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Un accenno ad altre religioni:l´induismo

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La realtà che denominiamo Induismo è complessa e
molteplice. La prima cosa da dire è che l’induismo è un qualcosa di
strettamente legato all’India e alla sua cultura, e prende il nome dal fiume
Indo: gli induisti abitano cioè la sponda est di questo fiume  da sempre.

Quello che loro chiamano Brahaman divino quindi
pervade sia il cosmo sia la persona , che è un vero microcosmo. La divinità può
essere dunque scoperta sia nell’io intimo e profondo sia nella natura che ci
avvolge , sia nell’energia materiale che in quella spirituale. Alla base della
dottrina indù sull’anima, troviamo una categoria di difficile resa nel
linguaggio occidentale, l’atman, un
vocabolo che ha dato origine al nostro termine atmosfera e al tedesco atmen,
respirare. E allora è proprio il respiro che permette di avviare un discorso
sull’anima. C’è dunque nell’induismo una visione teopanica, (che significa
divino in tutto), per cui questo ATMAN, l’essenza individuale può  arrivare ad identificarsi con il BRAHMA, (che in sanscrito significa
Spirito universale) e raggiungere così la MOKSHA,
la liberazione .Questa connessione tra brahamn e atman rende la persona
partecipe dell’eterno fluire divino che non ha genesi e non ha approdo, ma è un
oceano senza fine di onde,un incessante divenire scandito dal ritmo :
nascita- morte –rinascita.
 

L’induismo non si può
dire propriamente una religione nel senso a noi familiare, in quanto non ha una
figura divina fondamentale, né dei  dogmi
, né un  profeta. La legge universale su
cui si basano le credenze indù è quella del KAMA / KARMA, Desiderio/Destino  che
è diretto ad un fine : l’uomo fatto di kama,forgia il suo destino con il suo
desiderio .Per cui si concepisce il mondo sotto il ristretto angolo delle
esigenze individuali. Le conseguenze di questo desiderio si estendono su una
serie di esistenze successive. In effetti la potenzialità della coppia kama /
karma supera largamente il segmento di una sola vita .

Ecco la reincarnazione. Tutti
gli esseri  sono stati umani  in qualche vita precedente; hanno dunque meritato
la loro attuale condizione ,esatta contropartita dei loro atti. Quello che lega
l’uomo all’altro uomo  è l’IGNORANZA
,quindi la liberazione è vista come un lungo 
processo di conoscenza .Infatti l’universo esiste in funzione
dell’individuo,il mondo umano è il mondo del karma, della necessità dei fini.
Anche gli dei nelle loro discese (Avatara) nel mondo, rispondono alla stessa
necessità anche se il dio fatto uomo, libero dal kama, dal desiderio, si
sottrae al meccanismo implacabile della responsabilità dei fini che impegna
l’umanità in toto.

 E’ dunque per la sola umanità che valgono i purusartha
(gli obiettivi perseguiti con le nostre azioni) Una rete di condizionamenti
normativi ,il DHARMA (la
legge),costituiscono l’infrastruttura della società e limitano l’impurità e
l’aggressività.” Si agisce così perché così si deve agire, obbedendo ai
precetti dei Veda,oppure per necessità.”

Il tutto mira al Nirvana, all’estinzione del Kama, del
desiderio, e dell’implacabile meccanismo di retroazione che lo alimenta, per
potersi congiungere all’Assoluto. 

La vita umana dunque è
un fluire continuo da un’esistenza ad un’altra: è la metempsicosi o
reincarnazione
che è determinata  o
dai meriti o dalle colpe. Se l’uomo si lascia vincere dal peccato e dal male e
non riesce prima di morire a liberarsene ,con il pentimento la confessione
libera e le opere buone, dovrà espiare il male fatto rinascendo in una vita
successiva,assumendo il corpo di un uomo della casta inferiore, o addirittura
di un animale. Se invece, l’uomo vive rettamente,fa le opere buone,rinuncia ai
piaceri materiali e si concentra nello spirito,attraverso alcune tecniche (di
cui lo yoga è la più conosciuta) e sotto la guida di maestri speciali,i guru,
allora si libera dai legami con la materia, ritorna al Brahma e si perde in
lui. Ogni fedele deve tenere lontano da sé questi peccati: negazione di una
vita futura, trascuratezza delle Scritture, disprezzo delle divinità, invidia,
odio, vanità , orgoglio, ira e durezza.

Questo
processo continuo verso la perfezione,dà origine alla divisione degli uomini in
CASTE, in corrispondenza con il loro
grado di perfezionamento. Le principali sono i :sacerdoti , i guerrieri, i
coltivatori ,gli artigiani.
Vi sono sottocaste fino a 3000. Non si può
passare ad un’altra casta e il matrimonio può avvenire solo all’interno della
casta. Fuori delle caste restano i paria, operai e braccianti  che non possono avere alcun contatto con i
membri di altre caste, e vengono chiamati intoccabili. La costituzione indiana
oggi  ha 
però abolito le caste.

Riassumendo l’essenza
dell’induismo si presenta ai nostri occhi dunque come un qualcosa di fluido ,
di ibrido , un sistema aperto con una preminenza dell’oralità sullo
scritto,  la cui visione del mondo è
sempre in divenire  e si pone verso
l’”altro” in modo pronto ad accettare opinioni diverse da sè che  in un certo senso lo migliorano e migliorano
chi lo avvicina …quanto potremmo imparare da loro,innanzitutto la pazienza
verso la vita !!!

Vi saluto con
questa splendida poesia indù:

“ Ho avvolto il vasto mondo nel
mio più vasto sè.

E il tempo e lo spazio sono la
visione del mio spirito.

Io sono il dio e il demone , lo
spettro e l’elfo.

Sono la velocità del vento e la
stella che arde.

Tutta la natura è la pupilla del
mio affetto.

Io sono la tua lotta e il tuo
riposo.

La gioia del mondo scorre
fremendo in me ,

sostengo la pena di milioni nel
mio solo cuore.

Ho appreso una stretta identità
con tutto, eppure nulla mi impedisce di essere me stesso.

Portando in me il richiamo
dell’universo

Salgo alla mia dimora imperitura.

Vado oltre il tempo e la vita su ali
sconfinate

Eppure sono ancora uno con le
cose nate e non nate.

( Aurobindo)

 

 

Trudy
Borriello

e-mail
:trudy.vitolo@fastwebnet.it

 

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