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Penna d´Oro 2009 allo scrittore Pasquale Iorio

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ACERRA. La penna d’oro del premio culturale Pulcinella 2009 è andata al giornalista e scrittore Pasquale Iorio (nella foto) che è stato ad Acerra con il tour regionale di presentazione del suo romanzo «Una Scelta di Vita», libro che ha ricevuto l’encomio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il riconoscimento, promosso dall’associazione «Koinonia» e consegnato nel corso di una suggestiva serata al Castello Baronale, mira a premiare la figura del giornalista quale testimone di realtà e di verità, fedele interprete dei fatti e capace di impegno morale nella professione. Il premio Pulcinella non premia solo la professionalità, ma anche la capacità, con il proprio servizio sociale, di migliorare la «comunicazione». Questa la motivazione del premio conferito a Pasquale Iorio: «Il filo conduttore del suo romanzo Una Scelta di Vita, è l’impegno che intende la scrittura non come atto di evasione, ma come cosciente presa di posizione su quanto accade nella realtà che ci circonda: un modo per incidere e, forse, per cambiare la coscienza del territorio». Alla manifestazione hanno partecipato, oltre alle autorità locali, il presidente dell’associazione Koinonia, Vincenzo Piccolo, il docente di filosofia Giovanbattista De Laurentis e Salvatore Coraggio presidente dell’organizzazione di giovani volontari «La Gazzella» a cui, per volontà dell’autore, verrà destinato il ricavato dalla vendita dei libri. «Una Scelta di Vita» racconta la storia di un ragazzo, con tutti i vari problemi esistenziali che sono propri degli adolescenti, che sceglie un bel giorno di fare del volontariato la sua scuola di vita. Un racconto semplice di vita quotidiana nella provincia italiana, fatta di giornate vissute con gli amici, con l’amica del cuore, nel più ampio contesto di un paese, segnato anche da annosi, insoluti problemi. Lo scrittore Iorio nel suo libro ha avuto con una felice intuizione: si allontana da un certo mondo giovanile stereotipato, fondato su «oziosi esercizi di gruppo» talvolta pericolosi alla stessa salute o su «effimere manie di protagonismo» che offendono sempre più spesso il vivere civile di una comunità (da esempi di bullismo ai graffiti sui monumenti), per proporre «un protagonista positivo» in tutti i sensi, attraverso l’associazionismo, l’impegno civile e la solidarietà.

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