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Le tenebre e la luce

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Carlo Maria Martini :Le tenebre e la luce

 

Il cardinale Carlo Maria Martini  ha voluto scrivere queste pagine mentre era ancora  a Gerusalemme, prima del suo ritiro per una malattia debilitante , e vi ha raccolto una serie di belle meditazioni sulla Passione di Cristo fatte sulla linea guida del Vangelo di Giovanni, su cui voglio soffermarmi con voi che mi seguite .

Si tratta di un libro,”Le tenebre e la luce ,“datato  anno 2007, di un’intensa spiritualità e di una grande ricchezza umana.

In effetti sono  esercizi spirituali che l’autore ha voluto  tenere con chi lo leggeva in quel momento, per cui ci sono  dei consigli sulle modalità di approccio agli esercizi, sul silenzio , la preghiera e l’ascolto della Parola, il tutto volto a farci  fermare a riflettere sul nostro essere dei  cristiani maturi e consapevoli.

 Il libro segue l’itinerario del cammino personale di  Gesù che  prende coscienza della sua scelta di subire la passione,fino alla morte in croce e alla resurrezione, con il riferimento anche ai testimoni oculari dell’evento. Interessanti le figure di Pietro , di Giuda e di Maria Maddalena, presentate in tutta la loro umanità e contraddizione, veri specchi viventi della sempre, ahimè, uguale condizione umana, fatta appunto di tenebre e di luce .Infatti i peccati di cui  parla il libro  sono quelli comuni a tutto l’uomo e che perciò richiedono un cammino di esercizi interiori per mettere ordine  nella propria vita . Quello che è accaduto ai sacerdoti nel processo a Gesù, , scrive l’autore, è  quello che accade nel cuore di ogni uomo quando diventa preda di forza distruttive di sé e degli altri: si diventa vittime dell’invidia, la cui radice  è nel cuore di ognuno, ed è una forza terribile insidiosa. Ma l’invidia si accompagna spesso all’ambizione, a quel pungolo che incita a raggiungere il potere a qualunque costo .Potere sulle cose e sulle persone, i mali di sempre a cui Gesù oppone però  il suo comando di farsi ultimi. Il testo parla anche della vanità, così spesso presente nel nostro cuore, perché noi abbiamo bisogno dell’apprezzamento altrui, della lode e pur di ottenerla spesso veneriamo idoli. E contro questi mali di sempre che  Cristo parla di  quella via stretta attraverso cui passare per vincere e soprattutto vincersi.

Infine ci sono le conclusioni  personali dell’autore con un  messaggio che secondo me ,risulta per  tutti   chiarissimo nella sua semplicità. Infatti il  libro si dipana  sul filo di una parola  già trovata continuamente ripetuta nel testo:eccesso. Termine che  vuole appunto ricordarci che nell’esistenza umana  c’è sempre un eccesso di bene ma anche di male,  c’è un bene e  un male presente sia nel mondo esterno che in noi, nelle nostre relazioni personali, ma anche  nella Chiesa stessa.

 Quello che qui si  vuole soprattutto affermare è che c’è  comunque una possibilità di superamento di ciò solamente nell’oltre di Cristo.

Perchè proprio l’eccedenza è stata la caratteristica di tutta la vita terrena di Gesù: un eccesso di amore, di dedizione, di gratuità totale che vanno appunto oltre, che ci rimandano cioè ad un infinito che,pur superandoci, è comunque qui e ora già presente  in noi . Per cui  proprio quest’eccedenza dovrebbe diventare il metro di misura per il cristiano, chiamato all’eccesso in  ogni eroismo quotidiano fatto di piccoli gesti grandi d’amore, in ogni eccesso di semplicità  e di fiducia,quella sola capace di  insegnarci ammirazione e gratitudine  per un Dio-Uomo che diventa così  più comprensibile e “vicino”.

Finisco con un pensiero “semplice “ di Martini tratto sempre dal suo  libro:

Non è possibile all’uomo stare a metà. Chi si rinchiude in se stesso, lo fa a proprio danno, entrando nella palude , nel fango.

Solo vivendo il di più ,il magis, troviamo noi stessi e Dio.”

 

Trudy Borriello

e-mail :trudy.vitolo@fastwebnet.it

 

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