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“Quello che passa….. al Convento”

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Presentata la programmazione del Convivio dei Rozzi e degli Accordati che dal 27 febbraio presso il Convento di San Michele riaprirà il suo cenobio medievale per la seconda edizione del laboratorio locale del pensiero globale ideato da Vito Puglia


 


E’ stata presentata ieri mattina la prima parte del programma della seconda edizione di “Quello che passa al convento”, il ricchissimo cartellone d’incontri, dibattiti, proiezioni, mostre, concerti, promossi dal Convivio delle Arti dei Rozzi e degli Accordati, presieduto da Vito Puglia, con il contributo del Comune e dell’Ente Provinciale del Turismo di Salerno, del Pastificio Amato, della Centrale del Latte e di Salerno Energia e la collaborazione della web radio Unis@und, che offre il cenobio medievale del Convento di San Michele, aperto alla cittadinanza dalla lungimiranza di Marco De Simone, amministratore della società di gestione Il Castello, quale luogo d’incontro, di scontro, di dialogo, di critica e conoscenza di ogni arte. Alla presenza dell’Assessore al turismo dell’amministrazione comunale, Enzo Maraio, reduce dalla Bit di Milano dove gli è stato consegnato il prestigioso premio Excellent per lo sviluppo del turismo a Salerno, che crede fermamente nel progetto del Convivio che apre al pubblico un luogo d’arte, esaltandolo con una programmazione di alto livello e per di più destagionalizzata, secondo i dettami dell’amministrazione, si è dato il via a questo viaggio in cui Vito Puglia sarà supportato da Maria Grazia Caso ideatrice del Mediterraneo Video  Festival, da Antonello Mercurio, direttore artistico dell’Associazione Seventh Degree dell’ Università di Salerno e ancora, da Alfonso Amendola, Emilio D’Agostino, Antonello Tolve e Toto Valitutti, curatori delle diverse e numerose sezioni del cartellone. Un viaggio, quello che inizierà venerdì 27 febbraio con una grande Festa – alla quale parteciperà la Fucina Raku di Livio Ceccarelli, Eduardo Giannattasio, Augusto Pandolfi, dove la nascita che sboccerà dall’eccesso di calore sarà esaltata dal ritmo estatico delle percussioni dei Picarielli e dagli incantatori bordoni delle zampogne che accompagneranno i danzatori di Daltrocanto – che ci accompagnerà fino a maggio, assumendo quel senso di sfida lanciata a se stessi, alla propria misogenìa e alla alterità, alla diversità, dal quale si tornerà contaminati dalle esperienze altrui, nelle tradizioni, nella musica, nelle forme, nei mangiari, nei profumi. La prima parte del cartellone verrà articolato nella sezione “Cose di terra” curata da Vito Puglia, che punterà il 4 marzo i riflettori sullo stile mediterraneo, un omaggio in ricordo di Carmine Battipede per guardare al futuro della “dieta” più famosa del mondo.


Il 7 marzo verrà inaugurata un’altra sezione “Spazio ai corti” che unitamente a “Cinema che racconta” è curata da Maria Grazia Caso. Si assisterà alla proiezioni delle pellicole, quale spunto per una conversazione  tra l’autore e un critico ospite. Il 18 marzo si taglierà il nastro, dei Percorsi di Analisi, curati da Antonello Mercurio, che vedranno sviluppati diversi temi, dalla conservazione del bene culturale, alla Salerno della filosofia, sino al prodotto culturale della città tra le arti visive e il cinema, conversazioni che avranno quali ospiti tre pianisti. Due gli appuntamenti di marzo, il 12 e il 26 per la sezione Arte e Musica affidata ad Antonello Tolve e Toto Valitutti, il primo saluterà una performance di Pierpaolo Costabile e il secondo sarà dedicato a Colors of Rovì. L’aprile del convento sarà aperto il 1 da una interessante  performance di Nicola Vicidomini, presente in sala, “Trapasso inanatonico:dell’arrosto solo il fumo”, il quale ritornerà accompagnato da Cochi Ponzoni ed Enzo Iannacci per rievocare il celebre Derby di Milano in un omaggio a Felice Andreasi mentre il 7 per “Cinema che racconta” “Callas Cooking, ingredients of a legend” di Anthony Shargool, con la partecipazione dell’autore e una conversazione tenuta da Marco Kuveiller e Bruno Tosi biografo della Divina, per ricostruire il rapporto alterno con il cibo della grande Maria. Rassegna questa cinematografica che nella seconda parte della programmazione ospiterà quattro serate dedicate al genio di Elio Petri, con tre film “Todo Modo”, “La decima vittima” e “L’assassino”, che vedranno un Marcello Mastroianni giovanissimo, un portrait nel decennale della sua scomparsa e ancora una retrospettiva su Matteo Garrone, intitolata “Non solo Gomorra”.


Tre i rami del programma enogastronomico curato da Vito Puglia. Con “Si cucine cumme vogl’i’(o)”, ispirato dalla raccolta postuma di ricette di Eduardo, la cucina viene presentata come l’espressione culturale che meglio di ogni altra racconta il carattere, lo spirito, il modo di vivere di un popolo o di una comunità, un’epoca. Da questo assunto: in ogni persona colta e sensibile si annida uno cuoco. Al Convento si esibiranno Franco Massimo La Nocita, Vito Cinque, Lillo D’Agostino, Raffele Venturini, Michael Burgoyne, Antonello Tolve. “Il naso immaginario”, invece, ci condurrà alla conoscenza della pratica che è dietro lo straordinario mondo del cibo e del vino. Un modo per recuperare un rapporto intimo di appartenenza col nostro territorio. Il buon senso, la sapienza, o, come dicono in Francia, il savoir faire,  si traducono in cultura, la qualità non è cosa scontata. Produttori, agricoltori e artigiani del variegato mondo del cibo e del vino regaleranno uno spaccato della loro storia umana e imprenditoriale, a rappresentare la vera grandezza del nostro paese agli occhi del mondo. “L’Emozione del Gusto”, infine, nasce da un progetto organico dell’Ente Provinciale del Turismo: alcune ricette compongono un menu degustazione che interpreta negli spazi del convento la cucina dei territori del salernitano, definendone la specificità e l’identità alimentare.


 


Olga Chieffi

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