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COSTIERA AMALFITANA MESSE CON IL RITO BIZANTINO NELLA DIOCESI DI CAVA DE TIRRENI

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Anche la chiesa viene incontro alle esigenze dei numerosi immigrati che provengono per lo più dall’Ucraina, Romania e Bulgaria e che vivono nel territorio della diocesi di Amalfi-Cava: una comunità abbastanza numerosa che segue gli insegnamenti del cattolicesimo pur se di rito bizantino. L’arcivescovo di Amalfi-Cava Orazio Soricelli per assistere nella fede questa numerosa componente di cittadini stranieri che provengono dall’est europeo, dopo aver consultato la congregazione vaticana per le Chiese orientali, ha concesso a don Antonio Porpora la possibilità di poter celebrare la liturgia anche con il rito bizantino. «La presenza di questi fratelli nella Chiesa cattolica – spiega don Antonio nel mensile della diocesi Fermento – è la conseguenza di alcuni processi di ritorno all’unità con Roma che si innescarono per svariate cause in seno alla Chiesa ortodossa e che videro così la riunificazione di alcune comunità cristiane prima ortodosse, tra cui la Chiesa ucraina, nel 1596 con l’unione di Brest e poi la Chiesa rumena con l’unione di Alba Iulia nel 1698». Molti, infatti, sono gli immigrati che appartengono proprio a queste comunità cristiane che fanno parte della Chiesa cattolica romana. «Lo scorso dicembre – racconta don Antonio Porpora – è stata concessa un’autorizzazione ad officiare la Messa ad triennium e già dallo scorso 22 marzo ho iniziato a celebrare con il rito bizantino. Sono stati numerosi gli immigrati che hanno partecipato alla sacra funzione. Tutte le domeniche e nelle feste principali le funzioni religiose saranno celebrate alle 16 presso la Chiesa Nuova di Amalfi. Per il momento non sono previste analoghe celebrazioni a Cava, ma non è escluso che ciò possa avvenire in seguito». La chiesa locale con questo “servizio” vuole essere vicina ad una numerosa comunità che nel corso degli anni futuri è destinata quasi certamente ad aumentare. Nel territorio della diocesi proprio per favorire anche l’integrazione con la popolazione locale alcuni enti hanno già operato in tal senso. Sono stati, infatti, istituiti dei corsi di lingua italiana per stranieri che si svolgono a Cava e ad Amalfi ed anche la Caritas diocesana da alcuni anni è vicina alle famiglie più bisognose che sono giunte sul territorio della diocesi. Nel consesso civico di Cava siede anche un rappresentante delle comunità degli stranieri che è stato regolarmente eletto. «È questa un’occasione – conclude don Antonio – utile anche per i fedeli di rito latino per accostarsi ai tesori del rito bizantino che non è assolutamente estraneo alla antica tradizione della Chiesa cattolica». Francesco Romanelli, Il Mattino

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