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Le Rubriche di Positano News - Pensieri in parole di Luigi Di Bianco

LA FEDE E LA FELICITA´. Annamaria mi scrive

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Questa settimana sospendo la serie di miei articoli sul metodo per giungere alla felicità per rispondere ad Annamaria.

Da sabato prossimo riprenderò il filo del discorso spinoziano parlando dell’anima e del suo rapporto con il corpo.

Nel mio pezzo sul rapporto tra fede e felicità del 27 marzo ho scritto che, secondo me, a causa del problematico rapporto fra il figlio supplicante ed il Dio Padre, la fede non aiuta a trovare la felicità in questa vita. Annamaria non è d’accordo con me e dice: “io conosco un sacco, ma proprio tante persone, cristiani praticanti, che solo a guardarli dici “Cavolo quanto sono felici!”. Anche le mie riflessioni sul Dio Padre non trovano Annamaria d’accordo.  Secondo lei i cristiani non vedono Dio come il vendicatore con i difetti tipici di noi uomini. Il mio articolo è stato letto da oltre 300 persone ma quello di Annamaria è l’unico commento, l’unica reazione che ho ricevuto.

Mi rendo conto che in qualche passaggio della mia risposta ad Annamaria si può scorgere un vena polemica nei confronti della religione cristiana. Voglio chiarire subito che amo e rispetto profondamente i credenti specie quelli che vivono secondo l’unico comandamento di Gesù: l’amore. Sono polemico nei confronti del cristianesimo istituzionale, quello che, nel corso dei secoli passati, ha soffocato il popolo nell’ignoranza e bruciato sui roghi ogni voce di libertà.

Riporto innanzi tutto, in azzurro, la lettera originale di Annamaria. Per rispondere alle sue argomentazioni ho poi diviso la sua lettera in più parti e per ciascuna di esse ho espresso il mio pensiero.

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Buongiorno Luigi,
Mi chiamo Annamaria. Ho letto i tuoi articoli su Positanonews sulla felicità con grande ammirazione e un pò di buona “invidia” sulla tua capacità di scrivere. Saranno i 40 anni suonati e la “vecchiaia” che avanza, fatto sta che da qualche tempo mi ha colto l’amore per il  pensiero e la ricerca della felicità. Sono d’accordo con te quando scrivi:
La felicità, dal mio punto di vista, è una condizione di gioiosa serenità, di contentezza tranquilla ma pervasiva, che nasce da una condizione mentale di armoniosa unione del mio ´io´ con me stesso, con gli altri, con la natura, con il Tutto.

Sono convinta che tu abbia trovato uno dei percorsi per raggiungere la felicità, nonostante sia altrettanto convinta della relatività della strada stessa. Sicuramente ogni persona “illuminata” ha il suo pensiero al riguardo. Altrettanto sicuramente molte persone dovrebbero quantomeno porsi il problema ancor prima che un problema in tal senso possa nascere. Credo sia importante il confronto su certe tematiche. Il solo parlare può essere di grande giovamento alle persone che parlano continuamente di ben altre cose. Le persone dovrebbero essere felici per il solo fatto di esserci. Non si dà importanza a questo. Einstein ha detto, tra le tante cose, un’ altra grande verità. Più o meno ha detto questo: Ciascuno di noi può considerare la  vita in due modi diversi: Come una cosa normale o come un grande miracolo“.

Questo è per me essere felice! Vedere la vita, ogni singolo istante della stessa, come un grande miracolo. Per questo credo in Dio così come lo immagina Spinoza e sempre più scienziati del nostro tempo, ma anche al Dio di noi Cristiani, così come in Gesù Cristo. Il Dio è lo stesso per tutti e per tutto, volenti e nolenti.

Non credo che intendere Dio come vendicatore e con i difetti tipici degli uomini sia una reale concezione di tutti i Cristiani. Inoltre, ti vorrei dire che io conosco un sacco, ma proprio tante persone, cristiani praticanti, che solo a guardarli dici. ” Cavolo quanto sono felici!

