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Maggio con Maria

 

 

Come ricordò
Giovanni Paolo II nell’ enciclica Redemptoris 
Mater :”Colei che dall’eternità
era destinata ad essere sua madre, 
esisteva già sulla terra. Questo suo “precedere” la venuta di Cristo
trova riflesso ed eco ogni anno nella liturgia dell’Avvento”.

 Ma, questo “precedere” di Maria, appare
evidente non soltanto nel tempo d’Avvento che prepara la celebrazione del Santo
Natale. Infatti durante tutta la sua vita con Gesù, Ella attende nella fede lo
svolgersi degli eventi serbandoli e meditandoli nel cuore,ma sappiamo anche che
salirà con Cristo il Calvario, lo accompagnerà al sepolcro e sosterrà in attesa
della Resurrezione, diventandone quindi gioiosa testimone .E dopo l’Ascensione
di Cristo, ritroveremo ancora una volta Maria, a Gerusalemme, nel Cenacolo in
preghiera con i discepoli in attesa della Pentecoste. Come era stata presente
alla nascita di Gesù, così  Maria sarà
presente alla nascita della Chiesa. E in entrambe le situazioni è Lei il polo
di attrazione dello Spirito Santo.

Ecco allora lo spiegarsi e
il di-spiegarsi  della devozione del mese
di maggio per la
Madonna.  Proprio per
la sua coincidenza con i cinquanta giorni del tempo pasquale, che vanno dalla
domenica della Resurrezione di Cristo alla domenica di Pentecoste, il mese di
maggio  può essere il motivo per
sviluppare ciò che gli Atti degli Apostoli ricordano:in esso c’è la preghiera
della chiesa nascente con Maria. Per questo tutti noi, la Chiesa, siamo
invitati a pregare in questo mese in compagnia di Maria, “in attesa” della
discesa dello Spirito in noi.

Storicamente
il mese di maggio, veniva celebrato da sempre in vari paesi di Europa, come
omaggio alla stagione che riprendeva vita e alla natura in fiore. Nel
paganesimo c’erano i “ludi floreales” in onore di Flora Mater, dea della
vegetazione .Si facevano danze, canti e cortei di giovani con rami fioriti.
Poeti, musici ed artisti nei secoli, hanno voluto celebrare maggio come la
stagione del risveglio della natura e del divertimento e il folclore popolare è
ancora memore di queste tradizioni, basti un esempio per tutti, nel maggio
fiorentino.

Questi fattori corretti e
sublimati, hanno contribuito anch’essi al sorgere del maggio mariano: il
tentativo di superare gli abusi e di cristianizzare delle celebrazioni pagane,
apparirà come uno dei motivi per rivolgere l’omaggio della natura e dell’amore
umano verso Maria, la creatura più bella fra tutte le donne. In verità il
sorgere di tale devozione, come evento religioso, lo si fa risalire al medioevo
ad opera del re di Castiglia Alfonso X. Si affermerà poi nell’età barocca, fra
i   domenicani con varie pratiche
devozionali  alla Regina del Cielo, per
poi arrivare nell’800 ad essere motivo nelle chiese, per dei cicli di
predicazione post-quaresimali., in un periodo dell’anno liturgico considerato privo
di eventi forti. Nel 900 si è creduto per un certo tempo che il destino dei
mesi mariani fosse segnato e che tutto lo sforzo pastorale si dovesse
concentrare sui momenti forti dell’anno liturgico. Ma la loro ripresa nella
religiosità popolare, ha indotto ad un ripensamento di tale pratica
devozionale. Infatti, si tratta di un patrimonio importante da salvaguardare,
di uno dei momenti in cui la fede si interseca con la religiosità popolare
assumendo valore di ricchezza e non di impoverimento. La Chiesa dunque, ha
voluto additare nel mese di maggio “uno spazio”di particolare preghiera da
dedicare a Maria nell’anno liturgico.

E a proposito di spazio ,
per concludere, vorrei riportare un pensiero di Enzo Bianchi su Maria: “Nella chiesa di S .Salvatore in Chora a
Istanbul,capolavoro dell’arte musiva cristiana, nel titolo di un mosaico che
riproduce Maria ,è raccolta una delle più eloquenti sintesi di teologia mariana
di tutti i tempi: laddove il Cristo è presentato come” η χωρα των ζωντων “ cioè “il luogo dei viventi” ,Maria è detta “η
χωρα του αχωρητου”,
cioè “il
luogo di Colui che non ha luogo.”

Lei diventa allora il luogo
visibile del Dio invisibile ed in questo senso mi piace chiamarla “ Maria terra
del cielo”, perché lembo di terra già in cielo.

E’ quindi in
Maria come terra (non sono forse colore terra i volti della Vergine nelle icone
orientali e in molte Madonne brune dell’Occidente?) che tutta l’umanità e la
creazione riconoscono il proprio destino , e nello stesso tempo trovano celato
quel desiderio , quella nostalgia, quell’invocazione di cielo, che sono deposti
nel cuore di ogni uomo e di ogni frammento di creazione che anela a ciò verso
cui da sempre era stato preordinato.

 

Trudy
Borriello

e-mail
:trudy.vitolo@fastwebnet.it

 

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