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The reader – da venerdì 27 febbraio

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Cinema delle Rose – Piano di Sorrento
                  Tel. 081 878 61 65



 


 


 


da venerdì 27 febbraio – sala 2


 


 




                    THE READER


 


 



 


Orario spettacoli: 18.00 – 20.15 – 22.30 
Costo biglietto: 7.00 euro
Regia: Stephen Daldry
Cast: Ralph Fiennes, Kate Winslet, Bruno Ganz, Ludwig Blochberger, Jeanette Hain, Volker Bruch, Linda Bassett, Claudia Michelsen
Genere: Drammatico, Romantico
Durata: 123′


Trama:
Germania, anni ’50. Michael Berg é un ragazzo in piena età adolescenziale e quindi in preda ai primi turbamenti e alle prime voglie sessuali tipiche di quell’età. Un giorno, mentre cammina per strada, é vittima di un malore, e viene soccorso da Hannah, una donna matura, più grande di lui. Michael, rimane affascinato ed invaghito di questa donna tanto che inizia una relazione con la stessa. Hannah però, nasconde qualcosa, qualcosa che riguarda il suo passato, e Michael, intuisce che si tratta di qualcosa legato alla guerra…



“Tutti sapevano. Come hanno fatto a permetterlo?”. Per una parte della generazione tedesca successiva al Nazismo la domanda può essersi posta ma nell’età della ragione, quando cioè i rapporti affettivi con i genitori – corresponsabili degli orrori del regime – chiaramente erano già solidi. A ciò vanno aggiunti anche alcuni atteggiamenti e tendenze di una nazione – di fronte al tribunale del mondo – caratterizzati da lentezze procedurali, resistenze difensive, responsabilizzazioni singole. Per il dramma etico-sentimentale di questa gioventù è stato utilizzato il termine “Vergangenheitsbewältigung” (ossia la lotta per venire a patti con il passato), e l’argomento è stato affrontato da “A Voce alta”, breve romanzo semiautobiografico del professore di legge a Berlino Bernhard Schlink adottato come libro di testo nelle scuole del paese e tradotto in 40 lingue, nonostante abbia ricevuto accuse di revisionismo e pornografia culturale nel permettere un’identificazione del lettore con i criminali. I suoi diritti cinematografici sono stati acquistati nel 1996, e una decina d’anni dopo Stephen Daldry – che aveva studiato tedesco e vissuto nella capitale – si è proposto per dirigerlo, in Germania e con troupe locale.
Sebbene il film si restringa su due amanti, con la scoperta dell’identità della donna il caso privato si fa subito universale, mantiene un costante mistero intorno a Kate Winslet, relativizza la resa o meno del tormento emotivo e morale del protagonista (da ragazzo e da adulto), rimanda ad alti dilemmi e tocca questioni nodali. Ad esempio, la differenza tra limiti della Legge e purezza etica per cui, a proposito di colpa collettiva, il peso maggiore della pena ricade su chi – da anonimo impiegato di un campo di concentramento – si assume responsabilità proprie e altrui, mentre i pavidi e bugiardi colleghi se la cavano con molto meno. Soprattutto, l’opera mostra lo sforzo dei figli nell’indagine e nel trattamento umano dei condannati, seppure vincolato a legami personali. Il che non significa perdono, ma un doloroso grado di maturazione che è il vero tratto di discontinuità coi padri.
 


inserito da Annalisa Cinque

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