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POSITANO I GIOVANI COSTRUTTORI DELL´ANCE IN CONVEGNO IL 3 APRILE

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Positano in Costiera Amalfitana sarà che quest’anno la location del convegno dell’ANCE l’associazione nazionale giovani costruttori che sarà ospite il 3 aprile al Covo dei Saraceni. Al centro dell’attenzione dei giovani costruttori sicuramente in nuovo “Piano Casa” del Governo Berlusconi con convergenze inaspettate con Legambiente. In costa d’ Amalfi dunque potrebbe esserci un laboratori che attirerà operatori da Sorrento, Campania, Italia. Interessante questa apparente convergenza fra ambientalisti e costruttori emersa di recente. Una volta, ai tempi della prima Repubblica, si sarebbe detto che era un’alleanza tra il diavolo e l’acqua santa a proposito dell’incontro, siglato da un comunicato congiunto, tra Ance e Legambiente. Oggi, cadute molte barriere, diciamo che si tratta di un approccio trasversale creativo per rilanciare l’attività edilizia, da una parte, e per evitare la creazione di nuovi orrori architettonici. Quali i punti su cui i due importanti attori della scena economica e sociale hanno concordato? Anzitutto, l’augurio che“gli aumenti di cubatura previsti siano legati ad obiettivi di risparmio e di riqualificazione energetica anche, dove tecnicamente possibile, attraverso l’uso di energie da fonte rinnovabile”. Si alla semplificazione degli adempimenti in materia edilizia che “è un obiettivo non solo da condividere, ma da sottoscrivere”. E per evitare errori e orrori occorre individuare “un percorso che premi la qualità degli interventi e la professionalità degli operatori, definendo certezze più che deregolazioni generalizzate”. Indispensabile, visto il peso crescente che hanno, anche “un confronto con le Regioni”. Tutti punti largamente condivisibili che speriamo siano accolti all’interno del prossimo provvedimento governativo che peraltro stenta a decollare per qualche divergenza all’interno della maggioranza. L’incontro tra Ance e Legambiente è importante perché può spianare la strada al piano casa a livello siadi Parlamento che di Regioni. Ecco il comunicato stampa integrale di Ance e Legambiente: “ANCE e Legambiente condividonola necessità di riqualificare e rinnovare il patrimonio edilizio individuandoprovvedimenti immediati ed efficaci anche per la loro possibile funzioneanticongiunturale. A tal fine ritengonoopportuno che questa azione debba avvenire nell’ambito di una politicaindustriale del settore delle costruzioni che migliori la qualità del prodotto, sostenga laprofessionalità e la competenza degli attori del processo, stimoli l’interessee la sensibilità dei consumatori verso prodotti di qualità. Nei maggiori Paesiindustrializzati ed, in particolar modo nei principali Paesi Europei, ilpercorso più efficace individuato è di legare la riqualificazione delpatrimonio immobiliare ad obiettivi di efficienza energetica e di diffusionedell’uso delle fonti rinnovabili. Un obiettivo ribadito dalla nuova direttiva91/02 in discussione al Parlamento Europeo che ne prevede l’applicazione in tutti gli interventi diriqualificazione del patrimonio edilizio esistente. L’edilizia sostenibile delresto è uno dei “Mercati di punta” dei prossimi anni su cui scommette laCommissione Europea per sviluppare innovazione, muovere nuove filiereproduttive, ridurre il consumo di energie di fonte fossile e di provenienzaestera, contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2 e conseguentemente,per il nostro Paese, contenere le sanzioni previste dal protocollo di Kyoto edal pacchetto energia-ambiente 20.20.20. ANCE e Legambiente ritengonofondamentale che il provvedimento che il Governo si appresta a varare inmateria di Edilizia – il cosiddetto “Piano casa” – promuovainterventi che contribuiscano a rendere più moderno, efficiente e di qualità ilpatrimonio edilizio italiano. Per questo suggeriscono chegli aumenti di cubatura previsti siano legati ad obiettivi di risparmio e diriqualificazione energetica anche, dove tecnicamente possibile, attraversol’uso di energie da fonte rinnovabile. L’efficienza ed ilmiglioramento delle prestazioni energetiche del patrimonio esistente e delledemolizioni e ricostruzioni, così come per le nuove costruzioni, devecostituire non solo un obbligo, in assolvimento agli impegni internazionaliassunti, ma una scelta politica con cui riqualificare il patrimonio immobiliaree sostenere, anche con adeguati incentivi – volumetrici od economici – l’innovazionedel settore. La semplificazione degliadempimenti in materia edilizia è un obiettivo non solo da condividere, ma dasottoscrivere. Il difficile rapporto con la Pubblica Amministrazione, spessonon in grado di rispondere nei tempi previsti dalle leggi, è una delle debolezze non solo delsettore delle costruzioni, ma spesso di tutto il Paese. La soluzione, qualsiasi essasia (tempi certi alle procedure vigenti, nuove procedure accelerate), deve peròconsentire un percorso che premi la qualità degli interventi e laprofessionalità degli operatori, definendo certezze più che deregolazionigeneralizzate. E’ importante a questoavviso un confronto con le Regioni, sia per verificare esperienze già avviatesul territorio, sia per valutare le modalità con cui disciplinare la realizzazione degli interventi che non possonosemplicemente aggiungere nuovi volumi, ma debbono definire con chiarezza letipologie di intervento, i caratteri, le aree e le categorie in cui è permessood in cui è escluso. Non è nell’interesse dinessuno realizzare manufatti di scarsa qualità. E’ invece interesse di tuttivalorizzare la possibilità che dalla riqualificazione del patrimonio ediliziopossa venire una nuova qualità del progettare e del costruire che permetta atutti – architetti, imprenditori, Enti locali – di valorizzare un settore tantoimportante per l’economia italiana, ma soprattutto di valorizzare l’identitàdel paesaggio e delle città italiane”.

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