai più.

Con  mia grande sorpresa ho constatato invece che i miei articoli vengono letti da migliaia di persone. Il mio articolo su “Il destino dell'anima … ovvero siamo immortali” ha avuto, a tutt’oggi, la bellezza di 61.513 contatti.  Altri articoli hanno superato la soglia di 50.000 contatti e, veramente incredibile, la prima puntata della seria sulla Teoria della Relatività ha avuto 35.000 contatti. Sorprende anche il fatto che tutti gli articoli, anche quelli pubblicati in marzo, incrementano ancora, giorno dopo giorno, il numero di contatti. Ricevo numerose e-mail di commento ai miei scritti. Purtroppo i commenti critici sono una insignificante minoranza. Dico purtroppo perché il consenso non fa “crescere” come il dibattito in contradditorio ed uno dei miei obiettivi nello scrivere e pubblicare i miei articoli è proprio quello di andare più a fondo su determinate tematiche, capire meglio, quindi di “crescere”, per quanto si possa crescere alla mia eta 🙂

Certo fa molto piacere ricevere complimenti! E complimenti mi arrivano un po’ da tutta Italia, da Milano a Bari, dalla Sardegna ecc. L’ultimo, “un articolo davvero molto bello; complimenti, bel lavoro!”, mi è arrivato ieri sera dalla Svizzera italiana.

Visto l’inaspettato successo, credo, che a questo punto, sia d’obbligo che io mi presenti con una breve autobiografia. 

La spiaggia di Caugo e la torre di Erchie

 Sono nato a Erchie, provincia di Salerno, 64 anni fa ma vivo in un piccolo paesino di montagna della Val Pusteria in provincia di Bolzano. Nel mio background non ho studi sistematici di filosofia o di fisica teorica né tantomeno di teologia. Professionalmente mi sono guadagnato il pane operando, con qualche successo, nel campo dell’Information Technology. Prima di ritirarmi in pensione ho lavorato a Bruxelles, in Belgio, prima come consulente informatico della NATO, poi come consulente free-lance per numerose aziende in Francia, Inghilterra, Turchia e Stati Uniti. Durante questo periodo sono stato un “frequent flier“, ho cioè molto viaggiato in giro per il mondo.
 

Dolomiti in lontananza viste da Maranza

 Andando in pensione mi sono fermato in questa oasi di pace e ho potuto finalmente approfondire temi che, pur essendo latenti da qualche parte nella mia mente, non avevo mai approfondito vuoi per mancanza di tempo vuoi perché preso da problemi quotidiani più impellenti. In un primo momento ho cominciato a leggere di tutto in maniera disordinata saltando dagli scritti divulgativi di Hawking a S. Tommaso, dalla teoria della relatività a Aristotele. Poi, tramite Einstein, ho incontrato Spinoza e la sua ‘Etica’ ed un meraviglioso, vastissimo, sconosciuto nuovo orizzonte si è aperto davanti a me. Le sensazioni che ho provato quando i primi squarci di luce hanno cominciato ad illuminare il testo ‘oscuro’ dell’Etica  sono state molto simili a quelle descritte da J.W. Goethe in ‘Poesia e Verità’:
 
Dopo che mi ero guardato attorno in tutto il mondo per trovare un mezzo di foggiare la mia strana natura, mi imbattei alla fine nell’Etica di quest’uomo. Non saprei render conto di quello che ho tratto dalla lettura dell’opera, di quel che ci ho messo di mio: basti dire che vi trovai un acquietamento delle passioni, e parve mi si aprisse un’ampia e libera veduta del mondo sensibile e morale” .
 
Per me, intraprendere  la lettura dell’Etica è stato come avventurarmi in un mondo del pensiero sconosciuto, imprevedibile ed affascinante. Grazie a Spinoza ho capito che l’abusata espressione “Uno è tutto, tutto è Uno” non è una mera astrazione poetica ma descrive la realtà così com’è. La vera astrazione è l’operazione con cui noi separiamo dal Tutto le realtà finite, noi stessi, i corpi concreti, le cose materiali che cadono sotto la nostra esperienza. E’ proprio il senso comune ad essere la forma estrema, ed al tempo stesso estremamente inconsapevole, di astrazione. E’ la nostra percezione del mondo come molteplicità frantumata ad essere il vero imbroglio perpetrato dalla nostra povera umana sensibilità.
 

Nessuna delle cose finite può essere concepita “per sé”. Gli esseri finiti, l’uomo, io stesso, gli animali, o qualsiasi cosa materiale non possono essere compresi, non hanno senso se presi “per sé”.  Noi abbiamo senso solo come parte di un Tutto, un Tutto ‘concepito per sé’,  “il cui concetto non ha bisogno del concetto di un’altra cosa dal quale debba essere formato”, in altre parole l’Ente assolutamente infinito, Dio, la Sostanza, la Natura.
 
A presto
 
Luigi Di Bianco
 
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ldibianco@alice.it
 
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