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MILLIONAIRE IL FILM DA NON PERDERE A PIANO DI SORRENTO

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Segnalato da Positanonews fra i film della Penisola Sorrentina. Sta nelle sale del cinema Delle Rose a Piano di Sorrento (ore 18, 20.15, 22). Chi vuol essere milionario? Jamal è arrivato alla tappa finale del più celebre format televisivo al mondo: Chi vuol essere milionario?. Nel suo paese, l’India, questo equivale a portarsi a casa 20 milioni di rupie. Ma perché quella faccia attonita, quella capacità di rispondere alle domande più difficili per poi farsi aiutare per quelle più banali? Perché sembra non importargli apparentemente nulla della vittoria finale, ma si mostra scaltro al punto tale da dribblare astutamente un suggerimento sbagliato? Le stesse domande se le pone pure la polizia, che lo arresta accusandolo di avere imbrogliato. Jamal così è costretto a spiegare nei dettagli come mai conosce determinate risposte, e noi con lui iniziamo un avventuroso viaggio alla riscoperta della sua vita e di un’India nascosta… Tra favola e melò Quello che ormai per tutti è ‘il regista di Trainspotting”, Danny Boyle, stupisce ancora una volta, ritornando sugli schermi con un film che parrebbe confezionato dalla fiorente industria cinematografica indiana (la mitica Bollywood), se non fosse per l’inequivocabile firma a margine dell’autore inglese. Continua così la sua rincorsa tra i generi, nel tentativo – così lo spiega lui – di mantenere ogni volta quella freschezza e quell’incoscienza proprie delle opere prime. Dopo Sunshine, intellettualistica storia fantascientifica, The Millionaire, una favola metropolitana ambientata con insolito tempismo nella Mumbai sconvolta dai recenti attentati. Una favola che unisce la passione per il melodramma tipica del sud-est asiatico a caratteri dickensiani, nel tratteggiare i primi 18 anni di vita di un ragazzo cresciuto nella periferia delle baraccopoli. La regia e la confezione sono garantite dal regista britannico, capace come al solito di firmare originalmente una messa in scena tutto sommato equilibrata, che non si perde in inutili virtuosismi. I diversi piani temporali che si incrociano con il procedere della narrazione non si connotano dunque come espediente meramente estetico, ma sono dotati di una propria precisa funzionalità. E così come si mescolano i piani di racconto, le atmosfere antichissime e insieme post-moderne, tipiche della società indiana, che si fondono in perfetta soluzione di continuità. Boyle fa così propri, anche se fino a un certo punto, i registri espressivi del cinema indiano, tratteggiando quella che si caratterizza come una vera e propria favola dal lieto fine assicurato, strizzando l’occhio con compiacenza a una certa buona dose di melò così insolito per le latitudini dove il regista è abituato a lavorare. E se Rolling Stones si sbilancia pericolosamente nel definirlo ‘il miglior film dell’anno”, noi ci limiteremo a inquadrarlo come una delle migliori favole di questa stagione cinematografica. Copyright © Spaziofilm.it 2008. Scheda Film Autore anonymous Data della recensione 2008-12-05 12:58:00 Provider Cinematografo Recensione Giudizio: OOOOO Alcuni incontri sono dirompenti. Come quello tra il cinema ritmico di Danny Boyle e la naturalezza del caos indiano. Ne esce The Millionaire, ottava fatica del regista di Trainspotting, nonché ode al montaggio esplosivo. Polvere di spezie ma anche da sparo, il film si ispira al bestseller “Q&A” dell’indiano Vikas Swarup in cui si racconta l’inspiegabile successo del giovane Jamal Malik al popolare telequiz “Chi vuol esser milionario”. Inspiegabile perché il ragazzo è uno “slumdog”, un figlio dei bassifondi (gli “slum”) di Bombay, membro di quella casta di miserabili da cui si può solo migliorare. Orfano ma col fratello maggiore Salim e l’amichetta del cuore Latika, Jamal vive infanzia e adolescenza tra fughe e rincorse, finché – divenuto Chai-wallah (ragazzo che porta il tè) in un call center – approda casualmente alla trasmissione. Ogni sua risposta è la risultante di un collegamento a un episodio della vita. Osannato dal popolo quale eroico riscatto degli “ultimi”, ma ostacolato dal gotha dello show, Jamal sorprende per la sua integrità dickensiana: gli sta più a cuore il ritrovamento dell’amore di Latika che non la vittoria di 20 milioni di rupie. Se la favola induce a intuire il raggiungimento di entrambi, il film non lo rivela favorendo l’effetto sorpresa. E la regia di Boyle è come una danza di contrappunto, impeccabile nei flashback che alternano le esperienze di Jamal ai momenti del gioco, imbastiti da un incalzante andamento audiovisivo – seppur più colorato e rumoroso – già utilizzato per raccontare quei ragazzacci scozzesi a cui deve gran parte della celebrità. Benché non ai livelli del capolavoro Trainspotting, The Millionaire è indubbiamente un film di notevole realizzazione, girato tra l’altro in situ, a Dharavi, il più vasto slum dell’India, e interpretato da bambini non-attori raccolti in loco: l’inclusione nel cast ha dato loro l’occasione di andare a scuola, regalando forse un “destino” (concetto onnipresente nella cultura indiana e dunque nel suo cinema, anche quando di Brit-produzione) che non avrebbero mai sognato. (Cinematografo)

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