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Piano di Sorrento, presentazione del libro di MARIO DE ROSA

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Mario De Rosa “E finalmente piove…”


 


Recital di poesie “E finalmente piove…”, dell’autore Mario De Rosa


 


Domenica 18 gennaio alle ore 18:30 , presso la biblioteca comunale di Piano di Sorrento, il Gruppo Culturale “Ciro Ferrigno” si esibirà in un recital di poesie tratte dalla raccolta “E finalmente piove…”, edita dalla Bastogi Editrice Italiana, del giovanissimo Mario De Rosa.


Il precoce poeta metese, studente presso il Liceo Classico “Publio Virgilio Marone” di Meta, appassionato alle forme d’arte più disparate, risulta già vincitore di oltre quaranta concorsi letterari nazionali e internazionali.


Il libro, composto da più di ottanta liriche, con una nota dell’autore e la prefazione della ben nota scrittrice e critica Nicla Morletti, direttrice del Portale della Letteratura Italiana intitolato “Manuale di Mari”, tratta le tematiche più disparate, caratterizzate da un’ampia varietà di soluzioni metriche impiegate, spontaneità, dolcezza, acume.


Le liriche verranno intervallate dalle musiche del polistrumentista Claudio Junior De Rosa. Durante la serata interverrà la dottoressa Maria Froncillo Nicosia, editrice ed autrice di enorme valore nel panorama letterario nazionale. Sarà presente l’autore.


 


 


Prefazione di Nicla Morletti


 


Mario De Rosa è un giovanissimo talento che ha vinto nel 2008 la dodicesima edizione del Premio Letterario Internazionale “Il Molinello”, con una poesia che ha incantato tutti.
Cosa dire di questo autore che già così giovane ha nel sangue la più fertile vena poetica?
Egli dichiara di aver scritto la sua prima lirica mentre era in auto, anche se la passione per la poesia era già in lui mentre frequentava le scuole elementari.
Mario De Rosa, pur essendo giovanissimo, ha già ricevuto numerosi premi e riconoscimenti. E lunga, ad elencarla, sarebbe la lista. Un enfant prodige? Un poeta vero dell’anima? Un misto di dolcezza e morbidezza di versi e d’amore? Tutto questo è Mario De Rosa. Lo avvertiamo quando parla di sé o degli avvenimenti della vita. Poche parole, ed è subito armonia.
Ma passiamo ad esaminare questa raccolta di poesie. E finalmente piove… Titolo straordinariamente originale per il significato che racchiude, per l’interpretazione che ciascuno di noi può darne. Personalmente adoro la pioggia che cade fitta sul mondo. Essa, nel suo scivolare lento o addirittura nel suo scrosciare, è musica, nient’altro che musica. Ha ritmo la pioggia che cade sulle foglie degli alberi, ritmo è anche il ticchettìo sui vetri. La pioggia avvolge il mondo nel suo manto di nubi disciolte. È miracolo, armonia. Compagnia per i cuori solitari. È una dolce canzone d’amore, che si può ascoltare da dietro i vetri appannati della finestra alla luce di nostalgici lampioni. E poi ci sono gli innamorati che si baciano sotto la pioggia, mentre nei giardini le rose perdono i loro petali in un ultimo, estremo canto.
Riguardo la pioggia, Mario De Rosa dice: “Nei miei componimenti non faccio, se non in una certa misura, riferimento all’indispensabile elemento biologico, bensì al valore simbolico che possiede l’acqua nell’istante stesso della sua caduta, avvertita, in un contesto meramente poetico, come momento di catarsi, metafora di frescura, liberazione e, al pari del diluvio nelle molteplici cosmogonie del passato, rigenerazione”.
Bellissimi i versi: “… E intanto quel benedetto tuono,/ aspettato con misto di angoscia ed eccitazione,/ si scaglia a metà cielo col suo urlo, il suo violento suono/ che nella gente riconosce le grida dell’esaltazione…”
Struggente anche la poesia: “Madre”. Rubano l’anima queste parole: “II tuo sorriso d’aranci mi squadra./ Silenziosi i tuoi occhi restano/ agganciati al mio respiro, mentre io/ contemplo dubbioso l’universo…”
Accanto a versi così dolci e immensi si snodano altri ritmi, altri suoni, altre parole, mentre la notte smuove l’ondoso mare della baia di Sciano. “Tu sei con me, stretta tra le mie braccia e i miei occhi” scrive l’autore. Ed è una primavera di baci e d’amore.
Non mancano parole tenere per l’amico, tra le amarezze e le gioie della vita. La via verso un sogno, verso la felicità.
E intanto “quella folla affannosamente si muove,/ mentre aspetta silenziosa…/ Quando di sorpresa cade una goccia minuta in quella cappa afosa/ … e poi, finalmente, piove…”.


 