Penso inoltre che Gesù, con i suoi insegnamenti, abbia voluto dire molto di più di quello che in tanti e in periodi diversi hanno interpretato. Gesù ha detto delle cose molto semplici, tracciando la strada per la felicità per miliardi di persone in 2000 anni di storia. Il Paradiso è tra di noi! Dobbiamo solo riuscire a vederlo, accorgendoci di tutto ciò che ci circonda, istante dopo istante. La felicità non può essere solo come la immagina Spinoza e tanti altri pensatori, semplicemente perchè non potrebbe essere per tutti. Non credo si debba  arrancare e soffrire per raggiungerla. E’ qualcosa alla portata di tutti, semplicemente se ci rendiamo conto che la vita deve essere guardata con il senso di meraviglia tipica delle anime pure. Come diceva Gesù, per entrare nel Regno dei cieli ( e trovare la felicità) dobbiamo avere l’animo dei bambini.

Credo che nessun’altro pensiero, uomo, movimento o qualcosa di simile abbia fatto ciò che Gesù e il Cristianesimo che ne è derivato, ha fatto per l’ Umanità intera in questi 2000 anni di storia. Forse ora se ne stanno perdendo i profondi insegnamenti e questo stà portando gli uomini a cercare nelle cose materiali l’illusorietà di essere felici. Credo sia importante parlarne e confrontarsi cercando di coinvolgere sempre più persone. Mi farebbe piacere continuare a discuterne con te.

Per finire voglio farti una domanda. Noi cristiani crediamo in Dio perché la sua esistenza ci è stata rivelata dalle Sacre Scritture, tu, invece, perché credi in Dio? … se ci credi …

A presto
Annamaria
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Cara  Annamaria
Grazie per avermi scritto. Hai ragione, nessuno ha la verità in tasca. Ciascuno di noi, se guarda dentro di se, troverà le risposte che gli sono più congeniali in base alla sua sensibilità, cultura, intuito. Per rispondere alla tua lettera, riporto qui sotto in rosso alcune tue frasi e di seguito  scrivo il mio parere. Se io ho una visione diversa dalla tua non significa che io sia nel giusto e che tu sbagli. Secondo me, fin tanto che ci sforziamo di capire e di conoscere, siamo tutti e due nel giusto.

[Annamaria] Credo sia importante il confronto su certe tematiche. Il solo parlare può essere di grande giovamento alle persone che parlano continuamente di ben altre cose.

Sono perfettamente d’accordo.

[Annamaria] Le persone dovrebbero essere felici per il solo fatto di esserci. Non si dà importanza a questo. Einstein ha detto, tra le tante cose, un’ altra grande verità. Più o meno ha detto questo: Ciascuno di noi può considerare la vita in due modi diversi: Come una cosa normale o come un grande miracolo

Sì è vero, la mia vita, la tua vita, la Vita in generale, ma anche il meraviglioso universo che abitiamo è un grande miracolo. Ho letto parecchio sul pensiero morale di Einstein ma non avevo mai incontrato questa citazione. Grazie, è molto bella! Sono d’accordo sul fatto che non si dia abbastanza valore all’essere. Chissà perché! In fondo, il contrario dell’essere è il non-essere, il nulla. Da questa semplice constatazione dovrebbe emergere il valore immenso dell’essere … a meno che uno non ami essere ‘il nulla’, il vuoto, zero. Il problema, secondo me, è che l’uomo d’oggi, sommerso dalle “passioni”, non ha tempo né voglia di pensare, riflettere … è troppo impegnato a sopravvivere ai fattori esterni che lo impegnano e lo stressano in ogni momento della giornata. Non ha tempo per il suo intimo ‘Io’.

[Annamaria] Per questo credo in Dio così come lo immagina Spinoza e sempre più scienziati del nostro tempo, ma anche al Dio di noi Cristiani, così come in Gesù Cristo. Il Dio è lo stesso per tutti e per tutto, volenti e nolenti.

Che Dio sia lo stesso per tutti non ci piove. Il fatto è che diverse religioni immaginano Dio in modo diverso. Diversi popoli, diverse religioni si sono creati, lungo i millenni, la loro particolare idea di Dio. Perché? Semplicemente perché l’idea di Dio non è una cosa statica; ogni popolo, ogni cultura si è creata, nel corso della sua storia, una propria idea di Dio: quella più adatta alle proprie esigenze, all’evolversi della propria storia, ai propri gusti.

