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La musica e gli affetti nella voce di Marilena Laurenza

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Questa sera  alle ore 21,30 rècital del mezzosoprano in coppia col pianista Francesco Aliberti, nella chiesa dell’Addolorata, ospite della rassegna Arti di maggio

Continua con gran concorso di pubblico la seconda edizione di Arti di maggio, una rassegna che si rivela quale incrocio sonoro di linguaggi espressivi, promossi dall’Associazione Seventh Degree, di Liberato Marzullo e Antonello Mercurio,  ospite della kermesse Salerno Porte Aperte allestita dal Comune di Salerno.

Unico evento previsto per questa sera, il rècital del mezzosoprano Marilena Laurenza, che si presenterà in duo con il pianista Francesco Aliberti, alle ore 21,30, nella chiesa dell’Addolorata.

Il concerto principierà con l’aria mozartiana “Vado, ma dove?” Oh dei!”, caratterizzata da un’invenzione melodica avulsa dalle parole e conchiusa nella sua levigatissima astrazione di una contabilità rarefatta. Si continuerà con il genio salisburghese e l’aria di Despina “In uomini, in soldati” dal “Così fan tutte”, in cui la cameriera che non crede alla fedeltà in amore, fa buona scuola d’amore alle padrone e le invita a darsi al buon tempo. Passaggio in Italia con il Gioacchino Rossini delle Soirées musicales, da cui ascolteremo la melodia di rinnovata freschezza de’ “La promessa” e “L’invito” un bolero assai curioso che denota l’interesse di Rossini per ogni nuova forma di ritmo vivificante. E siamo all’aria di sortita di Rosina “Una voce poco fa” dal Barbiere di Siviglia di schizzante la povera vittima degli usi e delle consuetudini dell’epoca, ma non così vittima, perché la docilità è femmina, quindi già preparata dalla nascita a graffiare gli avversari con gorgheggi decisi per imporre a tutti la propria volontà, prima di un tributo a Francesco Paolo Tosti. La prima romanza è “Visione!” e segna l’inizio della collaborazione con Gabriele D’Annunzio, si continua con “Chançon de l’adieu”, una delle più struggenti e nostalgiche pagine sue, la cui tessitura è racchiusa all’interno di una quinta diminuita, per concludere con “Vorrei”, legata alla congiunzione spontanea dei suoni. Il “poema en forma de canciones” di Joaquin Turina, in cui si fondono felicemente gli stilemi dell’impressionismo francese con gli elementi pittoreschi e realistici tratti dalla musica popolare Andalusa, e l’Aria di Rosina , tratta dall’opera “La Luna nel pozzo” di Antonello Mercurio, quasi un fox-trot della luna, chiuderanno la serata.

Olga Chieffi 

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