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A SALERNO IN MOSTRA IL GIOIELLO DI ATRANI

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Pasqua e Pasquetta all’insegna della cultura. Fino a domani, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, presso la sala conferenze del museo Diocesano ci sará l’esposizione temporanea della porta bronzea, del 1087, proveniente dalla chiesa di San Salvatore de’ Birecto di Atrani. La porta di Atrani si pone tra le cinque che committenti amalfitani nell’arco di trent’anni collocarono in alcune localitá della nostra penisola. • L’iniziativa è stata promossa dalla Soprintendenza, curata dalla dottoressa Pasqualina Sabino e anche grazie alla sollecitudine della dottoressa Rosanna Romano, responsabile del Museo Diocesano. Le ante in bronzo che furono fuse a Costantinopoli e donate alla chiesa dal nobile mercante atranese Pantaleone Viarecta, saranno esposte temporaneamente al Museo Diocesano in attesa di essere ricollocate all’ingresso della chiesa atranese, quando saranno completati i restauri. • Dal Museo Diocesano alla mostra di Caravaggio. Continua “L’ultimo grido”, la mostra-evento su Caravaggio del maestro Ciro Rienzi, promossa dall’associazione ’Pubbliarte’. Innumerevoli, infatti, i salernitani che, dal 4 aprile, stanno accorrendo alla scuola elementare “Vicinanza” per ammirare le dodici affascinanti opere. Prezioso, in particolare, “San Matteo e l’angelo” realizzato nel 1602 e rifiutato dalla congregazione in quanto “rappresentazione del Santo nelle vesti di popolano semianalfabeta a cui l’angelo guida materialmente la mano nello scrivere il Vangelo”. E poi, Bacchino malato, Canestra di frutta, Ragazzo morso da un ramarro, I bari, La conversione di San Paolo caduto da cavallo: queste solo alcune delle opere che spezzano il fiato agli amanti dell’arte. • “Questo lavoro è la fine di un cammino che mi ha portato ad una maturazione graduale, culminata proprio con le opere che furono dell’artista milanese -ha detto il maestro Rienzi – Merisi è l’unico pittore capace di regalare emozioni che vanno oltre il senso della vista facendo rivivere la proprie opere in una nuova dimensione di compartecipazione sensoriale globale”. E il desiderio del maestro non può che definirsi realizzato: un fiume di visitatori, infatti, ha giá osservato, strabiliato, la mostra. “Queste opere sono bellissime. Quasi quasi il ’San Matteo e l’angelo’ lo portiamo al Duomo o nell’aula consiliare di Palazzo di Cittá – ha detto il vicesindaco Eva Avossa – Ero scettica su questa iniziativa, ma devo dire che il maestro Rienzi ha fatto un ottimo lavoro”. Ed entusiasta, anche il dirigente scolastico del Vicinanza, Mario Montera: “Spero di poter lavorare con Rienzi e coinvolgerlo nei progetti extrascolastici”. Solo l’inizio, questo, per Rienzi, della strada verso il successo. E’ possibile visitare la mostra fino al 18 aprile.

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