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La salute è un bene troppo prezioso.

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La salute è un bene troppo prezioso.


 


Per guidare un’automobile, od usare uno strumento qualunque, è necessario sapere le azioni da compiere. Per trarre il massimo profitto dal nostro corpo, e dalla nostra mente, è pure necessario conoscere come utilizzarli nel migliore dei modi. Malattie, stress, ed altri malanni, spesso dipendono da una cattiva conoscenza degli strumenti che la natura ci ha messo ha disposizione; questa Rubrica si propone di fornire alcuni elementi con i quali una persona possa affrontare la propria salute in un modo più informato e responsabile.

Qualcuno ha scritto: “La salute è un bene così prezioso che non possiamo comperarlo; dobbiamo guadagnarcelo”. Purtroppo questo concetto è seguito da ben poche persone; specialmente in questi ultimi decenni è invalsa infatti l’abitudine (parte per mancanza di tempo, parte per mancanza di informazioni) a delegare agli altri, siano essi medici, psicologi, o guaritori, la cura del nostro corpo e la pace della nostra mente.



Penso che ricercare le cause di questo stato di cose sia poco proficuo, malgrado potrebbe essere certamente interessante. Sta di fatto che solo pochi decenni fa la saggezza popolare, non ancora oscurata dalle varie pubblicità commerciali, guidava le mamme nella cura dei piccoli malanni, nonché nella crescita dei loro bimbi. La mamma moderna, generalmente, pende invece dalle labbra del pediatra, o dello psicologo, non sapendo cosa fare; essa si ritrova infatti sommersa da un mare di informazioni che, anziché aiutarla, la rendono ancor più confusa.
Anche tanti malanni minori, solo qualche decennio fa, erano affrontati con una maggiore responsabilità personale. Io, per esempio, ricordo la purga che mi davano quando andavo in vacanza; probabilmente molti problemi, specialmente alla pelle (dermatiti, ecc.), che compaiono i primi giorni delle vacanze al mare, potrebbero essere risolti in questo modo senza ricorrere a costose pomate o altri rimedi.



A prescindere da certi eventi storici l’olio di ricino è stato per secoli considerato un toccasana pressoché universale; non che io voglia affermare la medesima cosa, è però cosa certa che un intestino ingombro è il focolaio di tanti e tanti problemi, tra cui si potrebbero citare qualche tipo di mal di testa e alcune febbriciattole misteriose di cui non si riesce a comprendere la ragione.
Dov’è andata la saggezza che faceva dare aglio e latte ai bambini che digrignavano i denti, indizio che poteva far supporre la presenza di ossiuri (vermi intestinali)? Forse che l’organismo dei nostri bimbi si è di molto rinforzato nelle difese contro i parassiti? Se così fosse veramente sarebbe scomparso anche il raffreddore, non vi sembra, questa, una logica conclusione?
Oggi il tempo manca anche per chiedersi se le fonti di informazioni a cui attingiamo sono sicure oppure no. Non facendo tali verifiche, prima o dopo, siamo costretti a porre la salute del nostro corpo in mano ad altre persone pensando che, magari, lo possano conoscere meglio di noi. In effetti vi sono delle informazioni che solo uno studio specializzato può fornire, ma ve ne sono tante altre che potrebbero aiutarci a vivere meglio; più sani e più sereni.



Il detto: “Il miglior medico (per noi) siamo noi stessi” dovrebbe essere rispolverato ed alle persone bisognerebbe dare informazioni da utilizzare per star meglio; l’alimentazione, il controllo mentale, il rilassamento, il modo di operare delle medicine alternative, sono soltanto alcuni degli argomenti che dovrebbero essere proposti già a livello scolastico ed invece restano patrimonio di quei pochi che hanno avuto la fortuna di trovare un certo libro, o conoscere una data persona.
Fondamentalmente chi ha perso la salute del corpo, o la pace della mente, non si mette mai davanti allo specchio interrogandosi sui motivi che lo possono aver portato in quella condizione. Il problema viene visto come qualcosa che ogni giorno accade a qualcuno e, per caso, un brutto giorno, è capitato proprio a noi.
Si stabilisce allora il contatto con gli “addetti ai lavori”, prima il medico, e poi, se il risultato non risulta soddisfacente, un professore specializzato, quindi, se non si ottiene ciò che si desidera, si inizia a peregrinare da terapisti alternativi che possono operare in buona fede ed onestà ma anche fare delle miserie altrui un notevole guadagno, privo tra l’altro di gravami fiscali.
Gli eventuali insuccessi della medicina ufficiale vanno a loro volta ricercati nel fatto che lo specialista, proprio parchè ha focalizzato i suoi studi su una parte degli strumenti che l’uomo dispone (anima, mente, corpo), non è in grado di vedere il malato nella sua unicità fisica e mentale e lo considera, perciò, non come una persona ma come un organo, che potendo, dovrebbe essere messo in una scatoletta asettica e curato fintanto che il problema non sia scomparso.



Tra l’altro anche la stessa scienza medica entra in contraddizione con se stessa quando afferma che su cento malattie almeno ottanta sono di origine psicosomatica (dovute agli effetti esercitati dalla mente sul corpo) e poi nella maggior parte dei casi, affronta il malato soltanto dal lato corporeo. Si comprende allora come per l’80% delle malattie, quelle ad origine psicosomatica, le medicine offerte dal farmacista non costituiranno mai un medicamento valido ma avranno soltanto il valore di un palliativo.
Certo non sarà questa rubrica a risolvere questo tipo di situazione. Per risolverlo bisognerebbe creare una educazione sanitaria impostata più sulla prevenzione che non sulla cura. Si ricorda, a titolo di curiosità che tremila anni fa gli agopuntori cinesi non erano pagati per guarire le persone, ma per mantenerle sane.
Comunque qualche informazione in questo senso la si può dare. Lo scopo rimane quello di fornire gli strumenti affinché la propria salute possa essere salvaguardata in modo più responsabile, senza peraltro avere la pretesa di sostituirsi a coloro che con anni di studio, e sacrificio, si sono creati una cultura medica che li rende atti a gestire le malattie e le problematiche gravi.
Questi sono i presupposti ed i traguardi di questa rubrica, a taluni potrà sembrare ambiziosa, ad altri inutile, e qualcuno avrà anche modo di apprezzarla. Tutto questo fa parte del gioco dell’informazione; se alcune persone si ritroveranno beneficiate costituiranno l’incentivo per farla continuare e, perché no, con l’aiuto dei lettori, migliorare nel tempo.


 


 Coppola Enrico Romeo

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