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Le Rubriche di Positano News - Escursioni d'autore: Emozioni poetiche di Liuccio

FURORE: LA MAGIA DEL FIORDO

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Furore, Costiera amalfitana. Pare che sia stato fondato dal monaco Meco, che dall’Oriente esportò su queste colline una raffinata gioia di vivere, il gusto dell’amore trasgressivo, il furor da tactus e da contactus. Si tratta di Furore, appunto, paese dipinto nel vero delle rocce a carezza di mare e scalata di cielo, nel bianco delle case ad arabescare il verde dei vigneti, nelle iridescenze delle chiese che sfavillano a gloria di sole.

E’ stupore quel fiordo risanato, frutto d’amore di montagna e mare.

L’alba vi biancheggia a gola di strapiombo e la brezza increspa il pelo all’acqua verde. L’agave succhia vita alle falesie e minaccia trafitture ai ceppi di fichidindia esposti a barricate precipiti a voragine di mare. Era un monumento al degrado con le case dei pescatori in abbandono ed i miasmi da scarico delle industrie casearie di Agerola. E’ un museo all’aperto con la risacca a cantare peana di lavoro e di antichi mestieri, con profumi e sapori di vecchia e sapiente cucina in volo sulle ali del vento che arpeggia capricci e passioni d’amore di dive a fuga di forre e scale lungo le “Vie del Cinema”. E’ un museo vivo, miracolo di esistere, per la estrosa intelligenza di un sindaco, Raffaele Ferraioli, determinato e fattivo, che in tutti gli incarichi istituzionali ricoperti ha coniugato, in feconda sinergia, originalità ed intraprendenza nella progettualità e pragmatismo ed efficienza nella realizzazione.

Dopo una pausa imposta dalla legge, Ferraioli è tornato a fare il sindaco; e, c’è da giurare, Furore tornerà al centro della progettualità come punto di riferimento dell’intera costiera. Per intanto è da vedere e gustare quel borgo a pelo d’acqua, che ricama e sagoma la roccia ed offre opportunità di incontri e seminari di altissimo .livello in quel gioiello di auditorium, riuso intelligente di una vecchia cartiera, che può diventare “laboratorio di cultura” per progettare eventi di respiro internazionale: accademia del cinema d’autore, in omaggio alla Magnani e a Rossellini che qui vissero una storia d’amore dolce, passionale e tempestosa insieme; moda-mare a settembre/ottobre in anticipo di gusti e di tendenze per l’estate successiva con un esercito di indossatrici a volo su passerelle sospese tra cielo,roccia e mare all’incanto di spettatori su barche all’ancora; osservatorio della cultura del mare nella prismaticità delle espressioni artistiche (letteratura, pittura, musica, cucina) per recuperare ed esaltare la ricca mediterraneità della Costa; spettacolo-evento da mondovisione da realizzare a sigillo della “Notte dei desideri” (10 agosto-San Lorenzo).

E’ destinato a diventare, nel giro di pochi anni, ma in parte lo è già, meta ambita del turismo di qualità questo borgo con i piedi nell’acqua e la testa alla scalata del cielo. Me ne convinco sempre più inerpicandomi per i tornanti di una strada a ferita di vigneti ed agrumeti.

Sant’Elia è un tesoro di chiesa con quel gioiello di campanile luminoso e quel trittico di fattura mirabile. A due passi il “Furore in resort” è l’ultimo arrivato, ma con legittime ambizioni da primato, nel settore della ricettività: uno straordinario esempio di efficienza e di modernità, in cui la vacanza di qualità si esalta nel fitness, nelle escursioni, nella buona cucina, in un clima di garbata signorilità, riservatezza ed inappuntabilità di servizi. E sono lontani i clamori e la ressa della costa. E’ il nuovo turismo della Divina, che qualifica ed arricchisce l’offerta puntando su nuove ed esclusive nicchie di mercato, immettendo nel circuito della fruizione di altissima qualità località (Furore, Conca, Praiano, Minori) destinate a recitare sempre più un ruolo da primato. Per Furore ne è garanzia l’estro e l’inventiva di Ferraioli, ritornato da protagonista sullo scanno di primo cittadino, per amministrare con la intelligenza e la creatività di sempre un posto unico al mondo, che, a sera, nel fuoco della luna, regala emozioni a bloccare il tempo per non interrompere l’incantesimo.

Giuseppe Liuccio

Email: g.liuccio@alice.it

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