Positano News - Notizie della Costiera Amalfitana Penisola Sorrentina Campania - Positano News

SALERNO Una serenata spagnola per Piano Solo

Più informazioni su

La serenata spagnola di Carlos Lama & Sofia Cabruja


Domani alle ore 19 secondo appuntamento del Festival Internazionale Piano Solo, promosso da Matteo Napoli e Paolo Francese, con un duo pianistico a quattro mani


 


Ritorna nel salone dei Marmi di Palazzo di Città, domani, alle ore 19,30 il duo pianistico spagnolo composto da Carlos Lama e Sofia Cabruja. La coppia unita nell’arte e nella vita, dopo aver esaltato l’esigente pubblico della seconda edizione del Festival Internazionale “Piano Solo”, promosso da Matteo Napoli e Paolo Francese, con il sostegno del Comune e della Provincia di Salerno, tornano ad esibirsi per impreziosire il cartellone 2008 con una serata intitolata Serenata Spagnola.


Il programma verrà inaugurato da tre nuove danze spagnole di Moritz Moszkowski, un virtuoso polacco accademico e prossimo al gusto salottiero, che in queste pagine sciorina un bel po’ di repertorio di brillante tecnica pianistica, trovando nella musica popolare iberica fonte d’ispirazione fresca e creativa. La prima parte della serata si chiuderà con l’esecuzione del Don Quijote. El caballero de la triste figura dedicato al duo da Daniel Basomba. La piccola suite è stata composta nel 2005, in occasione del quarto centenario della pubblicazione de “El Quijote” di Cervantes. L’opera è un poema sinfonico in miniatura, senza interruzione, la cui forma è generata dalla esposizione degli opposti: la lotta contro il mondo, la beffa, è simboleggiata dal ritmo impulsivo, l’amore e la morte hanno un carattere intimo e sentimentale. I soggetti scompaiono e riappaiono secondo una strategia di simboli e la vittoria finale rivela un Don Chisciotte trionfante e non più sconfitto dalla rassegnazione alla morte.


La seconda parte della serata sarà dedicata all’esecuzione di quattro quadri della “Suite Espanola” di Isaac Albeniz, una composizione del 1886, in cui il compositore racchiude gli elementi simbolo del suo linguaggio evocante da una parte il panismo trascendentale di Liszt, l’arte di Wagner filtrata dall’insegnamento di Dukas e d’Indy, ed infine l’impressionismo di Debussy. Cadiz, Sevilla, Aragon e Castilla sono accomunate dall’imitazione del suono delle chitarre ottenuto con la caduta alternata degli avambracci o il raddoppio a due ottave di distanza di una melodia  in registro acuto. Interessante sarà ascoltare le sovrapposizioni di timbri diversi ottenuti nella stessa zona della tastiera, e il filo rosso offerto dal contrasto tra il clamore ritmico e vitale e la mestizia del cante hondo, termine che comprende i più puri e antichi strati della tradizione flamenco rivelante il senso tragico della vita o ancora le scale tipiche della gritha, la forma più leggera della musica marocchina che si ritiene aver avuto origine in Andalusia. La serata verrà conclusa da due danze tratte da “La vida breve” di Manuel De Falla, un dramma composto sui modelli del Verismo Italiano, in cui sopravvive l’ispirazione iberica delle Zarzuelas. Due le danze che ascolteremo, con la loro particolare animazione sonora, tutta tesa sull’onnipresente urgenza ritmica, rappresentante un quadro di vita locale, quasi il brulicare indaffarato d’un quartiere di città spagnola che si ridesta alla vita di tardo mattino.                                                                          


 Olga Chieffi 


 

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Positano News, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.