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Nostalgia di …tenerezza

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Voglia di …tenerezza!

 

Eccomi di nuovo pronta a  scrivere su questo “angolo dello spirito” e a
trovare lo spunto per una nuova  riflessione. Ho deciso di farlo a scadenza
fissa il lunedì, nella speranza di dare ogni volta  a chi legge il mio augurio di un  buon inizio di settimana. 

E così per cominciare  mi pongo un quesito:c’è ancora possibilità in
questo nostro povero mondo di ricordarsi che esiste la tenerezza? Se
analizziamo per un attimo il  verbo
ricordare , (dal latino recordari) ,esso spezzettato, appare composto da  re >particella
indicante un ritorno,cor > cuore e
dare >consegnare, per cui  il senso completo è  dare il cuore indietro,quasi  a voler 
sottintendere un  desiderio di
ritorno a quel qualcosa , in questo caso la tenerezza,  che io spero essere ancora presente in molti
di noi. Vorrei anche aggiungere che per i romani il cuore era considerato la
sede della memoria , si ricordava col cuore, contro ogni impedimento della
mente .

E allora mi “sono ricordata” di un commento di
uno scrittore, Leo Buscaglia. il quale diceva.” La vita è il dono che Dio ci ha
fatto . Il modo con cui la viviamo è il dono che noi facciamo a Dio” .
Lasciamoci dunque  incantare dalla
tenerezza come stupore verso il bello ,come un voler bene all’esistenza ,voler
il bene dell’esistenza,ed ecco fatto  il
primo passo. Lasciarsi sfuggire la tenerezza è un po’ lasciarci sfuggire la
vita .Potrebbe essere la nuova sfida di che si proclama credente:è la tenerezza
che salverà il mondo.

 H.Boll ,
premio nobel per la letteratura nel 1972 una volta ha detto:” Ciò che fino ad
oggi è mancato ai messaggeri del cristianesimo di ogni provenienza è la
tenerezza”. E’ un monito su cui dovremmo riflettere secondo me più spesso,  considerando  anche  il
fatto  che il Vangelo è la rivelazione di
un Dio che con tenerezza  avvolge l’uomo
come in un utero  materno.

 Tutto ciò
lo doveva aver capito bene Gibran se potè scrivere:” Quando ami non dire ,ho
Dio nel cuore, ma sono nel cuore di Dio”

La tenerezza è flessibilità al cambiamento e non
è un optional perché è la  misura del
grado di umanità di una persona. Contro di essa si oppongono solo due
atteggiamenti esistenziali e che sono dei mali molto diffusi:la durezza del
cuore e il ripiegamento su di sé. Non si nasce teneri o per meglio dire  ci si perde lungo la strada, ci tocca  ri-diventare teneri,è un lungo percorso, io
direi un traguardo,  rimane in noi
come  una nostalgia di tenerezza  …ma il tutto non è impossibile .

Per finire “ in gloria” vorrei salutarvi con le
parole di T.De Chardin  , sacerdote
gesuita filosofo e paleontologo. E’ un vero inno al coraggio di vivere:

“Vogliamo
essere felici?Lasciamo gli stanchi e i pessimisti scivolare indietro. Lasciamo
i gaudenti sdraiarsi borghesemente sul pendio. E aggreghiamoci senza esitazione
al gruppo di coloro che vogliono arrischiare la scalata, sino all’ultima vetta,
in avanti”

Trudy Borriello

email: trudy.vitolo@fastwebnet.it

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