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San Gregorio Magno: una voce attuale ….da un tempo lontano

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Un grande papa che  parla al cuore  …lontano nel tempo

Vorrei  oggi soffermarmi  sulla figura di  un grande papa  San Gregorio Magno,  e sulle diverse sensazioni che ha provocato in me leggere qualcosa del suo pensiero .

Gregorio I, detto Gregorio Magno (Roma 540 circa – Roma  604), fu il 64°papa  della Chiesa cattolica e lo fu dal 3 settembre 590 alla sua morte. La Chiesa cattolica  lo fa venerare come santo e dottore della Chiesa.

La prima considerazione che mi viene  è che quando si parla di santi , si è sempre portati a metterli sugli altari, ad allontanarli dalla vita reale, in una parola a considerarli fuori da ogni norma comune. Diventa quasi un processo spontaneo al quale un po’  tutti siamo abituati da sempre ,ed anche  per me all’inizio è stato così. Ma poi, il fatto di aver approfondito lentamente la conoscenza di questo santo , me la ha reso pian piano sempre più familiare , direi quasi reale e presente nella vita. La mia curiosità è stata stimolata dalla ricerca e, quando mi sono trovata ad  approfondire il periodo storico nel quale Gregorio aveva vissuto, cioè il VI secolo d.c., l’ ho fatto con una nuova visuale. E dal momento che ,come ho già detto, santità di solito è sinonimo di diversità dalla norma, la figura di Gregorio dopo un po’, mi è apparsa in tutta la sua “santa diversità”. E così, proprio grazie a lui, sono riuscita a leggere nella  storia di quel periodo non solo una serie di avvenimenti ,ma soprattutto il volto di un popolo, quello di Roma, che poi è il volto del popolo di sempre,che  non aveva di che mangiare ,di che vestire, che non sapeva leggere o scrivere, che in realtà non aveva storia né la faceva, in quanto non esisteva.

E qui ho percepito la grandezza di papa Gregorio il quale seppe  dare un “volto” a questi uomini, a questo mondo di vinti, in una epoca in cui , finito l’impero romano e non ancora iniziato il medioevo, tutto sembrava fermo e l’unico movimento della storia era quello di orde barbariche di incerta  provenienza, che invadevano il paese. E allora mi sono domandata , come era stato possibile che  proprio questo popolo miserabile  corresse ad ascoltare le Omelie di Gregorio, in una città semidistrutta e in una Chiesa anch’essa in grande difficoltà. E ho riflettuto che, secondo me la risposta era  da cercare unicamente nella grande attenzione che Gregorio aveva dimostrato per l’uomo e per le sue necessità e nel modo nuovo con cui si era rivolto ai cristiani della sua epoca ed ai pagani, che lui  aveva sempre trattato nella stessa maniera, senza fare differenze. Questo infatti  mi ha colpito :  per Gregorio chiunque era un pagano  da evangelizzare ,  ed è  grazie a ciò, che il suo messaggio rimane senza tempo e valido sempre. Leggendolo, come mi appare profetica la sua disponibilità verso tutto ciò che era il nuovo , così attuale  e di insegnamento anche per noi ,per il  momento  che stiamo vivendo oggi,dove la veloce e a volte  inaspettata caduta di ogni frontiera tra i popoli ,ha alzato spesso nuovi muri di incomprensione difficili da superare.  E  quel suo sottolineare con tanta insistenza di essere un Papa servo dei servi,infatti  si definiva“ servus servorum” , mi ha dato ancora un ulteriore messaggio : Cristo col Suo volto Visibile è ovunque , se  Lo si vuole cercare, sia dove c’è il potere e lo splendore sia nel dolore e nella povertà, in qualunque realtà si viva, se c’è la Verità dell’essere.

E detto questo , vorrei finire con una preghiera che  è  un vero  grido di speranza ed è  contenuto in un brano di Gregorio  tratto dalle sue “Omelie sui Vangeli”  :”Io fisso gli occhi su Pietro, guardo il ladrone, penso a Zaccheo, a Maria Maddalena e vedo in loro solo richiami alla speranza e al pentimento. La vostra fede è sfiorata dal dubbio? Pensate a Pietro che piange amaramente sulla sua viltà. Siete infiammati di collera contro il prossimo vostro? Pensate al ladrone: in piena agonia si pente ed ottiene la ricompensa eterna. L’avarizia vi chiude il cuore? Avete derubato gli altri? Guardate Zaccheo che restituisce quadruplicato quello che aveva rubato al suo prossimo. In preda a qualche passione avete perso la purezza della carne? Guardate Maria Maddalena che purifica l’amore della carne al fuoco dell’amore divino. Sì ,è  proprio Dio onnipotente, che ci offre ovunque degli esempi ,  ovunque dispone i segni della sua misericordia , ed è pronto a guardare il nostro pentimento come l’innocenza stessa!”

A buon intenditor….


Trudy Borriello
trudy.vitolo@fastwebnet.it

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