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Presentato a Napoli il libro di Elio Giovannini

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LA FARINA ED IL LIEVITO.


PRESENTATO A NAPOLI IL LIBRO DI ELIO GIOVANNINI.




di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco




La Cgil all’inizio degli anni 70, dopo la rivoluzione del 69, dopo l’avvento dei Consigli, era divisa in tre componenti.


La prima, quella comunista e maggioritaria era guidata da Luciano Lama, che era anche il segretario generale di quella che già allora era la più grande organizzazione sindacale italiana. La seconda, quella storica, la componente socialista era guidata da Agostino Marianetti, mentre la terza componente, quella legata al Partito Socialista di unità proletaria, aveva come riferimento Elio Giovannini.


Giovannini aveva ereditato quella posizione di prestigio direttamente da Vittorio Foa, che aveva lasciato il sindacato proprio all’inizio degli anni 70, per dedicarsi interamente alla politica; affascinato, come era, dai movimenti nuovi che si agitavano nella società italiana di quegli anni particolari.


Questa suddivisione politica nel sindacato era articolata a tutti i livelli della Cgil, sia di categoria che territoriale.


Per esempio nella Fiom, che era di gran lunga il sindacato più importante e combattivo, i tre dirigenti erano Trentin, Del Turco e Lettieri, che guidarono i metalmeccanici nel periodo dell’unità sindacale, dentro la Federazione dei Lavoratori Metalmeccanici (F.L.M.).


Quei dirigenti, dialogavano con la Uil di Benvenuto e Mattina, con la Cisl di Carniti e Crea, costruendo insieme un movimento sindacale che orientò ed indirizzò il paese verso profondi cambiamenti sociali ed economici.


Fu la stagione dei nuovi diritti, quello che fino ad allora era considerato privilegio, divenne un diritto non più predicato, ma praticato.


Occupazione, salari, organizzazione del lavoro, sanità, diritto allo studio, diritto alla politica ed alla libera espressione delle proprie idee, diritto alla organizzazione del sindacato nei luoghi di lavoro, diritto alla pensione ed all’assistenza sociale.


Furono quegli gli anni in cui cambiò il nostro paese e cambiò in virtù di un grande movimento sindacale, di quegli anni Elio Giovannini fu un protagonista ed un attento testimone.


Dopo anni di silenzio operoso, Giovannini ha deciso di scrivere un libro, una autobiografia, corredata da documenti e suoi scritti. Un libro importante, perché consente di recuperare un pensiero ed una storia troppo presto dimenticata. La naturale riservatezza di Giovannini è stata superata dalle insistenze e dalle motivazioni di due giovani preparati ed esperti ricercatori della Fondazione Di Vittorio: Fabrizio Loreto e Luigi Falossi; che ne hanno curata l’edizione per conto dell’editrice “Ediesse”.


Per l’impegno dell’Ires Campania, dell’Istituto Arfè, dell’Archivio storico della Cgil di Napoli e della Fondazione Biondi – Bartolini, il libro è stato presentato a Napoli Mercoledì scorso nella splendida sede di via Chiatamone della Università Orientale.


Presente l’autore del libro, con il moderatore del dibattito Massimiliano Amato, ne hanno discusso: Enzo Esposito, Fabrizio Loreto, Tonino Lettieri e il segretario generale della Cgil Campania Michelangelo Gravano.


Nel suo intervento di apertura Enzo Esposito, che ha voluto e lavorato molto perché il libro si presentasse a Napoli, ha spiegato i motivi per cui il libro era importante nel quadro del lavoro di recupero della memoria che sia l’Ires, che l’Istituto Arfè stanno portando avanti a Napoli. Dopo la presentazione del libro di Gerardo Chiaromonte, dopo la presentazione del libro sul Mezzogiorno e degli scritti di Arfè, il testo di Giovannini va a coprire un vuoto.


La terza componente è stata l’anima critica ed alternativa nel sindacato italiano, quella che elaborava sempre un posizione diversa e nuova, perché tutti erano convinti che una posizione diversa da quella normalmente accettata era possibile, si poteva fare, ed i risultati sarebbero stati eccellenti.


Spesso non veniva presa in considerazione la posizione della terza componente, ma come ha affermato lo stesso Giovannini:”ci abbiamo sempre provato”.


Tonino Lettieri, ha lungamente commentato i fatti politici attuali, sempre in relazione alla esperienza di quel gruppo di sindacalisti, troppo spesso accusati di inarco sindacalismo o di pan -sindacalismo, mentre il continuo rapporto tra strutture sindacali e movimenti era la base di una autonomia sindacale capace di condizionare la politica e lo sviluppo. Cosa di cui se ne sente molto il bisogno in questi ultimi tempi.


L’interveto di Gravano si è svolto, tra la memoria e le attuali responsabilità che la Cgil deve portare avanti da sola, vista la fase difficile della unità sindacale e preso atto della devastante crisi economica che stiamo vivendo. “E’ indubbio, ha detto Gravano, che il contributo della terza componente, ancora oggi è necessario al dibattito ed alla elaborazione della Cgil e del sindacato”


I ringraziamenti di Giovannini, ad una sala piena di vecchi e nuovi compagni, hanno concluso una serata intensa, che si è mossa sul filo della memoria, guardando al futuro con una certa apprensione.






Napoli, 07/02/09

































 























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