Giustamente si potrebbe dire “Che problema c’è? Dio è lo stesso per tutti anche se interpretato diversamente”.

Un problema invece c’è perché dall’idea di Dio derivano i comportamenti umani. Se il Dio di Maometto predica la guerra santa, c’è poi qualcuno che fa esplodere le torri gemelle di New  York. Il Cristianesimo è immune da questo tipo di problemi? Certo al giorno d’oggi non si  ammazza in nome di Gesù ma basta andare indietro di qualche secolo per trovare orrendi massacri sotto il simbolo della croce, al grido di “Dio lo vuole”. Non è mia intenzione polemizzare con la fede cristiana, semplicemente giudico il cristianesimo istituzionale sotto il profio storico.

Quali sono le diversità di comportamento fra il seguace di Spinoza e il Cristiano?

Più che di diversità di comportamento, in questo caso, si deve parlare di diversità psicologiche nel rapporto con Dio. Alla base del cristianesimo c’è il dualismo Dio-uomo ed un rapporto Padre-figlio già compromesso in partenza “dall’inimicizia con Dio” derivante dal peccato originale.

Il dogma sostiene che: “Adamo peccando ha trasmesso a tutto il genere umano il peccato che è morte dell’anima”, così che ogni bambino viene al mondo in uno stato di inimicizia con Dio”. L’uomo già alla nascita è macchiato dal peccato e dalla colpa e solo attraverso l’umiliazione, il pentimento, il timore, la preghiera, la grazia imperscrutabile spera nella salvezza e nel riscatto. Come si fa, con questi sentimenti negativi, a vivere con “letizia” questa vita?

Certo ci sono teologi moderni, come Vito Mancuso, che dicono che non è così, che non è vero che nasciamo in uno stato di inimicizia con Dio perché Dio è solo amore. Poi costoro hanno qualche difficoltà a giustificare il Sacrificio della Croce. Senza il peccato originale crolla tutta l’impalcatura della dottrina della Chiesa che si basa sulla sequenza causale peccato originale – sacrificio della croce – resurrezione. In altri tempi questi teologi sarebbero già stati messi al rogo, oggi il credente “illuminato” deve chiedersi almeno “chi ha ragione?

[Annamaria] Non credo che intendere Dio come vendicatore e con i difetti tipici degli uomini sia una reale concezione di tutti i Cristiani. Inoltre, ti vorrei dire che io conosco un sacco, ma proprio tante persone , cristiani praticanti, che solo a guardarli dici. ” Cavolo quanto sono felici!

In effetti ho notato che fra i Cristiani c’è una differenza abissale fra la religiosità raffinata di teologici e pensatori cattolici d’avanguardia e la religiosità della gente comune. Io sono convinto che la Chiesa abbia due verità da proporre: la prima “esoterica” da propinare al popolo, alla gente comune; la seconda, “essoterica”, riservata agli iniziati,  alle menti pensanti. Non v’è dubbio però che, per la religiosità popolare, il Dio Padre sia una “persona” con passioni e psicologia umane, che si arrabbia, gioisce, premia e castiga. Se la tua idea di Dio non concorda con quella della gente comune vuol dire che stai elaborando una religiosità superiore, sei alla ricerca di un Dio più sottile di quello proposto dalla Chiesa ufficiale. Mi chiederai, credo, cosa io voglia dire con il termine Chiesa ufficiale. Secondo me, la Chiesa ufficiale è quella che dice, per esempio,  che il controllo delle nascite è sempre inammissibile e che addirittura afferma che il preservativo non serve nella lotta contro l’AIDS. Per contro la Chiesa reale è quella del parroco di periferia che tollera il controllo delle nascite anche con l’uso della pillola o del preservativo per il semplice motivo che altrimenti la messa se la dice da solo la domenica.

In merito ai cristiani praticanti, che solo a guardarli dici. ” Cavolo quanto sono felici”, ribadisco che ci sono vari modi di vivere il Cristianesimo. In questo caso, queste persone vivono una religiosità superiore … non certo la religione ufficiale, tetra e dogmatica della Chiesa cattolica che dice chiaramente che chi più soffre in questa “valle di lacrime” tanto più sarà premiato nella vita dopo la morte. Tu stessa affermi che ogni persona “illuminata”  cerca il suo personale percorso verso la felicità ed è indubbio che ogni persona “illuminata” debba necessariamente allontanarsi, chi più chi meno, dall’interpretazione letterale della dottrina della Chiesa.

