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SORRENTO, PER NATALE AGRUMI E DOLCI NEI CESTINI

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FRANCESCO AIELLO Sorrento. Anche in tempi di crisi nessuno rinuncia al dono
goloso, ma la scelta cade su prodotti tipici che presentano il vantaggio di
proporre i sapori e i profumi della regione a prezzi che nulla hanno a che
vedere con quelli delle specialità esotiche. Insomma, formaggi, salumi ed olio
extravergine di oliva pian piano si stanno sostituendo a salmone e tartufi che
pure rimangono tra i protagonisti di pranzi e cene dei giorni di festa.
«Soprattutto per i cesti destinati a essere consumati fuori regione, cerchiamo
di privilegiare nella composizione i prodotti locali, primo fra tutti il
provolone del monaco, ai quali cerchiamo di abbinare il meglio della produzione
dolciaria, come i torroni, i mieli ed i vini della Campania», spiegano Salvatore
e Annamaria De Gennaro della Tradizione di Seiano di Vico Equense, la boutique
del gusto che per quest’anno ha scelto di valorizzare al massimo i cesti con
l’utilizzo di originali confezioni. Mai come quest’anno si stanno riscoprendo
conserve e preparazioni classiche del Natale. Accanto ai tradizionali
«follovielli», una sorta di uva sultanina conservata con i canditi nelle foglie
di fico, sembra essere scoppiato il boom di marmellate e confetture. In primo
piano, naturalmente, gli agrumi, che in molte occasioni con i loro oli
essenziali finiscono anche per aromatizzare l’olio extravergine di oliva, ma
anche le mele tipiche della costiera, le noci con il miele o le castagne. «Già
da qualche anno stiamo proponendo, accanto ai dolci di produzione artigianale,
anche una pizza dolce, una sorta di panettone a pasta lievitata con all’interno
la frutta secca che abitualmente caratterizzava i lussi del periodo di festa dei
contadini», sottolinea Liberato Cuomo di «Gabriele» il tempio delle golosità di
Vico Equense che ha allevato intere generazioni di buongustai e che «da tre anni
ha i prezzi bloccati». Da quest’anno, poi, per la prima volta è stata realizzata
un’intera linea di prodotti da forno a limitato contenuto di zucchero,
particolarmente adatti a diabetici e a quanti devono seguire un regime
alimentare controllato. Tuttavia, qualità e scelta dei prodotti a parte, mai
come in questo periodo torna ad essere determinante la questione dei costi,
l’altro aspetto che sta condizionando la composizione dei cesti. «È innegabile
che se non è diminuito il numero delle confezioni è certo che sia i privati sia
le aziende sono più attente ai prezzi e in media ci si orienta su confezioni
meno impegnative rispetto agli anni scorsi», spiegano Francesco Galano e Marzia
Gargiulo, di Gargalà, storica agenzia di rappresentanze e distribuzione della
penisola sorrentina. Dunque, cesti meno pieni ma senza transigere sulla
ricercatezza e sull’originalità dei prodotti. «Per garantire ai nostri clienti
la qualità delle specialità che proponiamo abbiamo deciso di intervenire nella
filiera stessa di produzione come accade ad esempio con il panettone, frutto di
una ricetta alla quale abbiamo contribuito», dice Francesco Di Leva di Gragnano.
Dolci sì, ma senza trascurare i grandi prodotti dell’artigianato agroalimentare
locale quali pasta e salumi che sempre più spesso costituiscono, insieme ai
formaggi, il mix più gettonato per i cesti natalizi.

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