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Tommaso Biamonte: Una banda per Salerno!

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Tommaso Biamonte: una banda per Salerno!


 


Tra il pubblico accorso alla presentazione del libro “Il Serraglio”, di Matteo Galdi, sono intervenuti, i Senatori Vincenzo Fasano e Tommaso Biamonte, il quale immortalato in uno dei documenti fotografici, insieme all’indimenticato Pietro Amendola,  ha preso la parola. “Ai tempi dell’amministrazione Menna, il compagno Orazio Boccia, faceva sempre presente a me, allora giovane consigliere comunale del PCI, i gravosi problemi dell’Orfanotrofio Umberto I. Così, si decise di accendere ulteriormente i fari su quell’istituzione portando a Via de’ Renzi, il gruppo parlamentare comunista, con Amendola, Granato, Di Marino e quella foto risale proprio a quella provvida visita. Ma ciò che ricordo con grande nostalgia è il concerto della banda dell’ Orfanotrofio Umberto I nel tondo della musica, la domenica mattina, nella villa comunale. Caro Ermanno, tu che sei così attento alla vita culturale della città, perché non ci ridoni l’allegria della banda?”.


Caro zio, da frequentatrice dell’ambiente musicale salernitano, vedo questa ragionevolissima richiesta  molto difficile da esaudire. Ebbene l’associazione ex-allievi dell’Orfanotrofio nell’anno della sua costituzione, 1989, aveva pensato di esordire proprio ricostituendo la celebrata banda dell’Umberto I. Il M° Francesco Florio, fondatore della prima classe di Sassofono in Italia, proprio lì in quell’istituzione, aveva riscritto a memoria, lavorandoci un’intera estate, il famoso canzoniere che tu forse avrai ascoltato all’epoca, del M° Mario Pagano. Purtroppo, le solite ombre, secondi fini e la presunzione di voler eseguire, a qualsiasi costo, pagine di elevata difficoltà, fecero fallire il progetto. A questo punto la palla dovrebbe essere passata al Conservatorio Statale “G.Martucci”, che, come tu sai, è malridotto logisticamente e quant’altro, attualmente in attesa di commissariamento. Diversi docenti che vi insegnano, in particolare i fiati, hanno la banda nel cuore e nella testa, formatisi al magistero di quelle elevatissime professionalità che onoravano la Scuola di Musica dell’Umberto I. Ma…per dirla con Rossini, a chi offrire la bacchetta, chi ha da salire sul podio, chi deve presentare il progetto, come gestire la banda o l’orchestra di fiati, per la quale già si sogna la stagione tra processioni,servizi di pazza e matinèe? La banda celebre che ricordi, diretta dal M° Marino, le marce di Savo, i docenti Faliero, Citro, Lauretano, Avallone, Florio, affiancati dai loro migliori allievi, i quali finita la lezione, scommettevano quel povero tozzo di pane che toccava loro per indovinare l’intervallo di un clacson o di uno scampanio, non potrà più tornare, ricordo dorato  di quella “piccola città  fatta a misura d’uomo, una fra tante allora: la Salerno di un tempo lontano e struggente di nostalgia, con i ricordi che si tingono di fanciullezza e di adolescenza” descritta da Lello Cantarella, cara a te, mio padre, ad una generazione che al punto in cui siamo arrivati oggi non può far altro che togliere le lenti per non vedere.


 


Olga Chieffi


 


 

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