A pensarci bene, potrebbe esserci un altro modo di spiegare il “Cavolo quanto sono felici” dei fedeli praticanti.

Da ragazzo frequentavo assiduamente la chiesa e le funzioni religiose. Ricordo che c’erano 2 o 3 donne che si prendevano cura di tener pulita la chiesa, di preparare l’altare, di conservare i paramenti sacri … ed altre cose di questo tipo. Queste sante donne erano sempre in competizione fra di loro. Ognuna voleva essere considerata la più brava e la preferita del parroco. Ricordo una volta, in sacrestia, mentre ci vestivamo da chierichetti per servire la messa, due di loro vennero alle mani e si strapparono a vicenda un bel po’ di capelli.

Dirai che c’entra questo?

Quello che voglio dire è che i fedeli praticanti vengono, qualche volta, colpiti dalla “sindrome della beghina

Il fedele bigotto colpito dalla sindrome è molto attivo nella vita della parrocchia, fa opere di bene, aiuta i poveri e i malati. Non per bontà innata o amore disinteressato ma per scalare la graduatoria dei preferiti … non del parroco … ma di Dio. Poi va in giro con un sorriso ebete di sufficienza stampato sul viso come per dire: “scusate … ma si da il caso che io sia in cima alla lista dei preferiti da Dio. Sono nei TOP 100! ”. E quando si è nella lista dei favoriti di Dio, allora, se dovesse capitare una disgrazia … certamente essa capiterà a qualcun altro. L’amore, la bontà non alberga nei loro cuori e costoro non potranno mai essere veramente felici. Le loro azioni buone, le opere di bene, le preghiere in chiesa sono solo mirate a propiziarsi Dio in modo che Dio stesso possa aiutarli nella ricerca del loro utile terreno (anche a discapito della concorrenza, cioè del prossimo) ed ultra-terreno.

Per concludere, ti consiglio di guardare bene se i fedeli praticanti e felici che tu conosci non siano affetti dalla “sindrome della beghina” e che la loro felicità non sia altro che il sorriso ebete ‘di preferito da Dio’.

[Annamaria] Per questo credo in Dio così come lo immagina Spinoza e sempre più scienziati del nostro tempo, ma anche al Dio di noi Cristiani, così come in Gesù Cristo.

Non vedo assolutamente come tu possa conciliare il Dio di Spinoza e il Dio del cristianesimo.

[Annamaria] Non credo si debba arrancare e soffrire per raggiungere la felicità.

Ti rispondo facendoti porre una domanda direttamente da Spinoza: “[…] come potrebbe accadere che la salvezza fosse trascurata quasi da tutti se fosse a portata di mano e la si potesse trovare senza fatica?” ( ET V, Prop. XLII )

[Annamaria] Penso […] che Gesù, con i suoi insegnamenti, abbia voluto dire molto di più di  quello che in tanti e in periodi diversi hanno interpretato. Gesù ha detto delle cose molto semplici, tracciando la strada per la felicità per miliardi di persone in 2000 anni di storia.  […] Credo che nessun’ altro pensiero, uomo, movimento o qualcosa di simile abbia fatto ciò che Gesù e il Cristianesimo che ne è derivato, ha fatto per l’ Umanità intera in questi 2000 anni di storia.

Al contrario io penso che Gesù abbia voluto dire molto di meno di quello che in tanti hanno interpretato. L’unico insegnamento di Gesù è l’AMORE: nessun pensiero umano è più grande del messaggio d’amore di Cristo. Se c’è l’amore, tutti gli altri insegnamenti e comandamenti sono superflui. Tutte le sovrastrutture, i riti, le gerarchie sono  superflue.

Purtroppo il cristianesimo, a partire dall’imperatore Costantino, diventa un sistema di potere e come tale si piega alle logiche del potere terreno tradendo il messaggio di Cristo. Per questo motivo io non sono molto d’accordo sul giudizio positivo che tu dai del Cristianesimo in questi 2000 anni di storia. Non credo che sia necessario elencare qui tutte le violenze, le atrocità, le ingiustizie che il Cristianesimo temporale ha perpetrato in questi due millenni. Altro che l’insegnamento di amore Gesù!

