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Miglior vino 2008

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E’ cileno il miglior vino del 2008   Anche quest’anno la prestigiosa rivista americana Wine Spectator ha stilato la sua attesissima classifica dei migliori cento vini al mondo. A posizionarsi al primo posto quest’anno quello che può sembrare un outider: il cileno Casa Lapostolle Clos Apalta Colchagua Valley 2005 (www.casalapostolle.com), un blend dei vitigni di origine bordolese Carmenere, Cabernet Sauvignon e Merlot, vinificato secondo le tecniche più moderne. A ben guardare non si tratta però di un fulmine a ciel sereno, bensì, come spesso accade, in questo come in altri campi, di un risultato metodicamente e pervicacemente cercato. La Conchagua Valley, una valle a 180 km a sud-ovest di Santiago del Cile, sub-zona della regione vinicola Rapel, è stata definita “the nextNapa Valley”, a sottolineare il fatto che in questa piccola valle, ad andamento est-ovest, le condizioni del suolo, della temperatura e dell’insolazione sono state definite dagli esperti “ideali”, e se il nome Lapostolle dice poco, il nome per intero della co-fondatrice la dice lunga: si tratta infatti di un’azienda creata nel 1994 da Martine Lapostolle-Marnier, la cui famiglia produce il famoso liquore Grand Marnier. A tutt’oggi l’azienda, costruita secondo dettami ipermodernisti, produce circa 200.000 bottiglie l’anno. I vitigni coltivati sono i più famosi al mond Chardonnay, Sauvignon Blanc, Merlot, Cabernet Sauvignon e Carmenere, i vini sono distribuiti in Italia da Gaja. Annessa all’azienda, per gli appassionati eno-turisti, una guest-house da 600 dollari a notte. Una curiosità: il vitigno Carmenere è oggi considerato il vitigno-simbolo del Cile. Come altri vitigni, ad esempio il Syrah/Shiraz australiano, è un vitigno di origine francese, e, precisamente, viene dalla zona di Bordeaux, ma oggi è pressochè inutilizzato in patria mentre ha trovato la sua seconda casa in Cile. E gli italiani? A conferma di un anno non proprio entusiasmante, in questo come in altri campi,il primo italiano in classifica è Pio Cesare col suo Barolo 2004 al sesto posto (a dispetto del fatto che proprio per il barolo l’annata2004 è stata definita magica), e poi a seguire Montepulciano Avignonesi, Chianti Rufina Nipozzano Riserva (un vino dal prezzo abbordabilissimo) Soave Suavia ed altri. Buona nuova è che il Falanghina Irpinia 2007 di Terredora si è piazzato a un lusinghiero 59° posto. Non si è quindi ripetuto l’exploit del 2006 quando il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2001 di Casanova di Neri si classificò al primo posto suscitando entusiasmo da Mondiali di calcio, almeno tra gli appassionati.

Antonino D’ Urso

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