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dall´Antico Testamento, Michea profeta di …verità

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Dall’Antico
Testamento  Michea …profeta  di verità

 

Manda, Signore ancora profeti,

uomini certi di Dio,

uomini dal cuore in fiamme.

E tu a parlare dai loro roveti

Sulle macerie delle nostre parole,

dentro i deserti dei templi:

a dire ai poveri di sperare ancora.

Che siano appena tua voce,

voce di Dio dentro la folgore,

voce di Dio che schianta la pietra.”

                                                   
( D.M.Turoldo)

 

Comincio con questa splendida lirica di Turoldo che  vuole proprio mettere l’accento su quella che
è la vera essenza di un  profeta: essere
una  voce che schianta la pietra che
blocca il cuore dell’uomo, essere  la
bocca di Dio che grida ai poveri di sperare

Infatti i profeti biblici erano  gli incessanti rettificatori del continuo
travisamento che allontanava il popolo ebraico dal suo unico Dio. Un
travisamento che è continuato ininterrotto nel tempo per ogni uomo che si mette  in cerca di Dio Noi  abbiamo bisogno d voci di uomini dal cuore in
fiamme ,di difensori di un a Parola capace di ergersi sulle macerie delle
nostre chiacchiere , troppo spesso futili e dannose , di profeti capaci di  farci comprendere dove dirigere il nostro
ascolto. Per udire  parole  che grondino una verità che le superi, parole
impregnate della voce di Dio e che 
mettano  in luce ciò che vi è di
falso in esse e di conseguenza in noi.

Perché la problematica di discernere tra parola vera di
Jahwè e la  parola falsa, è sempre
presente in colui che si accosta  al
testo sacro e che  rimane troppo
spesso  condizionato dall’ambiente  e dalle situazioni in cui vive e quindi  resta incapace di leggere chiaramente il
senso delle parole .

In questa prospettiva vale la pena soffermarsi un
attimo  sulla   figura del profeta biblico Michea il  cui nome significa “ Chi è come Jahwè”.
Quest’uomo visse intorno al 720
ac e fu contemporaneo del profeta Osea,  di Isaia. e di Amos col quale avrebbe
avuto  dei forti punti di contatto:
l’origine contadina e la forte componente sociale del messaggio.

Nel libro di Michea l’ingiustizia sociale appare come la
prova più evidente della situazione spirituale corrotta  nella quale il popolo ebreo si era
venuto  a trovare e di fronte ad essa, il
profeta proclama il giudizio divino,anzi il profeta si presenta con la
coscienza di essere il rappresentante  di
quel Dio giusto e giudice e dice :”  Io
sono pieno di forza con lo spirito del Signore , di giustizia e di coraggio, per
annunziare a Giacobbe le sue colpe e  a
Israele il suo peccato”( Mic3,8).

 Il popolo si culla
nell’illusione di aver compiuto il proprio dovere e che  perciò Dio sia automaticamente con lui, e
questa credenza viene assecondata dalla predicazione dei falsi profeti.”I suoi
capi giudicano in vista dei regali, i suoi sacerdoti insegnano per lucro, i
suoi profeti danno  oracoli per danaro.
Osano appoggiarsi a lSignore dicendo:Non ci coglierà alcun male. Perciò per
causa vostra, Sion  sarà arata come un
campo e Gerusalemme diverrà un mucchio di rovine, il monte del tempio un’altura
selvosa”( Mic3 ,11-12)

Quello che va  sottolineato secondo me è proprio il grido di
Michea  contro la falsa sicurezza di  chi crede di aver  fatto il proprio dovere e che vive creandosi
una prigione di alibi. False sicurezze, alibi, maschere:le situazioni si ripetono
, l’uomo non cambia mai e il grido di questo profeta è , secondo me,di grande
attualità.

Michea porta coraggiosamente e al di là di ogni falsità,
la parola di Dio  al suo popolo. Parola
che dapprima suonerà come una condanna contro ogni tipo di oppressione da parte
dei ricchi e dei sacerdoti. Ma poi  il
profeta stesso ad un certo punto 
additerà   una via della salvezza  al suo popolo e profeticamente anche a noi
vuole mandare   un chiaro e
inequivocabile  messaggio:

”Uomo ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che
richiede il Signore da te:praticare la giustizia, amare la pietà, camminare
umilmente col tuo Dio”(Mic.6,8)

 

(Per chi mi legge
ci vediamo tra due lunedì)

 

Trudy Borriello

 

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diritti

 


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