Se Gesù fosse vissuto durante l’Inquisizione non sarebbe morto in croce ma sul rogo. Vorrei richiamare il Dostojesvsky dei fratelli Karamazof, quando mette a confronto il Grande Inquisitore spagnolo con Gesù incontrato nelle vie di Madrid. (Le parole che seguono sono quelle dell’ Inquisitore rivolto a Cristo).

“…non è la libera decisione dei loro cuori quello che importa, né l’amore, ma un mistero, a cui essi debbono ciecamente inchinarsi, anche contro la loro coscienza. E cosí abbiamo fatto. Abbiamo corretto l’opera Tua e l’abbiamo fondata sul miracolo, sul mistero e sull’autorità. E gli uomini si sono rallegrati di essere nuovamente condotti come un gregge e di vedersi infine tolto dal cuore il dono terribile della libertà che aveva loro procurato tanti tormenti. Oh, noi li persuaderemo che soltanto allora essi saranno liberi, quando rinunzieranno alla libertà loro in favore nostro e si sottometteranno a noi. Tutti, tutti i piú tormentosi segreti della loro coscienza, li porteranno a noi, e noi risolveremo ogni caso, ed essi avranno nella nostra decisione una fede gioiosa, perché li libererà dal grave fastidio e dal terribile tormento odierno di dovere personalmente e liberamente decidere. E tutti saranno felici, milioni di esseri, salvo un centinaio di migliaia di condottieri. Ti ripeto che domani stesso Tu vedrai questo docile gregge gettarsi al primo mio cenno ad  attizzare i carboni ardenti del rogo sul quale Ti brucerò per essere venuto a disturbarci. Perché se qualcuno piú di tutti ha meritato  il nostro rogo, sei Tu. Domani Ti arderò. Dixi”.

[Annamaria] Per finire voglio farti una domanda. Noi cristiani crediamo in Dio perché la sua esistenza ci è stata rivelata dalle Sacre Scritture, tu, invece, perché credi in Dio? … se ci credi …

Certo, che credo Dio. Io mi ritengo una persona profondamente religiosa. Perché credo in Dio? Bella domanda … la prendo da lontano usando una metafora che trae spunto dalla mia passata esperienza professionale di programmatore per computers.

Oggi c’è un po’ di vento. Ogni tanto un soffio di vento più forte agita e fa vibrare l’orlo della tenda sul balcone di fronte a me. Questo semplice movimento della tenda può sembrare casuale, invece è il risultato di complesse equazioni matematiche che assumendo come variabili ‘in input’ la velocità, densità, direzione di ciascuna molecola d’aria; la consistenza, forma, orientamento del tessuto della tenda, ecc. , … producono come risultato un particolare millimetrico spostamento della frangia della tenda. Un fenomeno così irrilevante, che sembra assolutamente casuale, racchiude in sé una razionalità ed un’intelligenza pazzesca. Ma se ci guardiamo intorno la razionalità ci circonda da tutto le parti.  E’ evidente che tutti gli infiniti fenomeni fisici che ci circondano (il moto dei corpi celesti, il moto di un elettrone nell’atomo, la pioggia, la velocità della luce, il movimento delle nuvole, ecc. ) sono governati da regole precise. Anche i comportamenti umani seguono un ordine preciso checché ne dicano i sostenitori del libero arbitrio (scriverò un pezzo a parte sull’argomento).

Il mondo può essere visto come l’insieme di infiniti processi di calcolo sviluppati da un infinito numero di potentissimi computers che funzionano tutti insieme, contemporaneamente, in parallelo. Ma chi ha scritto il software dei computers? Chi ha definito le leggi eterne ed immutabili della natura?

E’ così difficile a questo punto pensare ad una mente superiore, una mente “ […] così superiore che tutta l’intelligenza posta dagli uomini nei propri pensieri non è, al cospetto, che un riflesso assolutamente nullo”? (Einstein)

Io rispondo: “no, non è difficile, anzi è probabile, e per me quasi certo, che il software del mondo sia stato scritto da una mente superiore, un Grande Programmatore”.

A sabato prossimo!
Luigi Di Bianco

comments are welcomed … ldibianco@alice.it

 

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