Nota dell’Autore

E finalmente piove… compendia emblematicamente un multiforme universo di idee, che ammette quale cardine il pensiero della “pioggia”, quell’evento atmosferico che, potendosi presentare come cataclisma, è in grado tanto di turbare profondamente la quiete d’un paesaggio soleggiato quanto di assumere il volto della Provvidenza in presenza d’un incendio devastante, come quelli che soventi; si abbattono sulla nostra penisola italiana (con preminenza al Sud) a causa di qualche mano scellerata.
Nei miei componimenti non faccio, se non in una certa misura, riferimento all’indispensabile elemento biologico, bensì al valore simbolico che possiede l’acqua nell’istante stesso della sua caduta, avvertita, in un contesto meramente poetico, come momento di catarsi e redenzione, metafora di frescura, liberazione e, al pari del diluvio nelle molteplici cosmogonie del passato, rigenerazione.
Parlare, tuttavia, di palingenesi o, diversamente, di esegesi della realtà in chiave letteraria, potrebbe apparire, alla luce dell’epoca della tecnica e del raziocinio scientifico in cui viviamo (proiettati verso obiettivi un tempo inimmaginabili, metodicamente sostenuti e giustificati in nome del rigore logico), frutto di un vanitoso anelare al passato ormai estinto.
Ciononostante, a mio parere, proprio nell’età della meccanizzazione (e come non mai prima d’ora) ha ragion d’essere l’arte e, in particolar modo, la poesia quale mezzo comunicativo di primaria importanza: non solo per il valore estetico che nelle forme più svariate la contraddistingue, ma soprattutto nella misura in cui riesce ancora a dire ciò che di più umano è sito nel nostro cuore e che rischia, silenziosamente, di scomparire investito dal “Nulla”.
In quest’ottica l’ispirazione, sulla quale molto, moltissimo si è detto nei più disparati contesti, rappresenta il momento di evasione indipendente dal nostro volere, fortunatamente ancora lontano da una classificazione rigorosa in termini teoretici e quantitativi.
“Fortunatamente” non perché l’idea che anche l’ispirazione sia frutto di un processo chimico come un altro possa intimorire (sarebbe ingenuo ipotizzare che un’attività della mente non abbia le stesse origini basilari delle altre), bensì perché un’idea simile, senza la giusta analisi critica, finirebbe certamente per cancellare, come è avvenuto e avviene così di frequente in relazione a tutto ciò che non è ancora (e forse non sarà mai) dimostrabile empiricamente in quanto parte della sfera soprasensibile, il rapporto fra chi scrive, cosa scrive e il suo sentire, demolendo la convinzione che il tutto è anche frutto di uno “spirito che ode, perso nella magica illusione che alcune parole, ritmicamente disposte, possono donare”.
La poesia è stata per me, come penso per tutti coloro che vi si avvicinano, un esperimento al quale, senza che me ne accorgessi, il mio animo è divenuto avvezzo. Scrivere è poi diventata, per dirla col grande Rainer Maria Rilke, una “necessità”, e in tal maniera è oggidì uno dei momenti di massimo raccoglimento che riesco a concedermi.
Concludendo queste brevi note, auguro a color che vorranno immergersi nel fitto mar di questi versi una gradevole lettura, con la speranza che la tenue pioggia autunnale non tardi molto a portarsi via l’umido tepore e il cielo appannato dell’estate…


 


Scheda Biografica


 


 


Mario De Rosa è nato a Vico Equense il 16 gennaio 1991 e vive con la sua famiglia a Meta, piccola cittadina della Penisola Sorrentina, dove è studente presso il Liceo Classico Statale “Publio Virgilio Marone”.


Appassionato all’arte nelle sue molteplici forme fin da piccolo, coltiva la musica, avendo fatto parte e continuando a partecipare a diverse formazioni musicali quale cantante e polistrumentista, la recitazione, dilettandosi in piccoli sketch durante spettacoli organizzati da diverse associazioni sul territorio, e la fotografia, relativamente alla quale ha ottenuto risultati di rilievo in differenti premi di importanza nazionale.


 


Ciononostante, la sua grande passione è l’arte poetica, che egli ha iniziato a coltivare all’età di undici anni, ottenendo premi e riconoscimenti prestigiosi in svariati concorsi letterari nazionali ed internazionali, nelle sezioni di poesia italiana a tema libero e non, dialettale, giovanile, religiosa, tra i quali: “La Villanella” VII Edizione, Napoli (5° premio); “Penisola Sorrentina Arturo Esposito” X Edizione, Piano di Sorrento – NA (1° premio); “Città di Cava” XXIII e XXIV Edizione, Cava dei Tirreni – SA; “S. Maria di Crepacore” XII e XIV Edizione (sezioni “poesia dialettale” e “poesia in lingua italiana”), Torre Santa Susanna – BR (2° premio con segnalazione); “La Torre dell’orologio”, Porto S.Elpidio – AP (3° premio); “Tra le parole e l’infinito” VII Edizione, Caivano – NA (benemerito culturale); “Stesicoro”, Gioia Tauro – RC (1° premio); “Mario Soldati”, Torino (2° premio); “Firenze Capitale d’Europa” IX Edizione (sezioni “poesia inedita giovani” e “poesia a tema: lo sport”), Firenze (2° premio con segnalazione); “Città di Vignola”, Vignola – MO; “L’universo di Leonardo”; “AmaRossella” II Edizione, Eboli – SA (premio speciale giovani); “Il Saggio”, Eboli – SA (2° premio); “Simone Lorici”, S. Bonifacio – VR; “Il Fuoco” Edizione 2007 e 2008, Roma (1° premio con menzione d’onore); “Gino Ricchiuti” Edizione 2007, Teramo (premio speciale); “L’arcobaleno della vita” VI Edizione, Rovigo; “Il Molinello” XII Edizione, Rapolano Terme – SI (2° premio); “Piero Ravasenga” XVIII Edizione (sezioni “lingua italiana” e “premio speciale giovani”), Casale Monferrato – AL (premio speciale “Nino Triulzi”); “I colori della vita” V Edizione, Roma (3° premio); “Surrentum” V Edizione, Sorrento – NA; “Embrice”, S. Arsenio – SA; “Giacomo Giardina” Edizione VII, Bagheria – PA; “Italo Carretto” VII Edizione (sezioni “poesia singola a tema” e “poesia per ragazzi”), Bardineto – SV; “S.Maria della Luce” III e IV Edizione, Mattinata – FG (3° e 1° premio).


 

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