Positano News - Notizie della Costiera Amalfitana Penisola Sorrentina Campania - Positano News

Paolo a …Damasco

Più informazioni su

Normal
0
14

false
false
false

MicrosoftInternetExplorer4


/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Tabella normale”;
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-parent:””;
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin:0cm;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:10.0pt;
font-family:”Times New Roman”;
mso-ansi-language:#0400;
mso-fareast-language:#0400;
mso-bidi-language:#0400;}

 

Dal Nuovo Testamento Paolo…. profeta di Cristo

 

Sulla via di Damasco avviene la
conversione: Saulo diviene Paolo, un uomo nuovo.

Fino ad allora, il persecutore
accanito si era imbattuto con gente che viveva in totale riferimento a Gesù di
Nazareth, per il quale era disposta a morire, perché ritenuto il Messia
Salvatore.

Sulla via di Damasco, invece,
accade ciò che amici e nemici erano ben lontani dal prevedere; una sorta di
agguato, poi riconosciuto come tale da Paolo stesso: «Io, che sono stato afferrato
da Gesù Cristo» (Fil 3, 12).

Quando ormai Damasco è vicina,
verso mezzogiorno, il divino irrompe nella storia di un fervente fariseo,
investito da una luce abbagliante e dal risuonare di una voce
dall’alto; non diversamente dalle manifestazioni di Dio a Mosè, di
fronte al roveto ardente ( Es 3) e sul monte Sinai ( Es 19).
Questo è il tempo è il modo con cui a Paolo accade il primo incontro
con la persona di Cristo.

Chi riceve da Dio il dono della
fede, e vuole camminare da solo, non potrà mai andare avanti. Saulo, dopo avere
incontrato il Cristo risorto, si alza da terra, ma aperti gli occhi non vede
nulla, e guidato per mano viene condotto a Damasco (cfr. At 22,11). Questa è la
prima immagine che ci viene data del futuro Apostolo, subito dopo la conversione:
egli accetta di essere guidato per mano, non ritenendo di poter camminare da
solo.

.

Il racconto della
conversione di s. Paolo è una istruttiva lettura e fa balenare davanti agli
occhi , per chi sa vedere,una realtà del tutto nuova e inattesa: Paolo e quegli
uomini e donne cristiani che lui con sacro furore va a scovare fino a Damasco e
ha l’incombenza di portare in sinedrio, con regolare mandato di comparizione,
sono una cosa sola.

E Paolo, attaccato com’è a doppio filo all’amata Legge,  si trova legato a fil doppio con della

gente sprovveduta, presa, si direbbe, a casaccio dai pochi del mare di
Galilea, che  gli sta buttando all’aria
bellamente quanto studiato e assimilato in lunghi anni di tirocinio presso il
tempio.

 

Una bella lezione,ecco qui l’uomo vecchio Saulo, o meglio, l’uomo
vecchio diagnosticato dentro una forte personalità come quella di Saulo e
captato dall’obiettivo di Luca.

Dire uomo vecchio non è sinonimo di materiale di scarto.  L’uomo vecchio, con i suoi tratti salienti di
natura fisica e psichica, con le sue pulsioni, con i suoi talenti, non è tutto
da buttare.

Ogni individuo è il frutto dell’istinto di conservazione, dell’
istinto di affermazione di sè, dell’istinto di aggressività,
dell’istinto di conservazione della specie. 
Può, sì, degenerare: non è facile tenere a bada tutto ciò .Ne
possono nascere, ad esempio, nell’ordine, pigrizia e gelosia, superbia,
violenza gratuita, libertinaggio. 

L’uomo nuovo però non si innesta sul nulla; si innesta sull’uomo
vecchio, sull’uomo terreno, e ne assume tutte le risorse mettendole al servizio
di Dio. E’ l’uomo naturale che rinasce a vita nuova, secondo
l’espressione della liturgia battesimale..

.Ciò che mi sorprende, nell’iniziativa di Dio sul Saulo furioso, è
questo Suo disinvolto fidarsi di una creatura poco affidabile

.Per questo si  narra nel libro
degli Atti che quando Paolo si affacciò timidamente, quasi impacciato e non era
da lui, in quel di Gerusalemme, anni e anni dopo la vicenda di Damasco,
incuteva ancora terrore: “cercava di unirsi con i discepoli, ma tutti
avevano paura di lui, non credendo ancora che fosse un discepolo”

(Atti 9,26).

Che se ne poteva fare Gesù di un fanatico così pericoloso? Nessuno
può mettere in dubbio che Paolo sulla strada di Damasco abbia vissuto una
esperienza religiosa determinante. Esperienza naturale per gli uni,
soprannaturale per gli altri. Essendo
una esperienza essenzialmente mistica, l’evento di Damasco non è
esprimibile:in  2Cor 12,2-4  Paolo dice di non aver parole per esprimere
l’esperienza mistica nella quale è stato rapito fino al terzo cielo..

Di fatto, egli non ne fa la cronaca e nessuna delle sue
allusioni, , ci permette di rispondere alle molte domande sulle circostanze:
dove? a che ora? in che modo? in compagnia di chi? e dopo? Nessun nome: il nome
della città di Damasco lo si deve ricavare da Gal 1,17 dove Paolo dice: «E poi
ritornai a Damasco».

 Eppure Paolo tornava
di continuo all’incontro di Damasco come alla sorgente inesauribile del suo
apostolato. Lo ha segnato per sempre trasformandolo. Perciò vorrei terminare
con le parole di S Agostino che così diceva di Paolo:

“ Paolo viene da Saulo, come un agnello
uscito  da un lupo .Prima avversario ,
poi apostolo, prima persecutore ,poi testimone del Vangelo”.

A
Lunedì prossimo

 

Trudy
Borriello

e-mail
:trudy.vitolo@fastwebnet.it

 

Tutti
i contenuti presenti nella sezione e negli articoli sono da considerarsi di
proprietà dell’autrice che se ne riserva tutti i diritti

 

 

 


 

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Positano News, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.